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Dipendenti comunali sul piede di guerra?

di | in: Cactus, Cronaca e Attualità, Oblò: Spunti, Appunti e Contrappunti

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San Benedetto del Tronto, 2020-02-21 – Riceviamo dai cons. Falco e Curzi e pubblichiamo integralmente

I sottoscritti Rosaria Falco e Marco Curzi, quali consiglieri appartenenti al Gruppo Misto, nell’esercizio delle prerogative derivanti dal loro mandato istituzionale, propongono la seguente interrogazione a risposta scritta e orale ai sensi dell’art. 42 del vigente Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale , avente ad oggetto la situazione di disagio ambientale e di difficoltà operativa di molti servizi comunali.

premesso

  • Che il dipendente comunale che opera della delegazione di Porto d’Ascoli, dopo aver rivolto all’Amministrazione comunale, per circa due anni, segnalazioni orali e scritte, in cui evidenziava una situazione di criticità del servizio da lui gestito, per il quale una sola persona non è sufficiente, senza ricevere alcun riscontro, esasperato dalla situazione venutasi a creare e dall’indifferenza dell’Amministrazione in persona del Sindaco, si risolveva ad inviare segnalazioni via pec alla Prefettura con pec del 26 settembre 2019 e del 24 dicembre 2019;

  • Che va rilevato che il lavoro da svolgere, relativamente al servizio di Stato Civile, è andato infatti negli anni sempre crescendo: sono molto più numerosi gli stranieri, e di conseguenza le attribuzioni di cittadinanza, cui si aggiungono gli atti di morte, agli incombenti per i matrimoni, alle pratiche di separazione e divorzio da effettuare dinanzi all’Ufficiale di Stato civile, alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (testamento biologico), insomma tutte le azioni e gli atti che scandiscono la vita dei cittadini;

  • Tutto questo carico continuo e costante di lavoro comporta seri problemi, in caso di adempimenti indifferibili, se l’unico responsabile del servizio incorre in un malattia o in un sinistro, cosa peraltro già accaduta in passato, e con l’ultima riorganizzazione-lampo di dicembre, immediatamente esecutiva senza previsione di alcun affiancamento né di un periodo dedicato al graduale passaggio di consegne, la situazione si è aggravata ulteriormente: nell’ufficio dello stato civile del comune erano fino ad allora in organico tre dipendenti di fascia D e uno di fascia C;

  • Che a seguito degli spostamenti effettuati sono rimasti tre dipendenti di fascia C ed un solo dipendente di fascia D, tutti iscritti all’Albo degli Ufficiali di Stato Civile, con una complessiva rilevante dequalificazione dell’ufficio e difficoltà rilevantissime nello svolgimento in tempi accettabili di tutto il lavoro al servizio dei cittadini;

  • Che dall’anagrafe nel contempo è stata trasferita una dirigente (fascia D), mandata nel settore Assetto del Territorio, pur se il dirigente di tale servizio non aveva richiesto personale, tantomeno così qualificato: la dipendente in questione oltretutto è abilitata ed iscritta all’albo degli Ufficiali di Stato Civile e possiede esperienza, formazione e rilevanti competenze in tale settore operativo;

  • Che dunque le qualifiche, le competenze acquisite e l’anzianità di servizio sono state completamente ignorate e vanificate, in quanto nel nuovo settore di destinazione (assetto del territorio), la stessa non ci risulta avere alcuna competenza, ed occorreranno anni per acquisirla ex novo;

  • Che i responsabili del servizio di Stato Civile inviavano quindi, il 14 gennaio 2020, formale proposta all’Amministrazione per cercare di evitare la semi paralisi dell’ufficio, proposta inviata anche al Prefetto, in cui si chiedeva di destinare tale dipendente agli uffici dello Stato Civile, onde ovviare al sottomansionamento dell’ufficio e ripristinarne la piena operatività, inviando uno degli addetti di fascia C, in organico allo stesso, presso la delegazione di Porto d’Ascoli, in ausilio all’unico funzionario ivi operante, tutto ciò a costo zero per l’Ente ed ai soli fini dell’efficientamento;

