La vita delle parole all’Ospitale

La vita delle parole all’Ospitale
laboratorio

LA VITA

DELLE

PAROLE

TEORIA E PRATICA

DELL’ARTE NARRATIVA

 

dal metà ottobre

a metà dicembre

tutti i mercoledì

ore 19.30

 

Ospitale

Casa

delle associazioni

Paese alto di Grottammare

guarda il trailer realizzato da Alice Zazzetta
Dopo il successo della prime edizioni, l’Associazione Culturale Blow Up ha il piacere di proporre una nuova “opportunità” con l’apprezzatissimo laboratorio “LA VITA DELLE PAROLE – TEORIA E PRATICA DELL’ARTE NARRATIVA”.
Otto lezioni di scrittura (e lettura) creativa riservate ai soci della nostra associazione, a cura dello scrittore Vincenzo Maria Oreggia. Il corso – rivolto non solo ad aspiranti scrittori, ma a chiunque voglia affinare la propria sensibilità linguistica – si articola in otto appuntamenti, uno a settimana, della durata di due ore ciascuno da metà ottobre a metà dicembre (il giorno è da concordare con i partecipanti) dalle 19.30 alle 21.30, presso l’Ospitale delle Associazioni al Paese alto di Grottammare. L’avvio del laboratorio è subordinato all’iscrizione di almeno sette partecipanti. Numero massimo di partecipanti: 16. E’ previsto il rilascio di un attestato di frequenza.

Info e iscrizioni: vincenzomariaoreggia@gmail.com – 3332727439

 

Ogni scrittore è innanzitutto un lettore. L’esercizio a migliorare le proprie capacità espressive passa attraverso l’amore per la lingua della grande letteratura. Attenzione alla parola, dunque, in primo luogo, allenandosi a riconoscere le singolarità stilistiche che rendono un testo letterario intensamente espressivo, ovvero capace di moltiplicare i suoi significati secondo modalità proprie all’arte narrativa.
Un lettore comune fa esperienza dello scarto tra semplice forma comunicativa ed espressività linguistica riassumendolo in giudizi quali mi piace, non mi piace, non mi ha interessato, mi sono annoiato. Obiettivo primario dei nostri incontri è quello di chiarire le ragioni linguistiche di questa approvazione o disapprovazione, trasformando il lettore comune, grazie a un esercizio di ascolto continuo del testo, in lettore creativo.
Comprendere, nello specifico delle scelte stilistiche, perché Kafka, Fitzgerald, Gadda o Levi siano divenuti pietre miliari della nostra cultura e come abbiano potuto incidere profondamente sulla nostra sensibilità, è momento cruciale verso un grado di attenzione alla lingua che ne rende possibile un impiego artisticamente maturo.
All’analisi di pagine letterarie accosteremo quelle in cui scrittori e scrittrici del calibro della O’Connor, di Nabokov, Forster, Carver o David Lodge hanno riflettuto attorno al mestiere di scrivere.
Dopo questa fase di minuziosa auscultazione, da autentici cacciatori di soluzioni linguistiche innovative, passeremo allo studio della ‘macrostruttura’ dell’opera narrativa – personaggi, ambiente, trama, dialoghi, suspense, tempo della narrazione – illustrando le diverse possibili strategie compositive.
Nella seconda parte del corso sarà dato invece spazio maggiore alla fase laboratoriale, in cui il docente offrirà ai partecipati spunti da seguire per creare pagine proprie che verranno discusse insieme al fine di migliorarne le caratteristiche espressive.

 

Vincenzo Maria Oreggia (Milano, 1966) ha frequentato negli anni Ottanta i primi corsi italiani di scrittura creativa di Giuseppe Pontiggia e quelli di poesia di Antonio Porta. Ha collaborato con storiche riviste di letteratura e teatro (Leggere, Linea d’ombra, Nuova Prosa, Hystrio, Sipario), con supplementi (Alias, Il Venerdì di Repubblica) e pagine culturali di quotidiani nazionali, nonché condotto corsi di scrittura e percorsi di riflessione attorno alla narrativa moderna e contemporanea presso strutture pubbliche e private. E’ autore di racconti, romanzi, raccolte poetiche, sceneggiature. Tra i suoi libri: Prossimi alla conclusione (1995), Bach tra gli elefanti (2005), Pesce d’aprile a Conakry (2010), Questa non è la mia patria (2013), Archivio di voci (2014), La misura degli anni (2017). Ha inoltre tradotto dal francese gli scritti del maestro sufi senegalese Serigne Babacar Mbow Il Servitore del Profeta (2010) e realizzato i cortometraggi Dal basso (2009) e Il miracolo del pane (2014).

 

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