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Film da (ri)vedere in quarantena: “Alta fedeltà”

di | in: in Vetrina

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Alta fedeltà” (USA, Regno Unito, 2000) di Stephen Frears è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo musicale di Nick Hornby. Il film, rispetto al romanzo, è ambientato a Chicago anziché a Londra, ma nell’economia della storia non cambia molto. Chicago, d’altronde, è come Londra una città votata alla musica, con un clima simile, ed è la città in cui gli sceneggiatori (tra i quali c’è l’attore protagonista John Cusaak) si sono sentiti più a proprio agio nel far muovere i personaggi, Rob Gordon su tutti. Rob, interpretato appunto da Cusaak, è il proprietario di un negozio di dischi, il Championship Vinyl, dove lavorano come commessi Barry e Dick: sono un trio di “snob musicali”, hanno una conoscenza maniacale dello scibile pop-rock, si sfidano a creare le più fantasiose top five, guardano con disprezzo chi entra nel negozio chiedendo qualche insulsaggine commerciale e hanno una sistematica sfiga con le donne. 


Rob ha comunque intenzione di fare ordine nel caos sentimentale della sua vita e decide di andare alla ricerca di tutte le sue ex per capire cosa sia andato storto. Inizia un viaggio sentimental-musicale, che Stephen Frears dirige dosando romanticismo, battute indimenticabili (“lei è una depressa, single per necessità: sarebbe come andare con Talia Shire di Rocky senza essere Rocky”) e canzoni strepitose, tra le quali restano impresse nella memoria almeno “Most Of The Time” di Bob Dylan e “Dry The Rain” della Beta Band.
Il cast è s
uper: oltre a Cusaak, a cui il ruolo di Rob calza meravigliosamente, ci sono Catherine Zeta Jones, Lili Taylor, Tim Robbins e un irresistibile Jack Black; c’è anche Bruce Springsteen che interpreta se stesso in uno spassoso cameo.
Last but non least: recentemente “Alta fedeltà” è diventata anche una serie televisiva. Il negozio di dischi si chiama ancora Championship Vinyl ma si è spostato a Brooklyn e il protagonista è una donna, interpretata da Zo
ë Kravitz, figlia di Lenny. Ecco, c’è un momento migliore di questo per (ri)vedere il film di Stephen Frears e poi avventurarsi nei dieci episodi della serie?

 

 

© 2020, David Cresta. All rights reserved.


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16 Aprile 2020 alle 16:53 | Scrivi all'autore | | |

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