Silvestro Montanaro, “…e quel giorno uccisero la felicità”

Silvestro Montanaro, “…e quel giorno uccisero la felicità” 

Il giornalista d’inchiesta SILVESTRO MONTANARO il 24 agosto a Recanati per un incontro/evento a cura di Whats Art e del Comitato di Via Roma.

 

Recanati – Silvestro Montanaro con il suo reportage “…e quel giorno uccisero la felicità” sulla figura del leader africano Thomas Sankara sarà a Recanati al Cortile di Palazzo Masucci per la prima serata dell’anteprima organizzata dall’Associazione Whats Art in collaborazione con il Comitato di Via Roma, all’interno del bando indetto dal Comune di Recanati per la valorizzazione del centro storico. Si inaugurano così gli eventi che si svolgeranno, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, in tutta la Via, nel mese di dicembre.

La serata si aprirà con una piccola presentazione di Silvestro Montanaro e del suo impegno nel giornalismo d’inchiesta. Proseguirà la proiezione del documentario, andato in onda il 18 gennaio 2013 su Raitre, sulla figura di Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso, ucciso in un colpo di stato. A conclusione, un momento di riflessione e di dibattito per approfondire il pensiero così attuale di Sankara e capire il motivo e i mandanti del suo assassinio avvenuto il 15 ottobre del 1987.

Quella di Montanaro è una lunga carriera e la sua indagine su Sankara non è passata inosservata. Di lui e del suo lavoro hanno detto:

« Silvestro Montanaro, grazie per questo servizio su Thomas Sankara, abbiamo sognato. Le idee non si uccidono. » Fiorella Mannoia

« Amici, il documentario su Thomas Sankara su raitre è una delle cose più belle che abbia visto alla tivù italiana negli ultimi dieci anni. La storia di Sankara e di come ha trasformato il Burkina Faso è la storia di come avrebbe potuto (e potrebbe essere) l’Africa. Fece la più grande campagna vaccinale mai vista, diede cinque litri d’acqua e due pasti al giorno a tutti i cittadini, combatté la corruzione, vendette tutte le mercedes per dichiarare la renault 5 auto di Stato. Spiegò molto bene al mondo e all’ONU il modo in cui il debito (la nuova forma di colonialismo) stava strangolando l’Africa. Disse che “la felicità”, e non altro, doveva essere l’obiettivo di uno Stato. Dopo la sua morte, il Burkina Faso è ripiombato nella povertà. Un grazie particolare a Francia e Stati Uniti per avere appoggiato il colpo di stato che l’ha fatto fuori. » Cecilia Strada

« Quando penso ad un’altra (ed alta) politica, penso al sorriso di Thomas Sankara, che ha fatto rinascere l’economia del Burkina Faso (“la terra degli uomini integri”), ha sconfitto malattie importanti con un’ampia vaccinazione; il suo conto in banca era sempre in rosso, il mutuo da pagare, l’automobile presidenziale era un’utilitaria. Lo stesso dei nostri politicanti… Dopo aver messo in discussione il sistema economico globale, fu assassinato per mano del suo migliore amico. Le testimonianze parlano con certezza di un coinvolgimento della CIA (e quannu mai…) e dei servizi segreti francesi. Questa è, a mio avviso, una storia che si dovrebbe far studiare a scuola. Per far vedere che un altro modo di fare politica esiste, è scritta nella storia di un piccolo Paese africano. » Marcello Guerrieri

« Questo documentario, secondo me, dovrebbe essere trasmesso in prima serata e a reti unificate in modo che tutti sappiano chi era Thomas Sankara. Bisognerebbe farlo vedere a TUTTI i nostri cari politici, e chiedere loro “ma non vi vergognate un po’ di voi stessi” ???? » Paola Del Debbio

L’evento inizierà alle 21.30. L’ingresso è gratuito.

SILVESTRO MONTANARO

Nato il 26 marzo 1954 a Sora (Fr), ha iniziato la sua carriera giornalistica come corrispondente di Paese Sera e poi dell’Unità. In seguito ha lavorato per la Voce della Campania firmando delicatissime inchieste sui rapporti tra mafia, camorra, poteri politici ed economici. Dalle sue inchieste, tante delle prove che portarono all’assoluzione di Enzo Tortora nel 1989, firma dossier sull’immigrazione clandestina e fa da addetto stampa alla prima associazione di immigrati.

Nello stesso anno entra a far parte del gruppo fondante della trasmissione televisiva Samarcanda. Lavora con Michele Santoro anche a Il Rosso e il Nero e Tempo Reale, diventandone co-autore nell’ultima fase. Nel frattempo pubblica tre libri-inchiesta, di cui uno con Baldini e Castoldi adottato come libro di testo in numerose scuole, sul Mozambico e i suoi bambini nel dopoguerra. Successivamente pubblica Mister & Lady Poggiolini, racconto inchiesta sulla malasanità ed un altro libro sul rinvio a giudizio per mafia di Giulio Andreotti. Silvestro Montanaro cura il progetto Sciuscià, ne realizza alcuni episodi, e diventa poi l’autore di Drug Stories, programma di inchieste sul mondo della droga su scala internazionale. Alla fine di questa esperienza, nel 1998, edita il primo speciale televisivo in Europa sul debito estero dei paesi del Sud del mondo e realizza documentari fra i quali “Col cuore coperto di neve”, girato in Brasile sui temi del lavoro e della prostituzione minorile e “E poi ho incontrato Madid” sull’ultima delle terribili “carestie”, e soprattutto sulle sue vere ragioni, che hanno afflitto il sud del Sudan.  Dal 1999 è autore del programma C’era una voltain onda su Rai Tre. Nel 2002 è il conduttore della trasmissione “Dagli Appennini alle Ande, prima ed ultima esperienza di racconto popolare dei grandi temi della geopolitica. I suoi documentari hanno girato il mondo e accompagnato numerose campagne di verità e di difesa dei diritti umani. Ed hanno ricevuto sia in Italia che in tutto il mondo i più prestigiosi riconoscimenti.

 

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