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Il Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso replica al Direttore Milani: “Dall’Asur Av 5 vogliamo informazioni continue e chiare sulla programmazione”

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San Benedetto del Tronto, 2020-04-19 – Riceviamo dal Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso e pubblichiamo

 

Cesare Milani

Dal recente comunicato del dottor Milani: «L’ospedale di San Benedetto, una volta finita l’emergenza, tornerà completamente operativo, come prima e meglio di prima. Sarebbe sufficiente leggere la delibera di Giunta Regionale anziché inerpicarsi in infondate congetture».

Prima considerazione: qual è il vero senso dell’espressione “finita l’emergenza”? Pare infatti che sino a quando l’ospedale di San Bendetto sarà un ospedale solo per COVID, l’emergenza, per noi, non sarà finita, al contrario che negli altri ospedali. Però, dopo le proteste del sindaco e del Comitato, pare si sia trovata la sistemazione consona per i pazienti provenienti da Fermo presso la struttura privata di Campofilone che, come afferma Milani, «risulta essere individuata come luogo di degenza post-COVID sia per l’AV4 che per l’AV5». Dunque questi pazienti sarebbero non pazienti Covid in ricovero ordinario ma pazienti post-COVID, perché li si voleva mandare nell’ospedale di San Benedetto, che non è certo post-COVID, invece che in una struttura appositamente allestita a tal fine? In caso contrario, se si trattasse di pazienti COVID, ci chiediamo come mai un ospedale che dispone di un apposito reparto di malattie infettive che non ci risulta in carenza di posti letto, vorrebbe “ripulirsi” (termine orrendo), quando dovrebbe invece restare operativo sino all’ultimo: senza polemica alcuna, permetteteci di rilevare che ci appare strano-

Ricordiamo che il 12 marzo l’Ansa e la Regione Marche pubblicarono l’elenco degli ospedali COVID e non COVID, tra i primi San Benedetto, tra i secondi Ascoli, ma poi qualche giorno dopo Milani dichiarò che ad Ascoli «… dal 16 marzo saranno pronti 21 posti letto per la terapia semintensiva dei malati COVID» … «saranno pronti i posti letto di malattie infettive da destinare ai pazienti Covid 19 in quanto sono sub intensivi. Il Gruppo Gabrielli ci ha donato alcuni letti con tutti i respiratori e dunque siamo pronti per attivarli».Questa nuova struttura è stata istituita in un ospedale non Covid, e pur essendo pronta mai nessun politico del Piceno ha proposto trasferimenti nella stessa, né ha obiettato che sarebbe stato logico trasferire tali attrezzature nell’ospedale Covid di San Benedetto invece di lasciarle inutilizzate ad Ascoli. E non ci spieghiamo perché i pazienti di Fermo non siano stati mandati direttamente lì, in quanto pazienti post-COVID. Sembra che tutti si siano dimenticati di questi posti letto.

Seconda considerazione, inclusa nelle solite accuse di polemiche gratuite e di procurato allarme: «Sarebbe sufficiente leggere la delibera regionale», ma è proprio la delibera regionale che ci preoccupa, poiché tutti ricordiamo la storia della Neurochirurgia a San benedetto, prevista su ben due delibere (una addirittura “Piano Sanitario Regionale” 2012/2015), e mai attivata. Abbiamo quindi il dovere di essere molto diffidenti.

Il dottor Milani sostiene che «Sono pertanto infondati e soprattutto inaccettabili gli atteggiamenti di puro egoismo che non corrispondono alla volontà e al sentimento della quasi totalità degli operatori ospedalieri e territoriali dell’area Vasta 5». 


Chiaramente non ci siamo spiegati bene. Premesso che i pazienti post-COVID non vanno in un ospedale COVID, ma in luoghi diversi e appositi, ricordiamo che il Comitato ha sempre raccolto, per espressa decisione del direttivo e sin dall’inizio della sua attività, solo notizie sostenute da documenti, ordini di servizio e molto altro. Il dottor Milani ricorderà sicuramente, nel luglio 2019, l’ordine di servizio che voleva lasciare a casa la notte il medico dell’UTIC “per mancanza di personale”. Dopo la protesta pubblica del Comitato, sulla stampa del 27 luglio si leggeva: «La direzione sanitaria ha cercato e trovato il modo di reperire dall’organico di Ascoli Piceno il personale necessario al funzionamento regolare ed a norma di legge, con cardiologo in servizio anche la notte». Capirete tutti che il Comitato deve quotidianamente vigilare per evitare che si ripetano queste “sviste” che ci vengono continuamente segnalate. “Sviste” di cui soltanto una minima parte è stata resa pubblica, proprio perché vorremmo intervenire solo quando esse causano criticità davvero rilevanti e pressanti. Continueremo quindi a svolgere il nostro compito con tranquillità, sapendo benissimo di essere fastidiosi, come nessuno prima di noi era mai stato.

Tornando al dottor Milani e alle sue garanzie sul ripristino, vorremmo prevenire ogni fraintendimento sul fatto che andranno riportati al Madonna del Soccorso tutti i reparti, compresa la Pediatria, in passato purtroppo oggetto di conflitti, e i servizi, compresi il laboratorio analisi ed il centro trasfusionale [molto importante per un ospedale, come il nostro, votato all’emergenza, a detta di tutti]. E riguardo a quel “meglio” promesso da Milani: nella delibera regionale n. 272 del 9.3.2020, istitutiva degli ospedali Covid, si legge che «eventuali tecnologie acquisite durante il periodo emergenziale, rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono». Con amarezza constatiamo che tutte le “acquisite tecnologie” Covid, ossia le macchine per i test Covid e i respiratori donati per i pazienti Covid, sono state “acquisite” da Ascoli, ospedale non Covid, nonostante le ripetute proteste dalla costa. Pertanto chiediamo al dottor Milani che ci dica chiaramente se i dieci posti letto di Rianimazione, attivati per il Covid, resteranno “acquisiti” oppure se i posti letto saranno riportati al numero di tre mesi fa. Se la pneumologia, attivata per il Covid, verrà tolta. Se sarà attivato il reparto di malattie infettive, per evitare un secondo smantellamento in caso di ulteriore emergenza, oppure se Ascoli continuerà ad avere l’ambulatorio senza però prendersi i malati infetti. In caso positivo si potrà parlare di vero miglioramento, altrimenti sarà l’ennesima grave delusione con annesso fumo negli occhi. Ascoli si terrebbe le attrezzature, senza aver preso un solo malato, e alla costa non resterà nulla. Queste non sono né speculazioni né manifestazioni di egoismo, né polemica gratuita, ma semplici e logiche domande di programmazione per un’informazione che deve essere  continua e chiara. Attendiamo perciò le sue risposte dato che nessuno sembra sapere nulla e che del piano di ripristino della normalità promesso da Milani al Sindaco per ieri sera pare non si sappia ancora nulla. Resta che ormai pensar male non è peccato ma obbligo. Attendiamo risposte come dovuto.

Il Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso

Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

 

Ospedale Madonna del Soccorso, Milani risponde al Comitato, chiarisce e precisa: “Basta notizie false!”

 

2020-04-19

Pubblicato da Remo Croci su Domenica 19 aprile 2020

 

 

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