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Caro Milani ti scrivo, Baiocchi e Falco: “Un po’ di chiarezza non fa mai male”

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Il 13 marzo scorso appare sulla stampa un articolo, dal quale si riportano le seguenti frasi:

«Intanto, la direzione dell’Area vasta 5, oltre ai 21 posti di malattie infettive che saranno pronti da lunedì [16 marzo] nella palazzina del trasfusionale adiacente all’ospedale ‘Mazzoni’, si sta muovendo per recuperare posti letto da utilizzare per l’emergenza all’ex Rsa Luciani. “Per lunedì – continua Milani – saranno pronti i posti letto di malattie infettive da destinare ai pazienti Covid 19 in quanto sono sub intensivi. Il Gruppo Gabrielli ci ha donato alcuni letti con tutti i respiratori e dunque siamo pronti per attivarli”. Cinque, inoltre, i medici andati in pensione che hanno dato l’ok a tornare a lavoro per dare una mano: si tratta di tre anestesisti, un pneumologo e un nefrologo».

Il 16 marzo, giorno dichiarato per l’inizio dell’operatività della struttura, un secondo articolo recita:

«L’ospedale ‘Madonna del Soccorso’ di San Benedetto diventerà in tempi rapidi centro di riferimento per l’Area vasta 5 per i pazienti Covid-19 … “Già da domani (oggi ndr ) – continua Milani – inizieremo con il trasferimento dei pazienti e contiamo di recuperare complessivamente, per l’accoglienza dei pazienti Covid-19, almeno un centinaio di posti. Dunque, per ora congelo l’ipotesi di svuotare l’ex Rsa Luciani di Ascoli e speriamo che non servirà davvero farlo”».


Cesare Milani

Qualche chiarimento rivolto alla Direzione dell’AV5:
I 21 posti letto di malattie infettive non ci risulta siano mai stati utilizzati (se sbagliamo il direttore Milani ci corregga).
I letti con i respiratori pertanto giacciono inutilizzati (anche qui, se sbagliamo, ci corregga). Se così fosse sarebbe cosa buona usarli nell’ospedale di SBT che ancora oggi, 9 aprile, gestisce pazienti COVID.

Se invece fossero stati spostati all’interno dell’ospedale Mazzoni, non COVID, allora sarebbe opportuna una spiegazione del perché attrezzature per pazienti COVID debbano essere usate in un ospedale che non li ha.

Aggiungiamo che, nella prospettiva della riorganizzazione dei servizi sanitari che andrà attuata nel post emergenza, appare logico programmare nei vari ospedali che hanno operato sul campo come centri Covid, dei reparti di malattie infettive per far fronte ai futuri ed inevitabili casi, seppur limitati, di positivi al Coronavirus o ad altre malattie infettive similari. Al momento, considerato che al Mazzoni non è stato ricoverato alcun paziente positivo, l’unico ospedale titolato in AV5, anche per l’esperienza acquisita, è il nostro Madonna del Soccorso. Vaglieremo attentamente ogni singola decisione in proposito. Nessuno potrà accettare, una seconda volta, lo smantellamento del nostro ospedale per un’altra epidemia.

Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

 

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10 Aprile 2020 alle 15:15 | Scrivi all'autore | | |

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