Centro Agroalimentare Piceno della discordia

Centro Agroalimentare Piceno della discordia

San Benedetto del Tronto, 2019-05-15 – L’atteggiamento assunto dalla Regione Marche durante l’assemblea dei soci del CAAP – Centro Agroalimentare Piceno ha lasciato a dir poco stupefatti.
La comunicazione della Regione, espressa non tramite un rappresentante istituzionale ma un funzionario, di aver deciso sin dal 2016 la liquidazione delle proprie quote pari al 33,875% e la conseguente richiesta di essere dichiarata decaduta dal diritto di voto, ha colto tutti di sorpresa, visto che in passato più volte era stata espressa dalla stessa Regione la volontà di fare esattamente il contrario, ovvero di operare per il rilancio del CAAP di cui è, dopo il Comune, il socio principale. Il Comune, come noto, ha deliberato di cedere le proprie quote in quanto l’attività agroalimentare non è tra le sue competenze istituzionali ma ha altresì espresso la volontà di cederle prioritariamente agli altri soci, in particolare alla Regione in coerenza con le competenze istituzionali ad essa assegnate o, in subordine, ad altri soggetti interessati attraverso una procedura ad evidenza pubblica.
La posizione assunta dalla Regione può comportare gravissime conseguenze per l’operatività del CAAP, compresa la messa in liquidazione con enorme danno per il patrimonio del Comune a causa della svalutazione della partecipazione azionaria che ne conseguirebbe.
In attesa che l’assemblea venga riconvocata, l’Amministrazione comunale si attiverà, d’intesa con il Consiglio di Amministrazione, per valutare la situazione e chiedere conto ai vertici istituzionali della Regione della posizione assunta che genererebbe  gravi responsabilità, e non solo politiche.

Centro Agroalimentare, la replica del vicepresidente della giunta Anna Casini: “Polemica strumentale e priva di fondamento. Posizione della Regione Marche chiara già dal 2012”

“Una polemica strumentale e priva di fondamento, che si spiega solo con ragioni prettamente politiche in vista delle prossime elezioni del 26 maggio in particolare del comune di Ascoli. Distorcere la realtà è ormai diventato lo sport più diffuso in questa regione”. La vice presidente della Regione Marche, Anna Casini interviene sulla riunione di ieri a San Benedetto del CDA del Centro agroalimentare, con all’ordine del giorno il piano industriale di rilancio della società. Nella stampa locale si parla di “sorpresa e sconcerto per la defezione della Regione Marche all’assemblea dei soci”, quando invece proprio in apertura di riunione il delegato della Regione Marche, Roberto Luciani, è intervenuto per ribadire come la Regione abbia “già formalizzato il proprio recesso ed è presente per conoscere dal CDA le modalità ed i tempi per la liquidazione delle proprie quote partecipative, ribadendo l’invito a regolarizzare la composizione numerica dello stesso CDA”.  “La posizione della Regione è sempre stata molto chiara – sottolinea ancora la vicepresidente Casini – tanto che già nel 2012 l’allora Giunta regionale aveva deliberato la volontà di dismissione della quota di partecipazione e che nel 2014 il Consiglio regionale, con un’apposita legge, aveva ribadito tale posizione non includendo il Centro Agroalimentare tra le società strategiche. L’attuale giunta, nel settembre 2017, a sua volta, ha riconfermato la volontà di dismissione delle quote con una nota al Presidente del CDA del Centro agroalimentare. Risulta davvero strano che ci si accorga solo oggi della posizione della Regione, in realtà molto ben definita e tracciata da un preciso iter amministrativo e istituzionale già dal 2012”.

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