Benvenuto e Buona Navigazione, sono le ore 11:39 di Lun 19 Ago 2019

Damien Jurado “In The Shape Of A Storm”

di | in: Primo Piano, Recensioni

“In The Shape Of A Storm” (Loose, 2019)

image_pdfimage_print

Etichetta: Loose
Brani: Lincoln / Newspaper Gown / Oh Weather / South / Throw Me Now Your Arms / Where You Want Me To Be / Silver Ball / The Shape Of A Storm / Anchors / Hands On The Table

 

Messa da parte la strumentazione e la produzione vintage degli ultimi dischi, Damien Jurado realizza il suo quattordicesimo album lavorando soltanto con voce e chitarra acustica. Pubblicato a distanza di soli undici mesi dall’ottimo The Horizon Just Laughed, registrato in un solo pomeriggio, In The Shape Of A Storm conferma Damien Jurado come uno degli autori più sensibili ed ispirati del suo tempo, anche in questa versione scarnificata, nuda. Ascoltando il disco, sembra di sorprendere il folksinger di Seattle nell’isolamento della sua casa a suonare canzoni splendide e dimesse, molte delle quali scritte anni fa, come la traccia d’apertura, Lincoln, un canto di disperazione che risale addirittura al 1998.

E’ un Jurado dedito alla più totale solitudine quello che fischietta dolcemente in South, uno degli episodi migliori dell’album, dopo aver raccontato una storia di amicizia ed amarezza (“Tom and I cover our eyes and decide/to make our way out on the next passing bird/I found my solace in a plateau of nothingness/floating like grass, indecisive”): una scelta stilistica che ha sicuramente a che fare con la prematura scomparsa (nell’estate 2018) di Richard Swift, amico e collaboratore di Jurado in veste di produttore per diversi album. In questo lavoro di sottrazione, è forse normale che si finisca per respirare un certo rigore coheniano, per esempio nella già citata South o nell’oscuro walzer Silver Ball, dove Jurado si chiede, con un tono che più coheniano non si può, “if I go sailing into the unknown/what are my chances of ever reaching your shore?”.
Dopo aver passato gli ultimi due lustri a riempire il suo suono, a fare in modo che il suo folk contenesse quante più idee di suono possibile, Jurado decide di affidare il peso del nuovo disco a nient’altro che alle emozioni della sua voce e fa di nuovo centro con un pugno di piccole, introspettive, perfette canzoni.

 

 

© 2019, Pierluigi Lucadei. All rights reserved.




8 Aprile 2019 alle 17:42 | Scrivi all'autore | | |

Argomenti Frequenti


Archivio


Ricerca personalizzata