Non solo parole…

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Facebook: ti chiedo l’amicizia o mi prendo i tuoi dati?

 

 

di Marta Diamanti e Matteo Di Girolamo dell’I.I.S. “A. Capriotti” *

 

 

San Benedetto del Tronto, 2018-03-27 – A metà marzo 2018, è scoppiato il cosiddetto scandalo Cambridge Analytica: si tratta di una delle più grandi violazioni di dati e privacy della storia. Cambridge Analytica è una società di proprietà del milionario Robert Mercer, guidata da Steve Bannon, che altri non è che l’ex consigliere del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. L’azienda è sotto accusa per aver violato i dati di oltre 50 milioni di profili Facebook al fine di creare e influenzare le scelte elettorali attraverso annunci politici personalizzati. Tutto ciò è venuto fuori grazie all’informatore Christopher Wylie che, sotto pentimento, ha ammesso di aver lavorato alla diffusione di queste violazioni. In un’intervista fatta da Vice News egli si dichiara realmente in colpa per ciò che è successo e a cui lui ha contribuito. Spiega inoltre il ruolo che ha avuto uno dei social network più influenti nell’ultimo millennio, Facebook, creato da Mark Zuckerberg: “Facebook non è più solo un social network. È un campo di battaglia su cui gli Stati cercano di operare. Non voglio incolpare Facebook per essere stato preso alla sprovvista. Nel senso, sono una società tecnologica della Silicon Valley, non pensano necessariamente in termini di geopolitica. Non li biasimo. Ma è un tema che va affrontato, e il CEO di Facebook è uno di quelli che dovrà affrontarlo”.

Zuckerberg è stato poi convocato al Senato per questa “fuga di dati” partiti proprio dalla sua creazione. L’americano ha ammesso le sue responsabilità in un lungo post sul suo profilo Facebook, dichiarando di non essere stato in grado di proteggere la “sua comunità” e di essere pronto a lavorare per mettere in sicurezza milioni di utenti e il sito stesso.

Zuckerberg, con gli occhi lucidi, ha poi ribadito le sue scuse intervenendo alla CNN: è apparso un uomo molto lontano da quello che il film Social network disegnava come il ragazzo ribelle di Harvard, il genio visionario, destinato a diventare una delle persone più ricche e influenti del mondo.

“Ora l’unica cosa che mi interessa è costruire qualcosa per cui le mie figlie, crescendo, possano essere orgogliose di me”, ha detto il milionario del social in blu, in un goffo tentativo. di recuperare un po’ di sentimenti, sciolti e dispersi nella cosiddetta società liquida, dove il desiderio di mettersi in mostra viene prima di ogni appello alla riservatezza. Dove “l’amico” Zuckerberg risucchia la tua privacy, mentre tu, ingenuo utente, “condividi” la tua vita.

 

 

 

 

* I.I.S. “A. Capriotti” di San Benedetto del Tronto

 

Esperienza da giornalisti

Prosegue anche in questo anno scolastico l’esperienza da giornalisti di due studenti dell’Istituto ( Marta Diamanti e Matteo Di Girolamo) che collaborano  per alcuni mesi con la rivista on-line www.ilmascalzone.it . L’attività, prevista nell’ambito di un progetto di  , impegna i ragazzi nella rubrica dal titolo  … nella quale alcuni argomenti di attualità sono tradotti in articoli di giornale corredati da una vignetta.

 

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