dalla Regione Marche

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CIG IN DEROGA: IN UN GIORNO PRESENTATE 3.648 DOMANDE PER 5.788 LAVORATORI. ASSESSORE BRAVI: ”SERVIZI REGIONALI AL LAVORO PER ZERO BUROCRAZIA”

Alle 9 di questa mattina, dopo un solo giorno di attivazione del servizio, le domande di richiesta della cassa integrazione in deroga inviate alla piattaforma CoMarche da parte dei datori di lavoro erano già 3.648 per 5.788 lavoratori, un totale di 1.371.496 ore e un impegno economico di oltre 11 milioni di euro. Del totale delle domande presentate, 2.003 sono già state protocollate per 4.818 lavoratori. Le altre sono in corso di compilazione.

“I servizi della Regione Marche stanno lavorando a pieno ritmo – afferma l’assessore al Lavoro Loretta Bravi – per accorciare quanto più possibile i tempi burocratici e consentire ai lavoratori marchigiani non coperti dalle tutele ordinarie e alle loro famiglie di ricevere il sostegno economico necessario per affrontare questo drammatico momento che ha imposto lo stop di molte attività e piccole imprese. E’ d’altra parte prevedibile che se il flusso delle domande continuerà a questo ritmo entro la settimana avremo esaurito i 33 milioni assegnati alla Marche attraverso il riparto statale. Mi impegnerò quindi fin da subito per sollecitare il Ministro del Lavoro Catalfo a liberare, tramite un nuovo decreto, una seconda tranche di risorse destinate dalla CIGD e ad autorizzare lo sblocco più volte richiesto dei 27,2 milioni di fondi residui degli ammortizzatori sociali in deroga frutto della gestione virtuosa degli anni pregressi da parte della Regione Marche”.

Si ricorda che la cassa integrazione in deroga viene concessa per 9 settimane con decorrenza dal 23 febbraio 2020.

La CIGD è prevista per i datori di lavoro del settore privato inclusi quelli agricoli, della pesca, del terzo settore e del mondo delle professioni compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con  unità produttive nelle Marche. Non previsti dal decreto ministeriale i datori di lavoro domestico per cui la Regione sta comunque studiando un’alternativa che possa fornire loro sostegno.

Beneficiari sono i lavoratori dipendenti sia a tempo determinato che indeterminato (operai, impiegati, quadri, apprendisti con contratto professionalizzante, soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato, lavoranti a domicilio in regime di mono commessa, pescatori anche delle acque interne, imbarcati a qualunque titolo e /o iscritti a ruolino di equipaggio e tutti gli altri lavoratori dipendenti con qualsiasi forma contrattuale di lavoro subordinato).

La causale per il ricorso alla CIGD è unica: “sospensione effettuata per l’emergenza epidemiologica da Coronavirus -COVID 19”. La domanda di CIG in deroga deve essere presentata dal datore di lavoro interessato in forma telematica al sistema COMarche entro il 31 luglio 2020. I datori di lavoro e i professionisti incaricati, potranno avvalersi – prima della presentazione delle domande –  della consulenza tecnica di un operatore regionale a disposizione dal lunedì al giovedì dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00  alle 17.00 e il venerdì dalle 09.00 alle 13.00, raggiungibile attraverso posta elettronica all’indirizzo dedicato infoCIGDcovid19@regione.marche.it.

Il presidente Ceriscioli risponde al Comitato Pro ospedali pubblici

“Mentre il sistema sanitario pubblico delle Marche sta dimostrando tutto il suo valore, ogni giorno, con grande abnegazione, il Comitato Pro ospedali pubblici diffonde comunicazioni false creando un allarmismo ingiustificato, molto dannoso e irresponsabile in questo momento di emergenza – dichiara il presidente Luca Ceriscioli – Vanno fatti essenziali chiarimenti rispetto alla nota nella quale dichiarano che, con una delibera del 18 marzo, la Regione Marche “ha destinato alle cliniche private ben 2 milioni di euro dei 5 totali stanziati alle strutture per l’emergenza Covid 19. Agli ospedali dell’Asur (esclusi Pesaro e Torrette) va un milione di euro per ripartire”.
I due milioni sono dedicati alle strutture di Campofilone e Villa Fastiggi per attivare 188 posti letto aggiuntivi non esistenti prima dell’epidemia, quindi senza budget. Solo per dare la dimensione del valore della cifra, 2 milioni corrispondono a 60 giorni di attività a basso livello assistenziale – continua il presidente Ceriscioli – Anche alla luce di questa considerazione il privato è talmente “rapace” che ancora non è riuscito ad aprire le due strutture e non ha neppure toccato quelle risorse.
Solo chi è estremamente sprovveduto può pensare che Asur, gli Ospedali Riuniti di Torrette, Marche nord e Inrca abbiano affrontato il coronavirus con tre milioni. Ovviamente le risorse destinate al sistema pubblico sono molte di più.
Il privato convenzionato sta usando i fondi già assegnati a budget, niente regalie a nessuno. Il privato nelle Marche ha una funzione complementare rispetto al pubblico. In questa situazione dobbiamo però spiegare tutte le forze che possiamo per salvare fino all’ultima vita”.

 

 

giovedì 2 aprile 2020  17:05

Dai laboratori ARPAM il gel igienizzante per i servizi sanitari e le forze dell’ordine marchigiane

È partita la distribuzione del gel igienizzante che ARPAM, con il sostegno della Regione Marche e del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, ha iniziato a produrre nei giorni scorsi, mettendo a disposizione le strutture e il personale del suo Laboratorio multisito.

Una iniziativa che ancora una volta mette in risalto la generosità e l’impegno della nostra regione – ha detto l’Assessore Regionale all’Ambiente ANGELO SCIAPICHETTI nel salutare l’iniziativa dell’ARPAM – che nei momenti di difficoltà sa trovare a tutti i livelli, dalle istituzioni come in questo caso ai semplici cittadini, la strada di quella cooperazione senza la quale non potrebbe essere possibile superare gli ostacoli”.

Nella situazione di emergenza in cui volge l’intero Paese, il Direttore Generale dell’ARPAM GIANCARLO MARCHETTI si è infatti reso immediatamente disponibile, come colleghi di altre Agenzie, a riorganizzare l’attività dei propri laboratori a favore della produzione del disinfettante, pur nella attuale ridotta disponibilità di personale che continua, comunque, a garantire in presenza servizi indifferibili come l’analisi delle acque potabili e degli alimenti, le emergenze ambientali, il controllo della qualità dell’aria e dei pollini.

È forse un piccolo gesto, una goccia nel mare delle molte e importanti necessità di questo periodo – ha detto Marchetti – ma in un momento in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte, anche l’Agenzia che dirigo vuole testimoniare ancora una volta con un’azione “simbolica”, ma concreta e tempestiva, lo spirito di servizio verso la comunità che rappresenta uno dei suoi valori fondanti. Il nostro sostegno, quindi, a coloro che sono impegnati in prima linea, Forze dell’Ordine e personale sanitario, in questo difficile momento per la nostra regione e per tutto il Paese ”.

La soluzione, viene distribuita gratuitamente, nei due formati da 500 e 1000 cc, direttamente dall’ARPAM all’Azienda Sanitaria Unica Regionale marchigiana ed alle Forze dell’Ordine, e non potrà in alcun modo essere venduta al dettaglio. Nell’occasione, sull’etichetta è stato lanciato l’hashtag #ARPAMPERLEMARCHE.

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