dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

Coronavirus: Casini: “La Commissione Ue a fianco del settore agroalimentare europeo”

Aumento degli aiuti di Stato, proroga delle scadenze per le domande Pac (Politica agricola comune), “corsie verdi” per non interrompere i rifornimenti di cibo in Europa. Sono le misure che la Commissione Ue ha adottato per fronteggiare la crisi della pandemia nell’ambito del settore agricolo. Ieri, a Bruxelles, nel corso di una riunione in videoconferenza, il commissario per l’agricoltura Janusz Wojciechowski ha presentato una panoramica della situazione ai ministri dell’Agricoltura dell’Ue. “È importante che l’Europa scenda, è proprio il caso di dire, in campo per coordinare una serie di interventi a sostegno del settore e per rassicurare i cittadini sulla fornitura dei prodotti agroalimentari – ha commentato la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura – Il comparto sta fronteggiando l’emergenza con la consueta determinazione per non interrompere la filiera che continua ad assicurare cibo sicuro e di qualità. Come Regione, abbiamo già chiesto al governo nazionale di rafforzare i provvedimenti a favore del settore agricolo. Dall’Europa stanno già arrivando indicazioni e sostegni adeguati alla crisi in corso”. L’estensione del termine ultimo per le domande Pac slitta dal 15 maggio al 15 giugno allo scopo di favorire gli agricoltori nella compilazione della domanda. Gli aiuti di Stato, per gli agricoltori, passano da un massimo di 100 mila euro a 120 mila per azienda (in alcuni casi a 125 mila), senza preventiva autorizzazione della Commissione Ue (“de minimis”). In Europa la circolazione delle merci agroalimentari beneficerà di “corsie verdi”, con tempi di attesa (in specifici accessi alle frontiere) non superiori a 15 minuti.

giovedì 26 marzo 2020  18:00

La Giunta regionale adotta le linee guida per la formazione a distanza

In considerazione dell’emergenza coronavirus e delle misure prese con il DPCM 8 marzo 2020, la formazione si potrà fare da casa, con lezioni in modalità telematica. E’ in sintesi ciò che ha deciso questa mattina la giunta regionale su iniziativa dell’assessore al Lavoro-Formazione-Istruzione, Loretta Bravi.

“Si tratta di un atto con cui vengono adottate le linee guida in tema di formazione – spiega l’assessore Bravi – per autorizzare tutti gli Enti gestori titolari di attività formative già iniziate o per le quali siano stati già sottoscritti gli atti di adesione o da attivare improrogabilmente nel periodo di sospensione delle attività didattiche previsto dal Decreto 8/2020, a sostituire le lezioni frontali in aula con attività a distanza mediante software. Una misura doverosa sia per far rispettare le norme in materia di riduzione del rischio di contagio evitando contatti ravvicinati, sia per fare chiarezza in questa materia e per agevolare i soggetti formatori e i partecipanti. Sono indirizzi emessi in via eccezionale e in deroga a quanto previsto dal Manuale per la gestione e la rendicontazione dei progetti inerenti la formazione e le politiche attive del lavoro.”

Le indicazioni stabilite dalla giunta regionale valgono sia per i corsi autorizzati, sia per quelli finanziati dalla Regione Marche, indipendentemente dalla fonte di finanziamento e anche per quelli cofinanziati. Le disposizioni saranno vigenti per tutto il periodo di sospensione delle attività didattiche e formative disposto dal DPCM del 8 marzo 2020 e si intendono automaticamente rinnovate nel caso venga disposta una proroga o un rinnovo della stessa sospensione. In particolare , viene precisato che gli Enti gestori dei corsi possono valutare la possibilità di realizzare le attività formative programmate con modalità telematiche a distanza.

Nel caso gli Enti non optino per questa soluzione o non risulti praticabile, gli Enti gestori assicurano il recupero delle ore di formazione non erogate successivamente al ripristino di condizioni di normalità. Il software scelto per lo svolgimento della formazione a distanza deve garantire la possibilità di collegamenti diretti con gli utenti (modalità sincrona), cioè è esclusa la possibilità di registrare lezioni e lasciare agli allievi la facoltà di scaricarle in un secondo momento. Il software selezionato deve inoltre consentire l’accesso ai funzionari addetti al controllo di I livello e permettere al docente di visualizzare l’elenco degli allievi connessi durante la lezione. Il suddetto elenco dovrà essere successivamente trasmesso alla Regione.

