dalla Regione Marche

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2019-03-12

VISITE FORMATIVE, IN AULA STUDENTI DEL LICEO “RINALDINI” DI ANCONA E DELLA PRIMARIA “MARCHEGIANI” DI S.BENEDETTO

Ad accogliere gli alunni delle due scuole il consigliere regionale Gianni Maggi. Iniziativa organizzata nell’ambito del progetto “Conoscere il Consiglio” finalizzato ad avvicinare i giovani alle istituzioni

Nuova visita formativa nell’ambito del progetto “Conoscere il Consiglio” finalizzato ad avvicinare i giovani alle istituzioni. Protagonisti della mattinata in aula consiliare gli alunni del liceo “Rinaldini” di Ancona e quelli della scuola primaria “Marchegiani” di San Benedetto del Tronto. In tutto circa 90 studenti accolti a Palazzo Leopardi dal consigliere regionale Gianni Maggi che, dopo una breve lezione sul funzionamento e i compiti dell’Assemblea legislativa, ha risposto alle numerose domande dei ragazzi.

Al termine della mattinata a Palazzo Leopardi, alle due classi elementari è stato consegnato l’attestato di partecipazione al progetto “Conoscere il Consiglio”, mentre agli studenti del Rinaldini l’Assemblea legislativa ha donato una copia del libro “Marca Parnasiana”, pubblicato nella collana “I Quaderni del Consiglio regionale”, dedicato alla tela di Bruno d’Arcevia esposta al secondo piano Palazzo delle Marche. Per gli studenti del liceo classico, due classi quarte dell’indirizzo economico-sociale, è previsto un secondo appuntamento, che rientra nel percorso di alternanza scuola-lavoro, il 14 marzo, a Palazzo delle Marche, sede istituzionale dell’Assemblea.

15 TALENTI MARCHIGIANI A SCUOLA DAL MAESTRO MOGOL PER VALORIZZARE LA MUSICA POPOLARE: DAL 14 MARZO L’AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONARE I GIOVANI

 

Valorizzare la cultura e la musica popolare e dare l’opportunità, a 15 giovani talenti residenti nelle Marche, di perfezionare le proprie competenze in questo campo, per intraprendere la carriera artistica come autori di testi, compositori, interpreti. E’ lo scopo dell’avviso pubblico pubblicato nel  febbraio scorso  dalla Regione Marche che ha portato alla selezione del progetto presentato del Centro Europeo di Toscolano (Info su http://www.cetmusic.it/) fondato e diretto  dal famosissimo autore dei più grandi successi italiani Giulio Rapetti Mogol. Ora, definito il soggetto attuatore, si passa alla selezione dei giovani  di età compresa tra i 18 e i 36 anni, residenti nelle Marche, già in possesso di capacità e competenze nelle discipline musicali oggetto dei percorsi di perfezionamento, testimoniabili attraverso produzioni originali. Il bando sarà pubblicato da giovedì 14 marzo fino al 20 maggio sul sito istituzionale della Regione Marche nella sezione dedicata: http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Istruzione-Formazione-e-Diritto-allo-studio. Di seguito si procederà alla selezione tramite una giuria coordinata dallo stesso Mogol. A settembre avranno inizio i corsi.

 

“Valuteremo i giovani in base alla loro capacità, alla loro bravura e predisposizione – ha spiegato Mogol oggi nel corso di una conferenza stampa –. Il requisito fondamentale non è tanto la voce, ma la capacità di comunicare e il testo, attinto dal nostro bagaglio quotidiano di vita ed esperienze, deve aderire alla musica. Oggi è facile raggiungere la popolarità con una canzone in un talent show, ma solo una scuola seria di alta formazione può aiutare alla costruzione di una carriera grazie ad una didattica innovativa e a programmi personalizzati”.

