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2019-02-26

IL PICCHIO D’ORO ALL’URBINATE MARICA BRANCHESI E AL SAMBENEDETTESE EUGENIO COCCIA CONSEGNATi OGGI IN CONSIGLIO REGIONALE

LUCA CERISCIOLI: “LE MARCHE DELLA SCIENZA, UN NUOVO SIMBOLO”

 

Oggi la seduta del Consiglio regionale si è aperta con una speciale cerimonia: la consegna del Picchio d’oro, il massimo riconoscimento della Regione Marche alle personalità che si sono distinte nei diversi campi di attività. A riceverlo Marica Branchesi, l’astrofisica originaria di Urbino che ha compiuto scoperte determinanti sulle onde gravitazionali  e annoverata tra le 100 personalità più influenti al mondo.  Insieme a lei il professor Eugenio Coccia a cui è stata consegnata una targa di riconoscimento. Eugenio Coccia, di San Benedetto del Tronto, Rettore del Gran Sasso Science Institute (Centro di Studi Avanzati dell’INFN) Fisico sperimentale, opera e ricerca nel campo della fisica astroparticellare, in particolare sullo studio delle onde gravitazionali.

“Un onore e un piacere premiare oggi Marica Branchesi – ha affermato il presidente Luca Ceriscioli nel suo intervento – una scelta doverosa da parte della Regione perché significa anche riflettere sul ruolo della Scienza. Raramente le Marche vengono accostate a questo tema e invece oggi, con questo riconoscimento, ne condensiamo il valore e arricchiamo la nostra regione con uno sguardo su una realtà diversa, con la consapevolezza di essere anche uno scrigno di saperi e conoscenze.

Aprire lo sguardo, allargare la visione ci fa scoprire una dimensione importante del nostro essere e  se ci rapportiamo al nostro tempo,  le scoperte fatte da Marica Branchesi e dal professor Coccia sono paragonabili all’impresa di Colombo: allargare lo spazio e i confini del mondo, rendere l’Universo conoscibile. L’orgoglio di essere marchigiani sta anche nel sistema regionale di Alta Formazione che forma giovani talenti in moltissimi settori, un sistema su cui investiamo e su cui crediamo molto perché siamo convinti che la competenza sia essenziale per vincere le sfide del futuro.

Un contributo straordinario dunque dagli scienziati marchigiani alla conoscenza e all’informazione e uno strumento per farci capire quanta bellezza detiene l’Universo. Scienza insieme a Bellezza, diventano allora un nuovo simbolo delle Marche e ci fanno ben sperare. “

Il presidente Luca Ceriscioli ha poi consegnato il Picchio d’oro a Marica Branchesi che poco prima si era detta molto emozionata di essere di nuovo nella propria regione a ricevere un premio che la riempie di orgoglio: “ Abbiamo scoperto ciò che prima era invisibile – ha detto – e ora possiamo capire meglio l’Universo e la vita.  Nella Scienza si lavora insieme, scienziati e scienziate ed ha trionfato la diversità. In un momento in cui si ha paura della diversità, la Scienza ne fa invece tesoro e ricchezza.”


Artevinando, presentata in Regione l’edizione 2019: arte e vino per scoprire le Marche

Casini: “Vetrina delle nostre produzioni”. Calvigioni: “Promozione del territorio”

Arte e vino insieme, per ascoltare, vedere e vivere le Marche, attraverso un percorso da assaporare con il gusto, la vista e l’olfatto. È quanto propone “Artevinando”, l’iniziativa culturale promossa dall’associazione di Sant’Elpidio a Mare “Di Arte in Vino”. Presieduta da Marino Calvigioni, si propone di valorizzare le eccellenze enologiche marchigiane, con un cartellone di eventi che, ogni anno, lega il vino alle creazioni di un artista locale, a testimoniare la bellezza espressa dal territorio. L’iniziativa, nel tempo, ha assunto un carattere regionale per il grande coinvolgimento di cantine e aziende agricole, per la partecipazione di artisti che hanno l’opportunità di presentare le loro opere, con sguardi sulla realtà proposti attraverso pennellate di colore, foto e altre espressioni artistiche. Presso la sede della Regione Marche, è stato presentato il programma 2019 che inizierà sabato 2 marzo, per concludersi il prossimo 30 novembre.

 

 

 

“È un evento molto importante che ha la finalità di valorizzare i vitigni autoctoni e le eccellenze vitivinicole marchigiane – ha detto la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura – Una vetrina di prestigio, per le nostre produzioni, allestita da chi ama, come noi, il territorio e, in sintonia con la scelta della Regione, di puntare sugli autoctoni, piuttosto che sui vitigni internazionali”. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, “muove dall’idea e dalla voglia di fare promozione da parte di un gruppo di appassionati del territorio e del vino – ha riferito Marino Calvigioni – Siamo partiti, nel 2015, dal centro storico di Sant’Elpidio a Mare e, ogni anno, abbiamo registrato un incremento di pubblico. I nostri vini non hanno nulla da invidiare a quelli più blasonati. In ogni edizione proponiamo circa 120 etichette: un bel numero che testimonia la ricchezza enologica delle Marche”. Armando Falcioni, direttore del Consorzio Vini Piceni, ha sottolineato la scelta “lungimirante, compiuta negli anni 80 e 90, di puntare sulle produzioni autoctone: un grande lavoro di riscoperta culturale agronomica che qualifica le Marche”. Artevinando 2019 apre i battenti, sabato 2 marzo, nell’aula consiliare di Sant’Elpidio a Mare, con il convegno dedicato al Ribona (o Maceratino): un raro vitigno autoctono, bianco, cugino del Verdicchio, che parla marchigiano ed è coltivato nella provincia di Macerata da una ventina di aziende. Si proseguirà, poi, con la partecipazione a Tipicità (Fermo Forum dal 9 al 10 marzo) e al Vinitaly di Verona (7-9 aprile). Il 4 maggio verrà organizzato un convegno sull’attività vitivinicola e lo sport, per proseguire, il 10 e 11 maggio, con l’evento principale di Artevinando: degustazione con oltre 25 aziende provenienti da tutta la regione e, in contemporanea, esposizione pittorica di un artista locale. Seguiranno serate con degustazione e musica, oltre un evento in collaborazione con l’Associazione sommelier Marche, fino al 30 novembre. In precedenza, il 24 agosto, un festival sarà dedicato ad Andrea Bacci: celebre enologo elpidiense che, a fine Cinquecento, parlava già di “spumantizzazione” dei vini, nella sua grandiosa opera “De Naturali Vinorum Historia”.

21,7 milioni di euro alle imprese con sede operativa nei Comuni del cratere

 

 

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26 Febbraio 2019 alle 16:20 | Scrivi all'autore | | |

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