Gli Enti gestori dovranno verificare la possibilità che tutti gli allievi possano seguire le lezioni a distanza perché dotati di un proprio pc, tablet o smartphone e di un collegamento a internet. Nel caso alcuni di essi ne siano sprovvisti, gli Enti gestori dovranno prendere in esame la possibilità di dotare gli allievi di un pc, di un tablet o di uno smartphone o di allestire delle postazioni nella propria sede sempre nel rispetto delle disposizioni di cui al D.L. 6 del 23 febbraio 2020 e ai successivi DPCM del 25 febbraio 2020 e del 8 marzo 2020, avendo anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità e garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. E’ comunque vietato istituire in sede più di 5 postazioni.

Per quanto riguarda gli esami ed eventuali stage non ancora avviati devono essere rinviati a momenti successivi a quelli di vigenza della sospensione delle attività didattiche e formative. Nel caso sia indispensabile, gli esami possono essere espletati in modalità a distanza. In subordine, possono essere espletati “in presenza”, garantendo tuttavia il pieno rispetto di quanto disposto dai diversi Decreti governativi in riferimento alla necessità di evitare situazioni di sovraffollamento anche attraverso lo scaglionamento dell’accesso alla sede d’esame; garantire la massima igiene e aerazione dei locali; garantire distanze di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Eventuali stage già avviati devono essere sospesi.

 

 

giovedì 26 marzo 2020  17:39

Coronavirus Marche: emanate le ordinanze del presidente Ceriscioli n. 14 e n. 15 del 25 marzo e n. 16 del 26 marzo

Il presidente della Giunta regionale ha emanato ieri le ordinanze N. 14 (MOBILITA’ VOLONTARI TERZO SETTORE E INTERVENTI DI ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA) e N. 15 (SPOSTAMENTI DEI CONVIVENTI CON AFFETTI DA DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO) e in data odierna la N. 16 (SPOSTAMENTI DEI CONVIVENTI CON AFFETTI DA PATOLOGIE COMPORTAMENTALI AGGRESSIVE O AUTO-AGGRESSIVE).

“Le Marche in emergenza, lo sappiamo bene, possono contare sempre su una risorsa indispensabile di cui andiamo orgogliosi e che non finiremo di ringraziare: il mondo del volontariato sociale che anche in questo drammatico frangente sta svolgendo un’opera esemplare, a costo di grandi sacrifici e sforzi. Così abbiamo ritenuto, a fronte dei provvedimenti di restrizione per contenere la diffusione del contagio, di fornire precise indicazioni a chi opera per garantire i servizi essenziali alla vita delle persone. Soprattutto di quelle più fragili che si trovano già in condizioni di solitudine oppure di isolamento obbligatorio assicurando la possibilità di fruire di servizi di supporto assistenziale attraverso il mondo del volontariato.”

Introduce così il presidente della Regione, Luca Ceriscioli le ragioni dell’ordinanza regionale numero 14 emessa il 25 marzo 2020 in materia di mobilità dei volontari del Terzo Settore e interventi di assistenza socio-sanitaria e che resterà in vigore fino al 3 aprile.

L’ordinanza prevede precise indicazioni per consentire ai volontari e agli enti del terzo settore di continuare a operare al servizio delle comunità in modo responsabile e in sicurezza in attività che prevedono, tra le altre cose, anche l’aiuto alimentare e farmaceutico in favore degli indigenti, degli anziani, dei disabili, dei senza fissa dimora, delle persone con fragilità sociali ed economiche. Con l’ordinanza, quindi, viene garantita la mobilità dei volontari operanti presso un Ente del Terzo Settore di cui al D. Lgs. n. 117/2017 che sono legittimati agli spostamenti per le attività ritenute necessarie nella situazione di emergenza da COVID-19 operando in modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo.