“La Regione investe sulla formazione musicale – ha aggiunto l’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro Loretta Bravi – . E’ una visione della giunta e dell’assessorato che hanno ribadito la necessità di un percorso: corsi musicali per la secondaria di primo grado, licei musicali, coreutici, alta formazione. Questo avviso intende valorizzare la conoscenza e l’eccellenza musicale. Lavoriamo su filiere e apprendistato, su  dottorati e specializzazioni, sull’accompagnamento in azienda e, dentro quest’ottica, è bene parlare anche di compositori, di autori ed interpreti perché si tratta di un lavoro, di una possibile occupazione e di un approccio alla realtà.  Il compito dell’adulto e, in questo caso, anche della politica, è quello di tirare fuori da questi giovani una motivazione, uno sguardo, una energia, un messaggio. Ci appoggiamo ad un Maestro capace di valorizzare l’esperienza  e che non usa sovrastrutture perché convinto che nella nostra struttura umana tutto è dato. Sono personalmente contenta e grata di questo incontro che mi ha permesso ancora una volta di guardare la politica come strumento al servizio dei giovani”.

Tre i percorsi formativi proposti: per autori di testi, compositori o interpreti, finalizzati a rafforzare e ampliare le competenze, in materia di musica popolare grazie a docenti, musicisti e tecnici altamente qualificati, sotto la direzione del Maestro Mogol. Agli insegnanti  si alterneranno operatori della discografia (editori, esperti di diritto d’autore, ecc.) e artisti noti che, testimoniando le proprie esperienze, permetteranno agli allievi di capire come integrare la teoria alla pratica, la formazione all’attività professionale. E’ inoltre prevista la residenzialità, per gli allievi dei corsi, presso la struttura alberghiera inserita nel medesimo complesso che ospita il CET, offrendo così i servizi di ristorazione e pernottamento per l’intera durata dei percorsi formativi.

Il percorso di ciascun giovane avrà  infatti una durata di circa 110 giornate di cui 15 in “full immersion” suddivise in tre fasi consecutive di 5 giorni ciascuna, intervallate da circa un mese di attività da svolgere autonomamente , sulla base di specifiche indicazioni personalizzate fornite ai docenti che seguiranno, da remoto, l’avanzamento dell’attività.

Al termine sono previsti: un esame di verifica delle competenze acquisite; la registrazione in studio di un brano musicale da parte di ogni singolo allievo; un saggio pubblico di fine corso su canzone inedita con testo e musica scritti e interpretati dagli allievi.

Il costo complessivo del progetto è pari a 50.000 euro.

 

 

 

 

FONDI EUROPEI Asse 8: 36 milioni di euro su 248 (il 15% degli investimenti totali) sono stati investiti fuori dal cratere per riqualificare e potenziare edifici strategici della Protezione civile, sanitari e universitari.  Ceriscioli: “Basta distorcere i fatti: stop a notizie false su fondi e macerie”

“Vediamo ogni giorno distorcere la realtà dei fatti. Il Movimento 5 stelle e Forza Italia continuano ad alimentare  ulteriore rancore e rabbia in popolazioni già fortemente provate dal terremoto e che non hanno bisogno di sterili e scorrette speculazioni ma di soluzioni concrete, ovvero quelle che noi ogni giorno faticosamente mettiamo in campo”. Lo dice il presidente Ceriscioli, chiarendo che l’utilizzo dei fondi europei  dell’Asse 8 è assolutamente legittimo.

“In primis  – specifica – abbiamo ripreso gli Assi di investimento precedenti al sisma e abbiamo ridistribuito i fondi aggiuntivi. Dei 248 milioni messi a disposizione dall’Europa (Asse 8 FESR) l’85% è stato utilizzato per interventi localizzati nelle aree colpite, evidenziando la forte attenzione che giustamente la Regione riserva a questi territori. La mostra su Lorenzo Lotto e altre importanti iniziative per promuovere i Sibillini ne sono un esempio.

Il 15% (36milioni828mila euro) delle risorse sono riconducibili infatti a interventi strategici collocati fuori dalle aree del sisma. L’assegnazione di nuove risorse comunitarie è avvenuta, non per fare fronte alla ricostruzione degli edifici danneggiati (per questo ci sono le risorse nazionali), bensì per favorire la ripresa economica, sociale e soprattutto aumentare l’adeguamento sismico degli edifici e la messa in sicurezza di un territorio, quello marchigiano, particolarmente vulnerabile e soggetto a calamità naturali. Per questo l’Europa ci chiese di inserire la possibilità ‘di estendere ai Comuni che ricadono in classi sismiche 1 e 2’. Da qui la piena legittimità delle scelte regionali che, in misura davvero contenuta, hanno destinato le risorse dell’asse 8 Sisma anche a territori fuori dal cratere, considerata l’elevata vulnerabilità sismica della Regione, la cui popolazione residente nei comuni ricadenti nelle classi di rischio elevate (zone sismiche 1 e 2) rappresenta il 99% del totale.

