dalla Regione Marche

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Altro riconoscimento per la sanità marchigiana: da DataRoom attestazioni per i massimi standard di qualità e sicurezza

La sanità marchigiana ha gli standard più alti di sicurezza e qualità nei suoi pronto soccorso, punti nascita e reparti ad alta specializzazione (neurochirurgia, chirurgia vascolare, cardiochirurgia).  E’ quanto rileva la rubrica di data journalism “DataRoom” di Milena Gabanelli che ha analizzato i servizi in strutture sanitarie in giro per l’Italia. I dati sono stati raccolti da Dataroom Regione per Regione sulla base delle schede di dimissioni ospedaliere (Sdo) del 2017, le ultime ufficiali.

300 sono i reparti che non rispondono a requisiti di qualità in Italia 1 solo viene indicato nelle Marche: il punto nascita di Fabriano già dismesso – spiega il presidente della Giunta regionale – Segno quindi di una grande qualità e sicurezza delle strutture sanitarie della nostra Regione. Aver fatto scelte che hanno privilegiato livelli massimi nei servizi offerti ai pazienti, in rapporto a chi ha preferito mantenere magari più diffusi i servizi sul territorio senza però garantire gli standard, è stata una scelta difficile nel momento in cui si è fatta ma oggi viene ripagata e soprattutto ripaga  i marchigiani con qualità dell’assistenza, sicurezza delle cure e  l’uso appropriato dei soldi pubblici. Sappiamo quanto ci sia ancora da fare per corrispondere alle esigenze e alle istanze dei cittadini, per questo il risultato raggiunto è uno stimolo a fare sempre meglio, consapevoli dei tanti sacrifici che sono ogni giorno chiamati a fare tutti coloro che operano in sanità.

 

 

Il presidente Ceriscioli e l’assessora Bora a Bruxelles per presentare il Patto per lo sviluppo e la ricostruzione delle Marche: incontri con Tajani e i parlamentari europei del collegio

Il Patto per lo sviluppo e la ricostruzione delle Marche arriva al Parlamento europeo. A Bruxelles il presidente della Regione e l’assessora alle Politiche comunitarie hanno presentato al presidente del Parlamento europeo e agli eurodeputati della circoscrizione dell’Italia centrale il report finale del Patto per il rilancio economico delle aree terremotate. Il documento, stilato al termine di un percorso condiviso con istituzioni e associazioni locali (categorie economiche, sindacali, Conferenza episcopale marchigiana, le quattro Università), prevede una serie di progetti che richiede due miliardi di investimenti e una stima di diecimila nuove assunzioni. I finanziamenti indicati provengono dalle risorse aggiuntive, nazionali e comunitarie, rese disponibili per l’area del cratere sismico e altre da reperire attraverso confronti istituzionali con il Governo e l’Unione europea. Il presidente della Regione, negli incontri, ha ribadito che l’Europa riveste un ruolo fondamentale per l’approvazione e il sostegno del Patto. Già nei primi giorni dal terremoto si è subito capito che non bastava ricostruire case e infrastrutture, ma che fosse necessario offrire alla popolazione condizioni di crescita e di sviluppo economico, a partire dalle imprese e dai servizi, per creare una qualità di vita utile a favorire il rientro. Il piano elaborato dalla Regione, insieme ai tanti soggetti, permetterà di avere i contributi necessari per questa ripartenza. Il coinvolgimento dei parlamentari europei garantisce il giusto sostegno perché gli investimenti si possano realizzare.

DISTACCO MONTECOPIOLO E SASSOFELTRIO: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARCHE SCRIVE AL SENATO PER SOSPENDERE L’ITER

 

 

Sospensione per motivi di illegittimità e di opportunità dell’iter legislativo del disegno di legge finalizzato al distacco dalla Regione Marche  dei Comuni di Sassofeltrio e di Montecopiolo ed al loro accorpamento alla Regione Emilia Romagna; indizione di un nuovo referendum; costituzione di un tavolo istituzionale per la revisione degli ambiti territoriali delle Regioni e, in attesa di proposte organiche di revisione, interruzione dell’iter delle modifiche territoriali, come è avvenuto nel caso di Cortina d’Ampezzo; audizione sull’argomento alla Commissione Affari Istituzionali del Senato.

Sono le richieste avanzate dal presidente della Regione Marche in una lettera indirizzata all’on. Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica e all’on. Stefano Borghesi presidente della Commissione Affari Istituzionali.