Nell’articolo 2 vengono elencate le attività che prevedono gli spostamenti ritenuti necessari per lo svolgimento degli interventi di assistenza strumentali e funzionali al diritto alla salute e ai bisogni primari delle persone:

  1. consegna di farmaci e alimenti a domicilio e altre forme di assistenza domiciliare leggera di prossimità (piccole manutenzioni, cura relazionale, igiene domestica e personale, assistenza nel disbrigo delle pratiche, cura animali domestici, ecc.) a persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti e a chi si trova in isolamento domiciliare, ai soggetti fragili, noti ai servizi sociali comunali, o comunicati ai sindaci dalle aziende sanitarie locali;
  2. assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture residenziali socioassistenziali e socioeducative, o assimilabili (strutture di ospitalità per minori e famiglie migranti della salute, case rifugio per donne vittime di violenza, migranti inseriti nei percorsi SIPROIMI e Pronta accoglienza ecc.);
  3. assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture di accoglienza comunque denominate, legate alla emergenza COVID 19;
  4. servizi sociali di telesoccorso e teleassistenza presso gli appositi hub costituiti da enti pubblici e privati’;
  5. ritiro e consegna dei dispositivi di sicurezza per l’attività di volontariato;
  6. unità mobili/di strada rivolte a senza fissa dimora, o persone in stato di particolare fragilità (vittime di tratta, dipendenza, ecc.).

Il volontario che si sposta per la propria attività (esclusivamente per recarsi a svolgere il servizio e tornare alla propria abitazione), deve esibire in caso di controllo delle forze dell’ordine la seguente documentazione:

a) modello di autocertificazione barrando la casella “situazioni di necessità”;

b) dichiarazione rilasciata dal responsabile dell’Ente del Terzo Settore di cui al D.Lgs. n. 117/2017 presso cui il volontario presta la propria opera, su carta intestata della stessa, riportante:

  • nome e natura dell’associazione (abilitante allo svolgimento di attività di volontariato);
  • servizio svolto;
  • nome e cognome del volontario;
  • territorio di riferimento di svolgimento dell’attività.

Il volontario si attiene con rigore alle indicazioni per la prevenzione dei rischi di contagio attraverso la dotazione dei necessari dispositivi e una adeguata formazione all’utilizzo degli stessi da parte dell’associazione di riferimento. Le attività di volontariato sono sottoposte al coordinamento dei servizi sociali pubblici territoriali in capo ai comuni o agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) per la verifica che gli spostamenti necessari per lo svolgimento delle stesse rientrino a pieno titolo in quelli motivati da situazioni di necessità affinché vengano garantiti i “servizi essenziali”.

Con le ordinanze regionali n. 15 e n. 16, invece, in vigore fino sopraggiungere di provvedimenti governativi o ministeriali o regionali che dispongano diversamente, vengono previste e regolate le esigenze di persone che si trovano in situazioni particolari conseguenti a condizioni cliniche di necessità, dal punto di vista terapeutico, di mantenere stabili, quanto più possibile, le routine quotidiane, che prevedono anche passeggiate all’aria aperta in contesti isolati.

In particolare, viene garantito ai nuclei familiari di persone affette da disturbi dello spettro autistico ( ordinanza n. 15) e da patologie certificate dall’autorità sanitaria dalle quali derivino problematiche comportamentali ( ordinanza n. 16) di potersi spostare oltre la prossimità della propria abitazione anche fuori dei limiti del territorio comunale di residenza o domicilio in caso di necessità di accesso a luoghi di abituale frequenza da parte del soggetto certificato.

E’ ritenuto importante soprattutto in questo periodo di chiusura delle scuole o dei centri diurni, che sia concesso alla famiglia o ai caregiver di riferimento, di potersi spostare per far fare alla persona con patologie di autismo o psichiatriche giri in macchina senza scendere dalla stessa o per raggiungere luoghi tranquilli e isolati in cui possa camminare all’aria aperta.

Viene consentito quindi a nuclei familiari conviventi che hanno in casa figli o parenti o affini affetti da disturbo dello spettro autistico o da disturbi comportamentali psichiatrici certificati dall’autorità sanitaria e dai quali derivino problematiche comportamentali gravi , tali da imporre uscite esterne per il contenimento degli aspetti auto-aggressivi ed aggressivi, di potersi spostare per accompagnare le persone malate anche fuori dei limiti del territorio comunale in luoghi di abituale frequenza al solo scopo di consentire la migliore gestione del soggetto con patologie di tale tipo.

