8 marzo, il fenomeno infortunistico al femminile e le differenze di genere sulle retribuzioni

8 marzo, il fenomeno infortunistico al femminile e le differenze di genere sulle retribuzioni

 

Di Guido Bianchini

esperto Uil Ascoli Piceno in materia di sicurezza sul lavoro

 

Come è ormai tradizione da un decennio, in occasione della Festa della Donna, si vuole richiamare l’attenzione sulle donne che sono sempre più protagoniste del mondo del lavoro e purtroppo, sempre più spesso, anche vittime di incidenti.

Dall’analisi dei dati del 2019 emerge che su 19.011 infortuninelle Marche6.572 sono  delle donne.

Di questi 5.223 sono in occasione di lavoro (+253 casi sull’anno precedente); Senza mezzo di trasporto si registrano 5.123 casi con un incremento di 284 accadimenti.

Gli ultimi dati disponibili, per la nostra provincia, riguardano l’anno 2018 dove si hanno 912 infortuni rispetto ai 897 dell’anno precedente (+15 casi).

Circa gli infortuni mortali dei 33 casi totali, registrati, nel 2019, nella regione non ci sono accadimenti Femminili In occasione di lavoro, Senza e con mezzo di trasporto.

Anche per la nostra provincia, negli anni 2018 e 2017, non ci sono accadimenti mortali.

LE MALATTIE PROFESSIONALI

Delle 6.039 malattie professionali denunciate, nel 2019, nelle Marche (-38 casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); 4.177 i casi riguardanti i maschi e 1.900 le femmine (-14 accadimenti rispetto all’anno precedenti).

Gli ultimi dati disponibili, per la nostra provincia, riguardano l’anno 2018 dove si hanno 372 casi rispetto ai 263 dell’anno precedente (+109 casi).

Le principali patologie.

Tra le lavoratrici si registrano casi soprattutto di malattie del sistema osteo-muscolare, del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso. Queste patologie per le lavoratrici sono oltre il 90% . Il tunnel carpale rappresenta il 99% tra le malattie denunciate.

Nei disturbi psichici l’incidenza femminile è più alta.

COMMENTO

Numeri importanti, che fanno riflettere! Molti degli infortuni occorsi alle donne  sono dovuti alla necessità di utilizzo del mezzo proprio, vista la inadeguatezza cronica del trasporto pubblico locale e delle infrastrutture stradali.

Infatti il tragitto casa lavoro per una donna si trasforma spesso in un percorso ad ostacoli, anche a causa delle trasformazioni sociali in atto. La cura a volte univoca della famiglia e la gestione del rapporto di lavoro pongono le lavoratrici in una situazione di tensione costante con ritmi frenetici anche nell’ambito della circolazione stradale.

Ritengo importante che nella valutazione dei rischi lavorativi si tenga conto delle caratteristiche soggettive dei lavoratori come genere, età, provenienza: ciò comporta, in particolare per il genere, conseguenze per la salute rispetto al tipo di lavoro svolto da uomini o donne.

Da qui deriva che uomini e donne possono essere esposti a rischi diversi, possono rispondere in maniera diversa alla stessa esposizione al rischio, anche lavorativo.

Partendo da questi presupposti, è importante la partecipazione degli Rls, dei lavoratori e del medico competente nel far emergere il vissuto rispetto alle diversità di sesso e di genere.

 

I dati 2020

Le denunce di infortunio sul lavoro su base nazionale presentate all’INAIL nel mese di gennaio 2020 sono state 46.483 (-3,0% rispetto al gennaio 2019), 52 delle quali con esito mortale (+18,2%).

Il calo riguarda sia la componente maschile, che registra un -2,4% (da 29.523 a 28.802 denunce), sia quella femminile, con un -3,8% (da 18.385 a 17.681). In diminuzione le MALATTIE PROFESSIONALI (4.634) denunciate in regione, sempre nel mese in esame.

Nelle Marchesempre nel mese di gennaio, si è passati da 1.285 a 1.350 infortuni denunciati (+5%), ad Ascoli Piceno si osserva invece un calo da 171 a 156 casi denunciati (-9%). Circa le Malattie professionali in regione, si è passati da 427 denunce a 479 (+12%), un incremento che riguarda sia gli uomini, sia le donne in tutti i settori.

In occasione di questa giornata di grande interesse è l’analisi delle RETRIBUZIONI MEDIE LORDE ANNUE per GENERE nella Regione Marche.

L’esame delle qualifiche operai evidenzia come le donne percepiscono 6.865 euro in meno rispetto agli uomini (11.347 contro 18.212 euro);

addirittura tra le qualifiche impiegatizie la differenza è di 10.912 euro annui;

tra i dirigenti il delta negativo per le donne è di 28.863 euro annui.

Meriterebbe grande attenzione una scomposizione dell’analisi tra i vari settori produttivi e le diseguaglianze territoriali specie in quelli a più alta incidenza occupazionale femminile (tessile abbigliamento, calzature, servizi), anche se va ricordato come i dati negativi sulle retribuzioni delle donne siano influenzati dall’utilizzo del part time.

Evidenti le differenze salariali delle donne così come la  necessità di un adeguamento salariale che riguarda tutto il mondo del lavoro marchigiano.

Evidenti le differenze salariali delle donne così come la necessità di un adeguamento salariale che riguarda tutto il mondo del lavoro marchigiano.

Inoltre le donne sono fortemente penalizzate dall’attuale sistema pensionistico.

Vanno in pensione oltre i 70 anni e con oltre 45 anni di contributi. Il sistema contributivo è legato alla retribuzione quindi minori sono i contributi versati e più bassa e la pensione.

Oltre a ciò è importante che alle donne siano riconosciuti tutti quei lavori, oggi non retribuiti, che rientrano nella sfera di ‘cura’. Proposta che il sindacato, unitariamente, ha presento al Governo.

Nel prossimo incontro, del 13 marzo, con il Governo si affronterà proprio questo tema della parità di genere”.

 

 

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