Lucrezia Ercoli, “Appunti dalla catastrofe”

Lucrezia Ercoli, “Appunti dalla catastrofe”

La quarta puntata della mia rubrica “Appunti dalla catastrofe” sulle pagine del quotidiano “Il Riformista” durante i giorni della quarantena per l’emergenza COVID-19. L’articolo di mercoledì 22 aprile – “Ho assestato la tana e pare riuscita bene”. Così inizia il racconto, pubblicato postumo, che Franz Kafka scrive nell’inverno tra il 1923 e il 1924 a Berlino, sei mesi prima di morire. Il protagonista de La Tana – una sorta di strano incrocio tra un roditore e un architetto – si costruisce una splendida dimora sotterranea in cui vivere in totale sicurezza, lontano dal mondo esterno.

L’animale si dedica alla sua tana con pazienza certosina, scavando e puntellando cunicoli labirintici, rotatorie, gallerie, piazze, uscite di sicurezza, ampi spazi per le provviste. Si allontana solo per rifornirsi di cibo, “quanto basta ad una modesta sussistenza e senza lasciare soprattutto la mia tana”.

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LA PAURA DELLA LIBERTÀ

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Ho assestato la tana e pare riuscita bene.

da La Tana di Franz Kafka

 

La riflessione di Lucrezia Ercoli, nella sua rubrica “Appunti dalla catastrofe” sulle pagine del quotidiano “Il Riformista”: abbiamo paura della libertà, come l’Uomo-talpa di Kafka.

 

 

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