Tali situazioni sono certificate dai servizi sanitari territoriali (UMEE e UMEA) che hanno in carico la persona in modo che risulti la necessità di uscire da casa per evitare l’aggravarsi di comportamenti di difficile gestione.

 

 

 

Covid 19, ricostruzione: In arrivo una ordinanza per garantire il pagamento alle imprese dei cantieri del sisma. Ceriscioli: “Fondamentale immettere subito liquidità per le aziende in un momento di grande crisi”

 

 

“E’ fondamentale pagare subito le aziende. Con le sospensioni dei cantieri edili nella ricostruzione post-sisma, dovute all’emergenza Covid-19, si è aperto un problema grave e urgente sui pagamenti dei lavori effettuati fino allo stop. Abbiamo sollecitato il commissario Legnini e siamo d’accordo sull’ emanazione, a breve,  di una nuova ordinanza che garantirà il pagamento alle imprese per gli stati di avanzamento anche se nono state raggiunte le soglie previste – spiega il presidente Ceriscioli – Una richiesta fondamentale che ci arriva del settore edile delle associazioni di categorie delle Marche che hanno bisogno di un sostegno reale in questo momento di grande difficoltà.
L’ordinanza ormai imminente affronta il caso in cui i lavori effettuati fino alla sospensione dei cantieri non abbiano raggiunto le percentuali che consentono i pagamenti. Per noi è prioritario superare il requisito della percentuale da raggiungere e garantire la liquidità immediata alle ditte e con questo nuovo atto si tratta di assicurarne l’applicazione da parte di USR e banche affinché le imprese esecutrici siamo in grado di rispettare i propri impegni per il regolare pagamento dei propri fornitori, lavoratori e prestatori di servizi. Un altro colpo alla nostra economia non sarebbe più sostenibile in questa situazione di totale emergenza”.

 

 

RINVIATI AL 31 LUGLIO IL PAGAMENTO BOLLO AUTO E ALTRI TRIBUTI MINORI, L’ELENCO. TRASMESSA ALL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE LA PROPOSTA DI LEGGE

Ceriscioli: “Importante dedicare la nostra attenzione anche alle esigenze quotidiane di tutti i cittadini e per questo abbiamo predisposto il rinvio di una serie di scadenze amministrative che in questo momento sono difficilmente rispettabili”

Cesetti: ”Intervento necessario per lo stato emergenziale e il perdurare delle condizioni in cui versa il territorio regionale a seguito della pandemia da Covid 19”

 

“In questo momento di emergenza la nostra attenzione è concentrata sulla sanità e sul contenimento del contagio, ma riteniamo importante dedicare la nostra attenzione anche alle esigenze quotidiane di tutti i cittadini e per questo abbiamo predisposto il rinvio di una serie di scadenze amministrative, che in questo momento sono difficilmente rispettabili”. Lo afferma il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, in relazione alla delibera adottata ieri dalla giunta per la sospensione di tutti i termini tributari in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 ed il 30 giugno 2020, che saranno procrastinati al 31 luglio 2020 senza alcuna maggiorazione o sanzione. Stessa procedura per la riscossione afferente alla rateizzazione dei debiti tributari in scadenza tra il 31 marzo 2020 e il 30 giugno 2020 e ripresa del pagamento delle rate residue a decorrere dal 31 luglio 2020. L’atto approvato ieri dall’esecutivo di Palazzo Raffaello è una proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale presentata all’Assemblea legislativa.

Spiega l’assessore al Bilancio, Fabrizio Cesetti: “Il particolare stato emergenziale e il perdurare delle condizioni in cui versa il territorio regionale a seguito della pandemia da COVID 19 rendono necessario intervenire, in coerenza con quanto previsto dalla normativa nazionale, sui tributi gestiti direttamente dalla Regione provvedendo alla sospensione dei termini di scadenza degli adempimenti e degli obblighi tributari previsti dalla normativa di riferimento; ciò in quanto l’assolvimento di tali adempimenti nei termini previsti è reso difficile, se non addirittura impossibile, dagli eventi eccezionali e imprevedibili, tenuto conto anche dei divieti disposti dalle autorità competenti in ordine agli spostamenti dal proprio domicilio”. Non si può non tener conto del fatto che “il tessuto sociale e il sistema economico risultano profondamente colpiti – considera l’assessore – sia a livello regionale che nazionale, a tal punto da determinare una crisi di portata epocale per le imprese, i cittadini e le famiglie”.