Nella missiva il presidente della Regione Marche ripercorre le tappe della vicenda: la consultazione referendaria svoltasi nei due Comuni nei giorni 24-25 giugno 2007 con esito positivo, il  parere favorevole della Regione Emilia Romagna nel 2012, i disegni di legge presentati nel corso delle varie legislature XVI, XVII, e XVIII con contenuti e adempimenti amministrativi per le due regioni interessate non omogenei, fino al  disegno di legge approvato alla Camera dei Deputati che presenta un contenuto ancora diverso. Precisamente, l’articolo 2 pone una serie di adempimenti a carico delle Regioni Emilia Romagna e Marche che, in base al principio di leale collaborazione, dovrebbe formare oggetto di una nuova richiesta di parere ad entrambe le Regioni interessate.

Secondo il presidente della Regione Marche infatti, gli effetti che derivano dalla separazione dei Comuni non si esauriscono nel mero passaggio da una Regione all’altra, ma nella riorganizzazione di tutte le attività amministrative connesse, con le relative conseguenze economiche. La variazione comporterebbe ripercussioni su molteplici servizi, come l’ambito sociale, il distretto sanitario, il ciclo dei rifiuti, il ciclo idrico integrato, la gestione dei beni demaniali e forestali nel monte Carpegna, che verrebbe diviso fra due Regioni, la gestione degli impianti sciistici di Montecopiolo, finanziati con fondi della Regione Marche, oltre ad altre ripercussioni dal punto di vista socioeconomico, per i cittadini e per le imprese.

Per ciò che concerne l’opportunità di proseguire nell’iter legislativo intrapreso, nella lettera si sottolinea che una larga parte della popolazione residente ha espresso, solo  alcuni giorni fa, con la sottoscrizione di una petizione, la volontà contraria al distacco dei Comuni di Montecopiolo e di Sassofeltrio dalla Regione Marche: hanno firmato ben 1013 cittadini.

Alla luce di questo straordinario risultato il Presidente ritiene dunque necessario che le amministrazioni comunali interessate indicano un nuovo referendum e che, nelle more dell’espletamento dell’auspicata e rinnovata procedura referendaria, si sospenda l’iter di legge presso entrambi i rami del Parlamento. Infatti, trascorsi ben 12 anni dal primo referendum, il corpo elettorale ha dichiarato una volontà diversa pur sotto forma di petizione e, pertanto, il Senato e la Commissione Affari costituzionali di tale ramo del Parlamento, debbono tenere necessariamente conto delle motivazioni per cui la Regione Marche non ha espresso fino ad ora il parere, così come le ragioni e gli interessi dei Comuni limitrofi.

Le strategie per la ricostruzione del sistema economico e del territorio delle Marche, duramente colpito dalla crisi sismica ed ancora in stato di emergenza, presuppongono necessariamente il mantenimento dell’unitarietà del suo territorio, e non la sua divisione, dopo l’ulteriore lacerazione dei 7 Comuni della Valmarecchia all’Emilia Romagna. Conseguentemente alla riduzione del numero dei Comuni, dei residenti, e dell’impoverimento del tessuto economico, perdurante da anni per la crisi economica  e per il sisma, – conclude la lettera –  il Parlamento avrebbe il dovere di avviare un confronto sull’esigenza non tanto di ridurre le dimensioni territoriali, ma di omogeneizzare i territori a difesa e tutela dei cittadini, rendendo effettivo il confronto istituzionale tra i diversi livelli di governo.

 

 

L’amministratrice unica di Aerdorica, Federica Massei, si è oggi dimessa, con decorrenza dal 29 aprile. Ceriscioli: “Affrontate e superate grandi difficoltà, mette a disposizione anticipatamente il suo ruolo per avviare, prima possibile, una nuova fase”

“Federica Massei è stata una amministratrice capace e determinata che ha traghettato la società Aerdorica, con debiti accumulati in tanti anni, fino al risanamento – commenta il presidente della Regione, Luca Ceriscioli – Ha gestito la fase più complicata, mantenuto in attività l’aeroporto, richiesto il concordato in continuità, attivato la gara per la ricerca del socio privato e infine gestito, insieme alla Regione Marche, anche la difficile pratica della richiesta di aiuti di stato all’UE. Esemplare la Massei che, affrontate e superate grandi difficoltà, mette a disposizione anticipatamente il suo ruolo per avviare, il prima possibile, una nuova fase. Il nuovo amministratore potrà concludere gli ultimi passaggi per il risanamento che inizierà con l’omologa del concordato e il conseguente aumento di capitale. Lo scalo ha resistito in tempi difficilissimi e inizia a guardare alle opportunità che ci può ancora offrire: tanta crescita in quelle dimensioni che riguardano il turismo e l’economia marchigiana. L’aeroporto è una infrastruttura di importanza vitale per una economia che oggi guarda al mondo”.

Decreto Crescita, le Regioni chiedono confronto con il Governo sulla presunta liberalizzazione delle garanzie dei prestiti alle Pmi

 

Si rafforza il progetto sperimentale “Sport in carcere”

Le Marche al Vinitaly

Sport in carcere, da progetto pilota ad iniziativa strutturale

 

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