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Annunciazioni ‘crivellesche’ tra Marca e Abruzzo a Rotella

di | in: Cultura e Spettacoli

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Ultimi giorni per ammirare le preziose sculture lignee in mostra a Rotella. Termina domenica 29 settembre l’evento “Annunciazioni ‘crivellesche’ tra Marca e Abruzzo”, ideato dai Musei Sistini del Piceno

C’è tempo fino a domenica 29 settembre per visitare la mostra “Annunciazioni ‘crivellesche’ tra Marca e Abruzzo: il ritorno delle sculture di Rotella nelle terre ferite dal sisma”, allestita dal 29 giugno nel Museo di Arte Sacra di Rotella in via Ciccolini, aperta dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19.

DA Dx A Sx CLAUDIO PETTINARI, RETTORE UNIVERSITA’ DI CAMERINO; GIOVANNI BORRACCINI, SINDACO DI ROTELLA; ALESSANDRO PRIORI, STORICO DELL’ARTE; PAOLA DI GIROLAMI, DIRETTRICE MUSEI SISTINI; MAURIZIO BLASI, CAPO REDATTORE TG3

Rotella – Un’evento, ideato e voluto dai Musei Sistini del Piceno diretti da Paola Di Girolami, e «reso possibile dall’impegno dell’amministrazione comunale (capitanata dal sindaco Giovanni Borraccini, ndr) la quale si è resa parte pienamente attiva anche per reperire i fondi necessari», spiega la direttrice stessa. Il nucleo dell’esposizione consiste nel ritorno a Rotella delle due sculture lignee raffiguranti ‘l’Annunciazione’ che 100 anni fa furono vendute dall’allora parroco e acquistate dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. Come è ben documentato nel catalogo della mostra, edito dalla Nardini Editore di Firenze, queste sculture di Rotella, di scuola crivellesca, sono state messe in mostra a diretto confronto con altri gruppi dell’Annunciazione provenienti da importanti Musei Nazionali come il Bargello di Firenze e la Galleria Nazionale dell’Umbria. «Finalmente messe a raffronto non solo da esimi studiosi fin dagli anni ’30 e ’40 ma anche oggi da importanti storici dell’arte come Del Priori», sottolinea la Di Girolami. Tanto da attirare a Rotella l’attenzione di nomi illustri quali Peter Aufreiter direttore della Galleria Urbinate, di Vittorio Sgarbi, protagonista di una affascinante lectio magistralis nell’ambito della quale ha illustrato tutte le opere presenti nel catalogo e in mostra apprezzando anche il bel borgo di Rotella: «I piccoli centri come Rotella, possono essere ricchi di iniziative di qualità culturale avendo un patrimonio artistico sconosciuto e che merita di essere messo in luce». O di Neri Marcorè, che nell’ultima tappa dell’edizione 2019 di Risorgimarche (a Macereto il 7 agosto) ha lanciato un accorato appello: «Andiamo a visitare la splendida mostra delle opere crivellesche a Rotella. Spingiamo tutti nella stessa direzione, verso la rinascita di queste terre colpite dal terremoto, affinché possano risorgere attraverso tutto quello che si può legare con la musica e l’arte. Da soli non si va da nessuna parte, insieme ci sono molte possibilità in più».


La mostra è stata un successo, sulla scia della mostra “Opere d’arte salvate dal terremoto”, allestita lo scorso anno sempre nel Museo di Arte Sacra di Rotella, e che fece registrare 1.480 presenze, di cui 800 intercettate con il biglietto abbinato alla manifestazione “Porco Festival”, beneficio di cui nel 2019 non si è goduto poiché la manifestazione non è stata fatta. Nonostante ciò, la mostra sulle ‘Annunciazioni crivellesche’ ha superato abbondantemente la quota dei 1.000 visitatori. «Un traguardo importante – commenta la dottoressa – se si considera che i visitatori sono andati appositamente nel piccolo borgo di Rotella non proprio facile da raggiungere!»

Numerosi, interessati ed entusiasti anche gli alunni delle scuole del paese che, accompagnati dall’insegnante di religione, si sono alternati al Museo in questi giorni. Venerdì 27 settembre l’ultimo gruppo. Un altro è atteso anche dopo la chiusura, lunedì mattina.

«La mostra di Rotella – dice ancora la direttrice – rientra nel ricco calendario delle iniziative dei Musei Sistini del Piceno che da, certamente risalto al luogo dove si svolge, nel contempo però, valorizzano l’intera rete museale che in quello stesso periodo registra un aumento dei visitatori in tutte le sedi. Dare risalto ad una sede piuttosto che ad un’altra, a volte, è dettato dalla concomitanza di fattori di diversa natura. Il post terremoto, ad esempio, ha richiesto a Montemonaco una più assidua presenza per quasi due anni. La ricorrenza del centenario, a Rotella, ha offerto l’occasione per la mostra, che è stato possibile allestire per la disponibilità di uno spazio e la concreta collaborazione di un’amministrazione comunale».

I Musei Sistini del Piceno sono presenti, nella provincia di Ascoli, a Castignano (la sede è adesso al Polo museale delle Icone), Comunanza, Force, Grottammare, Montalto delle Marche (al momento chiuso per inagibilità), Montemonaco, Monteprandone, Ripatransone, Rotella e San Benedetto del Tronto.

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28 Settembre 2019 alle 22:40 | Scrivi all'autore | | |

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