Nello specifico, la proposta di legge contiene 3 articoli, il primo sospende i termini degli adempimenti e dei versamenti dei tributi regionali, a seguito di eventi eccezionali ed imprevedibili dettati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, scadenti nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 30 giugno 2020. Tali adempimenti e versamenti sospesi sono effettuati, senza sanzioni e interessi, entro il 31 luglio 2020. Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato. Viene altresì sospesa la riscossione afferente la rateizzazione dei debiti tributari di competenza regionale in scadenza tra il 31 marzo 2020 e il 30 giugno 2020, con la ripresa al pagamento delle rate residue a decorrere dal 31 luglio 2020. L’articolo 2 contiene l’attestazione dell’invarianza finanziaria e il terzo dispone l’urgenza.

Elenco dei tributi regionali i cui termini sono sospesi (articolo 1, comma 1).

Tasse sulle concessioni regionali in materia di caccia, pesca e tartufi; Imposta regionale sulle concessioni statali per l’occupazione e l’uso dei beni del patrimonio indisponibile dello Stato; Imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo; Tassa per l’abilitazione all’esercizio professionale; Tassa automobilistica; Tassa regionale per il diritto allo studio universitario; Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi; Tariffa fitosanitaria.

 

 

EMESSE LE ORDINANZE 15 e 16 PER DISCIPLINARE GLI SPOSTAMENTI DEI FAMILIARI DI PERSONE AFFETTE DA DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO O CON PATOLOGIE PSICHIATRICHE

 Con le ordinanze regionali n. 15 e n. 16, emesse dal presidente Luca Ceriscioli  il 25 marzo 2020 e in vigore fino sopraggiungere di provvedimenti governativi o ministeriali o regionali che dispongano diversamente, vengono previste e regolate le esigenze di persone che si trovano in situazioni particolari conseguenti a condizioni cliniche di necessità, dal punto di vista terapeutico, di mantenere stabili, quanto più possibile, le  routine quotidiane, che prevedono anche passeggiate all’aria aperta in contesti isolati.  In particolare, viene garantito ai nuclei familiari di persone affette da disturbi dello spettro autistico ( ordinanza n. 15)  e da patologie certificate dall’autorità sanitaria dalle quali derivino problematiche comportamentali ( ordinanza n. 16) di potersi spostare oltre la prossimità della propria abitazione anche fuori dei limiti del territorio comunale di residenza o domicilio in caso di necessità di accesso a luoghi di abituale frequenza da parte del soggetto certificato.

 E’ ritenuto importante soprattutto in questo periodo di chiusura delle scuole o dei centri diurni, che sia concesso alla famiglia o ai caregiver di riferimento, di potersi spostare  per far fare alla persona con patologie di autismo o psichiatriche giri in macchina senza scendere dalla stessa o per raggiungere luoghi tranquilli e isolati in cui possa camminare all’aria aperta.

Viene consentito quindi a nuclei familiari conviventi che hanno in casa figli o parenti o affini affetti da disturbo dello spettro autistico o da disturbi comportamentali psichiatrici certificati dall’autorità sanitaria e dai quali derivino problematiche comportamentali gravi , tali da imporre uscite esterne per il contenimento degli aspetti auto-aggressivi ed aggressivi, di potersi spostare  per accompagnare le persone malate anche fuori dei limiti del territorio comunale in luoghi di abituale frequenza al solo scopo di consentire la migliore gestione del soggetto con patologie di tale tipo.

 Tali situazioni sono certificate dai servizi sanitari territoriali (UMEE e UMEA) che hanno in carico la persona in modo che risulti la necessità di uscire da casa per evitare l’aggravarsi di comportamenti di difficile gestione.

 

 

 

EMESSA L’ORDINANZA SULLA MOBILITA’ DEI VOLONTARI DEL TERZO SETTORE E SU INTERVENTI SOCIO-ASSISTENZIALI. IN VIGORE FINO AL 3 APRILE

Luca Ceriscioli: “ Il volontariato , risorsa indispensabile anche in questo drammatico frangente a cui va il nostro grazie.”

