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Coronavirus: Idraulici, Elettricisti, Lavanderie e Tintorie – ulteriori chiarimenti su chi può continuare a lavorare

di | in: Cronaca e Attualità

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2020-03-25 – LA CNA DI ASCOLI PICENO INFORMA LE IMPRESE E I CITTADINI SULL’ALLARME CORONAVIRUS: CHIARIMENTI SULL’APPLICAZIONE DELL’ULTIMO DPCM E SULLE ATTIVITA’ CHE POSSONO PROSEGUIRE L’ATTIVITA’ E QUELLE CHE LA DEVONO INTERROMPERE IL 25 MARZO. CHIARIMENTI PER IL SETTORE DELL’IMPIANTISTICA E DELLE COSTRUZIONI

 

In base ai chiarimenti arrivati da Roma riportiamo le specifiche riguardanti la lettura del provvedimento e l’esito del confronto con gli Uffici del Ministro:

Art. 1 Comma 4 – Il termine entro cui le imprese, le cui attività sono sospese per effetto del decreto, devono completate le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza, termina a mezzanotte di mercoledì 25 marzo.

Art. 1 let. b – La disposizione che vieta a tutte le persone fisiche di spostarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui si trovano, può essere derogata per comprovate esigenze lavorative, oltre che per ragioni di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Al riguardo, un imprenditore o dipendente che si rechi al lavoro – in una impresa la cui attività rientra tra quelle consentite – nel caso di controllo da parte delle autorità deve dimostrare l’esigenza lavorativa.


Il settore delle costruzioni è escluso dal provvedimento e, quindi, le attività edili sono soggette a sospensione salvo quelle di cui al codice ATECO 43.2 (Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni).

Le attività di cui all’allegato 2 (servizi alla persona) del DPCM 11 marzo 2020 (lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia; lavanderie industriali; tintorie; servizi di pompe funebri e attività connesse), pur non richiamate nel DPCM del 22 marzo, non sono soggette alla sospensione.

I lavoratori/titolari di imprese che devono sospendere l’attività possono, dopo il 25 marzo, recarsi in azienda per effettuare controlli o verifiche solo motivando, in caso di controlli, lo spostamento per ragioni di assoluta urgenza.

Se l’impresa non ha un codice ATECO, ma svolge una attività che rientra tra quelle non soggette a sospensione ai sensi del DPCM 22 marzo, può continuare l’attività, facendo un’apposita comunicazione al Prefetto specificando il carattere essenziale rispetto alle attività ammesse.

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25 Marzo 2020 alle 18:21 | Scrivi all'autore | | |

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