  • Che tale proposta è stata completamente ignorata, e l’ufficio sembra versare in una situazione critica, dovuta non ai dipendenti ma a decisioni che prescindono da ogni finalità di efficienza operativa, con grave disagio per i responsabili, ma soprattutto per i tantissimi cittadini che abbisognano dei delicati servizi forniti da questo settore, i cui atti, per l’eccellenza e professionalità con cui era gestito, erano presi quali punti di riferimento per moltissimi comuni anche fuori Regione, e che ora ha difficoltà ad assolvere alle proprie funzioni;

  • Che le decisioni sulla riorganizzazione del personale sembrano assunte da tempo senza alcun rispetto per le abilità e le competenze conseguite a spese dell’Ente, senza che si comprendano i reali motivi di decisioni irrazionali; circolano voci di conflitti e rivalità interne, si avverte un clima diffuso di timore, con un’Amministrazione che se ne infischierebbe dell’efficienza dei servizi ai cittadini, assecondando le lotte e i dissidi interni invece di porvi fine una volta per tutte, sanzionando pesantemente i responsabili;

  • Che per restare poi sui disservizi più macroscopici lamentati dai cittadini, relativamente all’Assetto del Territorio, riceviamo segnalazioni frequenti da cittadini esasperati i quali, da circa due mesi, a causa dell’assenza del dirigente, non riescono ad ottenere autorizzazioni relative non solo a pratiche edilizie, ma persino a tutte le occupazioni di suolo pubblico che in questa stagione vanno rinnovate: infatti nel nostro Comune occorre che il dirigente istruisca personalmente tali pratiche e prepari il provvedimento di autorizzazione, quando potrebbe essere incaricato altro soggetto, per lasciare al dirigente responsabile solo la firma finale dei procedimenti;

  • In tal modo si alleggerirebbe il lavoro di un soggetto già titolare di incombenze fondamentali e gravose, liberandolo dall’impiegare il suo tempo in pratiche, spesso banali e ripetitive, ma che comunque portano denaro alle casse comunali: nessuno ha ancora pensato o voluto modificare questo assetto illogico per favorire la snellezza dei procedimenti, perpetuandosi, in caso di imprevisti, un disservizio rilevante, oltre al pregiudizio economico in capo all’Ente;

  • Che relativamente all’Ufficio riscossione coattiva dei crediti tributari e non tributari, con una determina di riorganizzazione del settembre 2019 le relative funzioni venivano trasferite dal servizio tributi al servizio Pianificazione Strategica e Controllo di Gestione di Mariagrazia Villa, poi dall’inizio di dicembre, mentre il servizio partecipate passava alla dott.ssa Villa, il servizio riscossioni coattive e stato trasferito al Servizio Sanzioni e contenzioso della dott.ssa Sandroni ed al Dirigente De Berardinis;

  • Che appare chiara l’irrazionalità di tale nuova distribuzione: il servizio riscossione coattiva è logicamente collegato al servizio tributi, in quanto oltre il 90% delle entrate da riscuotere coattivamente è costituito da tributi, quindi si realizza una sorta di dicotomia delle stesse poste tra due Servizi di due differenti settori, creandosi di inevitabilmente facili disguidi e lungaggini per i cittadini, che devono confrontarsi con due diversi sportelli per avere un’unica informazione relativamente ad una ingiunzione di pagamento;

  • Che ci risulta da tempo la situazione di una dipendente comunale con qualifica dirigenziale D3 (la massima qualifica retributiva) diversi corsi e qualifiche all’attivo nell’ambito della cultura, competenze maturate e accumulate nell’Ente nei settori Cultura e Sport e nel Servizio Anagrafe, confinata nel servizio Urbanistica al Suap, senza alcuna mansione assegnata, con soppressione della sua posizione organizzativa, nonostante due sentenze di merito in suo favore per demansionamento (che è oggi considerato una palese forma di mobbing), che la hanno vista vittoriosa.

