San Benedetto: storia, cultura, tradizioni

San Benedetto: storia, cultura, tradizioni

Nel corso dell’anno scolastico 2018-2019 la classe IV B del Liceo Scientifico Statale Benedetto Rosetti di San Benedetto del Tronto ha proseguito l’attività di Alternanza Scuola-Lavoro con la testata www.ilmascalzone.it , seguendo il progetto “Dalla realtà alla scrittura”.

Gli alunni, nel loro percorso, hanno avuto anche modo di compiere un viaggio nella storia di San Benedetto, visitando luoghi e conoscendo figure che hanno plasmato l’identità collettiva sambenedettese, che i ragazzi hanno reso nei testi proposti. 

Per affrontare il lavoro la classe ha avuto come preziose e competenti guide il dottor Giuseppe Merlini, responsabile dell’Archivio Storico Comunale della città, il professor Giancarlo Brandimarti, già docente di storia e filosofia del Liceo Rosetti, il signor Vincenzo Rossi, dell’Associazione Culturale “Amici del paese Alto”. A loro va il più sentito ringraziamento da parte degli alunni stessi e della docente tutor per l’ASL, Elena Cardola.

 

 

8.  La pesca e le imbarcazioni storiche

 

Un ruolo di primo piano nell’evoluzione storica della marineria sambenedettese è assunto dalle varie tipologie di imbarcazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli. Quelle che maggiormente hanno caratterizzato le coste picene sono quattro, tra cui le più note sono paranza e lancetta.

Nel 1765 arrivò sulla costa fermana, dalla Puglia, la paranza, barca di 25-30 tonnellate, lunga 15 metri e larga 5 metri. Era caratterizzata da una chiglia piatta e una prua arrotondata che le permettevano di approdare sulla spiaggia e mostrare alle onde una minor resistenza. Disponeva poi di un albero di legno di larice e un’antenna di 26-28 metri. Poteva accogliere varia attrezzatura, come cime, reti, vele di ricambio o la spera, ossia un’ancora legata al contrario che impediva che la barca andasse troppo veloce. Riusciva così ad affrontare periodi di pesca della durata di quindici giorni con calate di varia durata, anche se molti sono stati i naufragi registrati in quel periodo.

Il nome paranza deriva da “paro”, che significa “paio”; infatti la pesca veniva effettuata a coppia, affinché le paranze riuscissero a fare un presa maggiore e sfruttassero il vento. Le due barche si disponevano parallelamente, tenendo e trascinando entrambe in poppa due capi della rete. Quella principale aveva poi il compito di issare a bordo il pesce pescato. Questo tipo di pesca non era però accettato da tutti, e lo Stato Pontificio vietò quindi di uscire a coppia affinché si evitasse lo spopolamento del mare.

L’ equipaggio totale era di circa diciotto uomini tra cui il parone, che guidava la barca principale, affiancato dal sottoparone. Ciò che distingueva principalmente le due imbarcazioni era la vela: la prima aveva la punta rossa, la seconda invece nera. È con l’ascesa in Italia di Napoleone che nasce l’iconografia delle vele. Quando egli arrivò a San Benedetto sostenne infatti che “ogni legno”, ovvero ogni barca, dovesse avere un simbolo di riconoscimento, disegnato con nero di seppia e terra colorata, come vuole la tradizione. In questo modo dalla spiaggia si poteva associare direttamente la paranza al proprietario e quindi al suo equipaggio, e questo era di grande aiuto anche per le mogli o i bambini che aspettavano ansiosamente il loro marito o padre sulla riva.

Nel 1765 si diffuse anche un’altra tipologia di imbarcazione, chiamata lancetta, che differiva molto dalla paranza. Infatti, mentre quest’ultima effettuava lunghi periodi in mare, la lancetta era destinata a una pesca giornaliera, da circa le 4 del mattino fino alle 5 del pomeriggio, per cui il pesce era ritenuto più fresco e genuino. La pesca poteva avvenire con una rete a strascico, in coppia o singolarmente, e l’equipaggio non contava più di 4 persone. Inoltre era anche più piccola: pesava circa 3 tonnellate e la sua lunghezza variava da 7 a 10 metri. Le due barche, che da lontano potevano sembrare simili, si differenziavano anche per la tipologia di vela, in quanto la paranza ne aveva una triangolare, detta latina, mentre l’altra presentava una vela trapezoidale.

L’evoluzione di queste imbarcazioni, che culmina con l’introduzione del motore nel 1912 da parte di don Francesco Sciocchetti, ha consentito al porto di San Benedetto del Tronto di assumere una notevole importanza a livello nazionale.

Irene Aquaro – Alessia Schiavi

IV B Liceo Scientifico Statale Rosetti

 

 

 

 

 

 

 

 

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2019-03-01 – Gli studenti della classe 4B del Liceo Scientifico Benedetto Rosetti stanno collaborando con la testata giornalistica Il Mascalzone.it per il progetto di alternanza scuola lavoro “Dalla realtà alla scrittura. Gli alunni sono impegnati nella stesura di articoli  sulla base delle esperienze affrontate previste dal progetto nell’arco dell’anno scolastico. Obiettivo è quello di potenziare le competenze comunicative, attraverso attività di scrittura e documentazione foto/video, per vivere la realtà con maggior consapevolezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San Benedetto: storia, cultura, tradizioni

 

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito le fonti cui gli studenti si sono rifatti per la stesura dei loro testi.

Bibliografia

  • Associazione dei comuni Ambito 22, Ruralità e marineria. Collina e costa del Piceno tra storia e presente, Ripatransone, Gianni Maroni Editore, 1993.

  • Banca Popolare di San Benedetto del Tronto, Poesie in vernacolo sambenedettese, a cura di Giorgini C., Liburdi E., Marchegiani A., Pompei G., Vandolini L., 1974.

  • Città di San Benedetto del Tronto, A casa di Bice. Breve guida del palazzo Picentini, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2012.

  • Città di San Benedetto del Tronto, Vista porto. Breve guida del “Museo del mare”, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2012.

  • Città di San Benedetto del Tronto, San Benedetto del Tronto, città adriatica d’Europa, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2014.

  • Città di San Benedetto del Tronto, Sudèndre. Breve guida del “Paese Alto”, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2016.

  • Merlini G., Adriatic Seaways. Le rotte dell’Europa adriatica, Acquaviva Picena, Fast Edit, 2008.

  • Romani G., Cronistoria di una radiodatazione, in Archivio Storico Diocesano San Benedetto del Tronto, San Benedetto. Il martire e la sua città, Edizioni diocesane San Benedetto del Tronto, 2004.

Sitografia

Fonti orali

  • Giancarlo Brandimarti

  • Giuseppe Merlini

  • Vincenzo Rossi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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