“Le Marche in emergenza, lo sappiamo bene, possono contare sempre su una risorsa indispensabile di cui andiamo orgogliosi e che non finiremo di ringraziare: il mondo del volontariato sociale che anche in questo drammatico frangente sta svolgendo un’opera esemplare, a costo di grandi sacrifici e sforzi. Così abbiamo ritenuto, a fronte dei provvedimenti di restrizione per contenere la diffusione del contagio, di fornire precise indicazioni a chi opera per garantire i servizi essenziali alla vita delle persone. Soprattutto di quelle più fragili che si trovano già in condizioni di solitudine oppure di isolamento obbligatorio assicurando la possibilità di fruire di servizi di supporto assistenziale attraverso il mondo del volontariato.”  Introduce così il presidente della Regione, Luca Ceriscioli le ragioni dell’ordinanza regionale numero 14  emessa il  25 marzo 2020 in materia di mobilità dei volontari del Terzo Settore e interventi di assistenza socio-sanitaria e che resterà in vigore fino al 3 aprile.

L’ordinanza prevede precise indicazioni per consentire ai volontari e agli enti del terzo settore di continuare a operare al servizio delle comunità in modo responsabile e in sicurezza in attività che prevedono, tra le altre cose, anche l’aiuto alimentare e farmaceutico in favore degli indigenti, degli anziani, dei disabili, dei senza fissa dimora, delle persone con fragilità sociali ed economiche. Con l’ordinanza, quindi, viene garantita la mobilità dei volontari operanti presso un Ente del Terzo Settore di cui al D. Lgs. n. 117/2017  che sono legittimati agli  spostamenti per le attività ritenute necessarie nella situazione di emergenza da COVID-19 operando in modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo.

Nell’articolo 2 vengono elencate le attività che prevedono gli spostamenti ritenuti necessari per lo svolgimento degli interventi di assistenza strumentali e funzionali al diritto alla salute e ai bisogni primari delle persone:

  1. a) consegna di farmaci e alimenti a domicilio e altre forme di assistenza domiciliare leggera di prossimità (piccole manutenzioni, cura relazionale, igiene domestica e personale, assistenza nel disbrigo delle pratiche, cura animali domestici, ecc.) a persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti e a chi si trova in isolamento domiciliare, ai soggetti fragili, noti ai servizi sociali comunali, o comunicati ai sindaci dalle aziende sanitarie locali;
  2. b) assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture residenziali socioassistenziali e socioeducative, o assimilabili (strutture di ospitalità per minori e famiglie migranti della salute, case rifugio per donne vittime di violenza, migranti inseriti nei percorsi SIPROIMI e Pronta accoglienza ecc.);
  3. c) assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture di accoglienza comunque denominate, legate alla emergenza COVID 19;
  4. d) servizi sociali di telesoccorso e teleassistenza presso gli appositi hub costituiti da enti pubblici e privati’; e) ritiro e consegna dei dispositivi di sicurezza per l’attività di volontariato; f) unità mobili/di strada rivolte a senza fissa dimora, o persone in stato di particolare fragilità (vittime di tratta, dipendenza, ecc.).

Il volontario che si sposta per la propria attività (esclusivamente per recarsi a svolgere il servizio e tornare alla propria abitazione), deve esibire in caso di controllo delle forze dell’ordine la seguente documentazione: a) modello di autocertificazione barrando la casella “situazioni di necessità”; b) dichiarazione rilasciata dal responsabile dell’Ente del Terzo Settore di cui al D.Lgs. n. 117/2017 presso cui il volontario presta la propria opera, su carta intestata della stessa, riportante: a. nome e natura dell’associazione (abilitante allo svolgimento di attività di volontariato); b. servizio svolto; c. nome e cognome del volontario; d. territorio di riferimento di svolgimento dell’attività. Il volontario si attiene con rigore alle indicazioni per la prevenzione dei rischi di contagio attraverso la dotazione dei necessari dispositivi e una adeguata formazione all’utilizzo degli stessi da parte dell’associazione di riferimento.

Le attività  di volontariato sono sottoposte al coordinamento dei servizi sociali pubblici territoriali in capo ai comuni o agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) per la verifica che gli spostamenti necessari per lo svolgimento delle stesse rientrino a pieno titolo in quelli motivati da situazioni di necessità affinché vengano garantiti i “servizi essenziali”.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com