  • Che questa situazione costituisce un ennesimo comportamento repressivo, volto ad umiliare e ridurre al silenzio ed all’impotenza soggetti dotati di potenzialità e competenze, ma evidentemente scomodi a chi si arroga il diritto di annullare finanche la personalità dei dipendenti, col beneplacito di questa amministrazione (a meno che non sia la stessa a fomentare tale stato di cose) e con gravi danni economici per le casse pubbliche, pagando uno stipendio senza che alla dipendente, inconcepibilmente, venga concesso di fare nulla;

  • Che trapelano di recente, dalle ultime vicende che coinvolgono l’annunciato stato di agitazione, addirittura tentativi di reprimere o silenziare i diritti sindacali e la legittima espressione delle istanze e delle esigenze dei dipendenti, a scapito dei doveri di collaborazione e della necessaria serenità sul posto di lavoro, che l’Amministrazione ha invece il dovere di garantire, evitando di demandare ogni responsabilità rimandando ogni decisione con la scusa del confronto con i dirigenti o le RSU.


Tutto quanto sopra premesso

i sottoscritti consiglieri comunali, per le prerogative attribuite per legge ed ai sensi del vigente regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, chiedono al Sindaco :

  • Se intenda ottemperare alle richieste degli Uffici dello stato Civile, ripristinandone la piena operatività mediante lo spostamento della dipendente di fascia D, trasferita a dicembre dall’Anagrafe all’Assetto del Territorio, da quest’ultimo allo Stato Civile;

  • Se intenda anche riscontrare positivamente la proposta avanzata di destinare uno dei dipendenti di categoria C dal servizio di Stato Civile del Comune a quello sito nella Delegazione di Posto d’Ascoli in ausilio al servizio ivi istituito, tutto questo a costo zero per l’Ente ed a vantaggio dell’efficienza dei servizi dallo stesso forniti ai cittadini;

  • Se non sia considerato più razionale, conveniente e efficiente far rientrare il servizio di riscossione coattiva dei crediti tributari e non tributari nell’alveo del servizio tributi, anche per agevolare i cittadini nell’avere un unico interlocutore quale sportello di riferimento;

  • Se non ritenga che sia giunto il momento, dato il gran numero di competenze e di pratiche gravanti sul dirigente all’assetto del territorio, incaricare finalmente un altro dipendente di istruire le pratiche relative alle occupazioni di suolo pubblico e di predisporre i provvedimenti autorizzatori, lasciando al dirigente stesso l’incombente della sola firma finale, onde snellire anche i tempi di attesa, i disagi e le incertezze per i cittadini e gli operatori commerciali e turistici, che non possono attendere dei mesi per ottenere un semplice rinnovo delle autorizzazioni, né rischiare di vedersi elevare una sanzione amministrativa per i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni, né possono permettersi di bloccare o limitare l’esercizio delle loro attività;

  • Se si ritenga logico retribuire una dipendente con qualifica dirigenziale senza attribuirle, in modo arbitrario ed immotivato, alcuna mansione, in spregio anche alla normativa giuslavoristica e con il rischio di ulteriori contenziosi ed inevitabili condanne a carico dell’Ente, o se risulti logico e dovuto valorizzarne, accrescerne e utilizzarne la professionalità nei settori nei quali la stessa è maturata, ed in caso di diniego si domandano i precisi e puntuali motivi di tale decisione pregiudizievole ed illegittima, sia ai danni dell’Ente che della dipendente in oggetto;

  • Se il sindaco, considerati i recenti accadimenti e segnalazioni avanzate alla sua attenzione, non ritenga giusto ascoltare dalla voce dei dipendenti comunali, magari sentiti ufficio per ufficio e in assenza dei dirigenti, per favorirne la piena libertà di espressione e di critica, le problematiche operative riscontrate, anche a seguito delle riorganizzazioni dell’organico effettuate, onde poi, avendo riguardo alla funzionalità degli uffici ed all’esigenza di efficienza dei servizi ai cittadini, poter avere un quadro completo dei risultati da ottenere e dei provvedimenti da assumere;

  • cosa sia accaduto infine del Consigliere di Fiducia, che questa Amministrazione nel mese di luglio 2019 aveva deliberato di istituire a tutela dei dipendenti nei confronti di atti di discriminazione e di mobbing che dovessero verificarsi all’interno del nostro Comune.

San Benedetto del Tronto; lì 18 febbraio 2020

Cons. Rosaria Falco

Cons. Marco Curzi

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