OSPEDALE REGIONALE TORRETTE – I 12,2 milioni di euro stanziati per l’ospedale regionale Torrette di Ancona rappresentano un investimento connesso fortemente alle aree colpite e strategico. Non solo per la salvaguardia di vite umane durante il verificarsi di un potenziale evento sismico ma anche per la funzione di pubblica utilità che l’ospedale svolge nelle fasi di prima emergenza.

In merito agli edifici sanitari aggiungo che – continua Ceriscioli – , tra quelli del cratere, l’ospedale di Camerino è antisismico di quarta classe, Tolentino è stato finanziato con un importo previsto di 14,5 milioni, per Amandola è stato consegnato il progetto esecutivo che è in fase di verifica e presto uscirà il bando per i lavori. Il costo previsto del nuovo ospedale dei Sibillini  è di 18,7 milioni di euro: 13,7 milioni saranno finanziati grazie alle risorse della Ricostruzione Sisma che la Regione Marche ha deciso di destinare alle opere sanitarie e gli altri 5 milioni sono la donazione della Compagnia petrolifera Rosneft. A Macerata ed Ascoli facciamo 2 ospedali nuovi con un investimento da 200 milioni di euro.

EDIFICI STRATEGICI – Non ci sono edifici strategici non finanziati all’interno del cratere, li abbiamo finanziati tutti. Sono stati approvati 9 progetti con uno stanziamento di 18 milioni di euro. Di questi 9 immobili, 5 sono fuori dal cratere ma sono strutture della protezione civile regionale che agiscono in tutte le situazioni di emergenza che colpiscono la regione, formando una rete integrata e strategica. L’accordo con Stato e UE prevede, come scritto chiaramente nel Programma, che gli interventi abbiano l’obiettivo di  mettere in sicurezza e rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli edifici qualificabili come “strategici” ossia che rivestono importanti funzioni di protezione civile in caso di terremoto, quali ad esempio, caserme, sedi dei municipi, sedi di sale operative per la gestione delle emergenze, le centrali operative del 118, sanità.

EDILIZIA UNIVERSITARIA E ERDIS – Oltre 13,5  milioni sono stai investiti  per la sicurezza degli studenti e per garantire loro edifici della più alta classe antisismica in previsione di possibili calamità.

PATTO RICOSTRUZIONE – Il Patto per la ricostruzione? Noi abbiamo sottoscritto il Patto e non i progetti. E’ stato il frutto di un grande processo di partecipazione che ha visti coinvolti tutti i sindaci e tutto il mondo economico, produttivo, sociale della regione. Abbiamo preso un impegno con i parlamentari che avremmo stralciato la parte dei progetti dalla delibera in modo che fosse chiaro che noi abbiamo approvato solo un documento: tutti i bandi dei privati saranno sottoposti a gara.

MACERIE-  Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Già non comprendevamo come il commissario Farabollini potesse affermare che la Regione Marche non avesse un piano specifico sulla gestione delle macerie, avendo a disposizione già dall’8 gennaio scorso una relazione dettagliata con la quale sono stati indicati chiaramente i quantitativi fatti, quelli ancora da fare ed i finanziamenti necessari per completare i quantitativi.

Ora vediamo che Forza Italia continua a sostenere che il piano macerie è ancora in fase di discussione. Torniamo a sottolineare che siamo stati i primi a redigere un piano attuativo con Decreto del Soggetto Attuatore Sisma il  23 gennaio 2017, ed è stato aggiornato insieme ai Comuni interessati il 30 agosto dello scorso anno.

