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Allarme della Cna Picena per l’impatto del Covid-19: “Nessun settore produttivo è stato risparmiato”

di | in: Cronaca e Attualità

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L’ANALISI DELLA CNA DI ASCOLI SULL’ANDAMENTO DELL’ECONOMIA DEL PICENO NEL SETTORE MANIFATTURIERO A MARZO 2020: OLTRE IL 30 PER CENTO DI CALO DI ORDINI, COMMESSE E FATTURATO. ATTESA PER I DATI DI APRILE MA CON PROSPETTIVE NONCERTO MIGLIORI. BALLONI (DIRETTORE CNA TERRITORIALE): “UNICO ELEMENTO DI SPERANZA, OLTRE ALLE MISURE DI SOSTEGNO ADOTTATE E DA ADOTTARE PER MICRO E PICCOLE IMPRESE, IL FATTO CHE RISPETTO ALL’ANNO NERO 2008 NON C’E’ UN GAP STRUTTURALE MA UNA CHIUSURA FISICA CHE IL LENTO RITORNO ALLA NORMALITA’ DOVREBBE RIASSORBIRE ANCHE SE IN TEMPI NON CERTO BREVI”

 

Ascoli Piceno,2020-06-07 – Allarme della Cna Picena per l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle produzioni manifatturiere. A marzo – rileva il Centro studi della Cna nazionale – la produzione manifatturiera nel Piceno è crollata del 30,6%. Un calo peggiore in assoluto dal 1990, ossia da quando esistono le serie storiche relative alla produzione industriale e, di conseguenza, porta i livelli di attività al minimo storico. Non sono nemmeno possibili raffronti tra l’attuale e altre crisi, compresa quella del 2008, quando la produzione diminuì del 26,8%, ma nell’arco non di uno ma di quindici mesi.


Nessun settore produttivo è stato risparmiato dal Covid-19. Neanche quelli di utilità essenziale che hanno continuato in qualche modo a operare. I dati più negativi su commesse e vendite per gli autoveicoli (meno 64,6%), abbigliamento (meno 51,2%), tessile (meno 42,1%). Rispetto alla caduta media del 30,6% hanno fatto peggio anche metallurgia, meccanica, apparecchi elettrici, legno.

Questo – rileva sempre la Cna per il mese di marzo 2020. Successivamente? In attesa dei dati, soprattutto ad aprile il trend è destinato a peggiorare ancora. “Tuttavia, paragonando l’attuale recessione a quella del 2008 – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli Piceno – esiste un elemento che potrebbe restituire qualche timida speranza. La recessione del 2008 era stata innescata da un crollo della domanda determinato da una crisi finanziaria globale. In questa fase, invece, si è verificato uno stop da offerta senza precedenti per sospensione forzata dell’attività. Quindi l’allentamento progressivo e la fine del lockdown potrebbe migliorare la situazione, sia pure in tempi difficilmente quantificabili e sicuramente non brevi”.

 

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7 Giugno 2020 alle 11:36 | Scrivi all'autore | | |
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