dall’UniUrb

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Fino al 2 giugno prosegue la mostra

Primo Levi: dalle leggi razziali alla scrittura creativa”

Prosegue fino al 2 giugno, nella Sala 5 del Collegio Raffaello di Urbino, in Piazza della Repubblica, la mostra Primo Levi: dalle leggi razziali alla scrittura creativa, aperta il pomeriggio dalle 16 alle 19 e in altri orari su prenotazione.

L’esposizione, a cura di Giorgio Tabanelli, è stata promossa dal Comitato Nazionale per il centenario della nascita di Primo Levi, dal Comune di Urbino, dall’Associazione Carlo Bo di Urbino, dall’Associazione Arte Cinema Teatro Volontariato, in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Due le sezioni in cui è articolata: una parte generale dedicata alla storia delle leggi razziali in Italia e una sezione che ripercorre la vita e le opere di Primo Levi.

Il progetto espositivo si avvale di documenti originali del Seicento e dell’Ottocento che ripercorrono le origini dell’antigiudaismo e dell’antisemitismo fino a ricostruire l’ideologia antisemitica dei primi decenni del Novecento, in Germania e in Italia, con sintesi storica e sezioni inedite al pubblico.

La documentazione sulle leggi razziali, di grande interesse storico scientifico (volumi, giornali, riviste, volantini, documenti, dei primi decenni del Novecento), consente di comprendere l’evoluzione del pregiudizio razziale che ha portato nel 1938 alla pubblicazione del manifesto degli scienziati razzisti e alla promulgazione delle leggi razziali.

Tra le sezioni originali e inedite, “Letteratura di svago e antisemitismo” dove sono esposti romanzi per ragazzi e gialli a sfondo antigiudaico e antisemitico. 

Il progetto si avvale della consulenza degli storici Alberto Cavaglion e Valerio De Cesaris. Per la biografia e le opere di Primo Levi hanno collaborato Roberta Mori e Lia Toaff.

La mostra ha un carattere didattico e divulgativo, ed è rivolta in particolare agli studenti delle scuole e dell’Università. In programma visite didattiche che illustrano il percorso storico, che si avvale di testi, immagini e documenti.

Teatro in carcere il 3 giugno

La performance “RUGBY, CORPO A CORPO. Ricordi e ritorni tra gioco e sogno di una vita” che sarà presentata lunedì 3 giugno alle 14.00 nella Sala teatro della casa Circondariale di Pesaro coinvolge diversi detenuti e detenute della Compagnia “Lo Spacco” insieme a un gruppo di studenti e studentesse di Pedagogia generale per il Corso di Scienze Motorie, Sportive e della Salute dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo nell’ambito del Progetto “Teatro e Rugby in Carcere” curato dal Dott. Vito Minoia (esperto di teatro educativo e inclusivo) e dalla prof.ssa Rosella Persi, Associato di Pedagogia generale e sociale.

La regia dello spettacolo è di Francesco Gigliotti, già docente di iconografia teatrale al DAMS-Università della Calabria, che da anni collabora con il Teatro Universitario Aenigma di Urbino con progetti di formazione innovativi sul teatro d’arte plastica e dinamica. Gigliotti è stato affiancato in questa esperienza da Romina Mascioli come assistente alla regia, con una lunga esperienza come attrice e regista in progetti di teatro in carcere, e da Giuseppantonio De Rosa, allenatore, per la consulenza sul Rugby.

L’evento si inserisce nel ciclo “L’Arte Sprigionata” a cura della Casa Circondariale di Pesaro in collaborazione con la Città di Pesaro e la Biblioteca Comunale “San Giovanni”. Il laboratorio “La comunicazione teatrale” che il Teatro Universitario Aenigma conduce in carcere a Pesaro dal 2002 è sostenuto dal 2011 dalla L.R.28/2008 nell’ ambito del Progetto unitario di Coordinamento Regionale Teatro in Carcere Marche (www.teatrocarcere-marche.it) del quale è capofila.

Da quando con la Rivista Europea “Catarsi-Teatri delle diversità”, da me fondata all’Università di Urbino con i proff. Emilio Pozzi e Claudio Meldolesi nel 1996 abbiamo iniziato ad approfondire scientificamente gli studi sul teatro in carcere, sono stati fatti molti passi avanti” dichiara Vito Minoia. “Oggi il fenomeno è riconosciuto a livello internazionale da parte dell’ I.T.I. (Istituto Internazionale del Teatro dell’UNESCO) che i 26 marzo scorso ha voluto celebrare la Giornata Mondiale del Teatro nel carcere di Pesaro. Dal 2011 il Coordinamento Italiano delle esperienze più qualificate ne comprende oggi 60 da 15 Regioni diverse e a novembre inaugureremo durante il XX Convegno su “I Teatri delle diversità” il primo Network Internazionale di settore. L’esperienza del 3 giugno prossimo a Pesaro testimonia la validità di un modello, avviato all’Università di Urbino nel 1994, quando un gruppo di studenti coordinati dal Teatro Universitario Aenigma si spostarono per un mese a Modena per l’allestimento di uno spettacolo teatrale con la sezione “protetti” della Casa Circondariale “S. Anna”. Oggi tale tipo di sperimentazione è praticata con successo anche in altre università italiane ed all’estero. Questa volta al centro della nostra attenzione lo sport del Rugby con le sue specificità educative, che valorizzeremo anche in forma poetica grazie all’accostamento alla scrittura di Cesare Pavese. “RUGBY, Corpo a Corpo” apre le porte a future sperimentazioni educative di carattere interculturale ed inclusivo con il Corso di Scienze Motorie, Sportive e della Salute dell’Università di Urbino considerando l’alto numero di allievi che ha chiesto di partecipare al progetto (55 gli studenti che hanno partecipato al laboratorio, lasciando poi il posto ad una loro rappresentanza per la realizzazione dello spettacolo conclusivo)”.

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