Le Marche – conclude Ceriscioli – hanno gestito in maniera virtuosa le macerie del sisma: oltre la metà di quelle stimate sono state raccolte (617mila tonnellate) ed Il 99% è stato avviato a recupero e riutilizzato. Da dicembre 2017 non ci sono più né sulle strade pubbliche né nelle piazze ma sono rimaste solo quelle frutto di demolizioni disposte dai sindaci per la pubblica incolumità. L’Aquila per fare gli stessi numeri ci ha messo 5 anni”.

 

 

 

CELIACHIA, LA GIUNTA REGIONALE ADOTTA IL PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO ASSISTENZIALE

 

La giunta regionale, riunita nella consueta seduta settimanale, ha adottato il percorso diagnostico terapeutico assistenziale della celiachia, patologia che colpendo l’un per cento della popolazione, nelle Marche 15.380 sono pazienti celiaci, non può più essere considerata rara ma cronica ed invalidante.

Il percorso della celiachia della Regione Marche, che recepisce le linee guida del “Protocollo per la diagnosi e il follow-up della celiachia” elaborate dal Ministero della Sanità,  individua i presidi sanitari deputati alla diagnosi salvaguardando e valorizzando le eccellenze cliniche del servizio sanitario regionale Marche “per garantire alla popolazione marchigiana un agevole e omogeneo accesso a prestazioni sanitarie di qualità – rileva il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli – La corretta diagnosi di celiachia rappresenta non solo un atto medico dovuto al paziente per motivi etici ed assistenziali ma anche una strategia di risparmio poiché i pazienti celiaci non  diagnosticati, e quindi non trattati con una rigorosa dieta senza glutine, a causa della loro morbilità, rappresentano un significativo carico economico in  termini di ospedalizzazioni e prestazioni ambulatoriali”.

La rete clinica regionale (CReMa) individuata prevede due tipologie di presidi sanitari autorizzati alla diagnosi certificata di celiachia: presidi accreditati di I livello (spokes), sia per gli adulti che per i bambini, distribuiti su tutto il territorio regionale e un centro di riferimento (HUB) individuato nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti di Ancona”.

Alla stesura del Percorso ha collaborato attivamente anche l’associazione italiana celiachia Marche Onlus regionale a conferma della volontà di costruire insieme una rete che risponda alle necessità dei pazienti e delle loro famiglie. Esprime soddisfazione la presidente, Romina Giommarini: “Ringrazio la Regione che ha condiviso con noi questo piano estremamente necessario sia per avere una diagnosi comune e omogenea sul territorio sia per la presa d’atto che la celiachia è una malattia che comporta anche disagio sociale oggi riconosciuto nero su bianco. Ringrazio inoltre i funzionari della Regione, in particolare il dottor Feliciangeli, che è stato per me una grande spalla”.

Sul fronte dell’assistenza integrativa relativa agli alimenti senza glutine, ai fini di garantire un’alimentazione equilibrata, è stato confermato per i celiaci il diritto all’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine specificatamente formulati per celiaci tramite un sostegno economico all’acquisto di alimenti sostitutivi di quelli a base di cereali contenenti glutine.

In quest’ottica è in via di attivazione un progetto per acquistare i prodotti senza glutine presso le farmacie e i negozi autorizzati tramite l’utilizzo di una tessera magnetica.

 

scheda

La malattia celiaca è una patologia di tipo autoimmunitario primariamente localizzata nell’intestino tenue ma di natura sistemica, scatenata dall’ingestione di glutine (presente in molti cereali: frumento, orzo, segale) in soggetti predisposti geneticamente. Considerata in passato malattia rara, grazie al miglioramento dei test diagnostici si è dimostrata una patologia che in realtà colpisce circa l’1% della popolazione (due volte più frequente nelle donne). Nelle Marche ne soffrono circa 15.000 persone ma solo 4500 sono quelle diagnosticate. L’unica terapia attuale è rappresentata da una dieta priva di glutine

La revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza, definita dal DM 12/01/2017, prevede il passaggio della celiachia e della sua variante clinica, la dermatite erpetiforme, nell’elenco delle malattie croniche invalidanti. La nuova collocazione consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia e delle sue complicanze, e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti, mentre le prestazioni specialistiche per giungere alla diagnosi non sono più in esenzione.

 

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