San Benedetto del Tronto, 2020-06-01 – Riceviamo da Baiocchi e Falco e pubblichiamo
“Sulla circolare del Ministero della Salute di recente pubblicazione, avente per oggetto: “Trasmissione Linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19.”, * facciamo alcune semplici considerazioni. Si legge nel documento:
«I posti letto di terapia intensiva vanno prioritariamente individuati secondo i seguenti criteri: (…)
3. implementazione di posti letto di terapia intensiva già attivati in fase emergenziale;
4. implementazione di posti letto in terapie intensive esistenti in ospedali che possono essere interamente dedicati alla gestione del paziente affetto da SARS-CoV-2.”
Si aggiunge che in ogni caso “i posti letto di terapia intensiva devono comunque essere implementati in ospedali che dispongano di posti letto di terapia intensiva e attività chirurgica, al fine di poter garantire presenza di personale già formato. Si ritiene che gli interventi per la dotazione di posti letto aggiuntivi di terapia intensiva debbano essere individuati in un numero limitato di ospedali».
«I posti letto di semi intensiva vengono individuati prioritariamente:
– per una quota dei posti letto convertibili in posti letto che garantiscono assistenza ventilatoria invasiva, in una percentuale di posti letto di area medica inseriti in un percorso di gestione di pazienti urgenti;
– la quota di posti letto non convertibili immediatamente in posti letto che garantiscono assistenza ventilatoria invasiva devono essere individuati in unità operative di area medica in:
– ospedali sede di Dea di I livello e con presenza di specialisti in pneumologia;
– ospedali che possono essere interamente dedicati alla gestione del paziente affetto da SARS-CoV-2».
Tentiamo di fornire spiegazioni esemplificative.
Per la terapia intensiva: “Posti letto già attivati in fase emergenziale”: come fatto a San Benedetto. “Ospedali interamente dedicati”: è stato scelto l’ospedale di San Benedetto (quello di Ascoli è stato accuratamente tenuto lontano dall’epidemia).
Per la semi-intensiva: “Ospedali sede di DEA di 1 livello con specialisti in pneumologia”. Secondo la DGR 1551/18 (pagg. 29-30) nell’AV5 ci sono due DEA di 1 livello, Ascoli e San Benedetto. Ma gli pneumologi sono ad Ascoli. “Posti letto di area medica”: ex malattie infettive di Ascoli Piceno, come previsto dalla DGR 523/20 (pag. 6). E, come detto, anche i medici specialisti di malattie infettive sono ad Ascoli.
Quindi la nostra direzione di AV5 ha pensato, per affrontare una eventuale seconda epidemia, di creare due ospedali dedicati al Covid, con un bel traffico di ambulanze che vanno su e giù tra Ascoli e San Benedetto, trasportando pazienti infetti. Cosa altro si poteva elaborare di più logico, se consideriamo che la vice presidente regionale ascolana era sicura che San Benedetto non avesse né l’Utic né la Rianimazione?
Ma questa assurdità, a ben guardare, è solo apparente. Lo scorso marzo il Direttore Milani ha affermato che ad Ascoli erano pronti 21 letti per i pazienti Covid. In realtà ci risulta che i lavori non siano mai stati completati, anzi il monitoraggio è stato del tutto smantellato suddividendolo tra PS, blocco operatorio e Rianimazione. Né, temiamo, verranno mai fatti. Così, nella malaugurata ipotesi di una seconda ondata di ricoveri, tutti i pazienti Covid saranno nuovamente portati a San Benedetto “che ha già l’esperienza” nel campo. Salvo poi non darci mai l’attrezzatura per l’esame veloce dei tamponi. Ci toglierebbero nuovamente i reparti e studierebbero nuovi e fantasiosi pretesti per non restituirceli. Ci direte che la delibera 532/20 parla chiaro. Certo, proprio come parlavano chiaro la delibera 271/10 e il Piano sanitario regionale 528/12, che prevedevano la Neurochirurgia a San Benedetto, mai arrivata.
Occorre dare per assodato che quello che è scritto negli atti regionali, se favorisce l’ospedale di San Benedetto non si applica, ma se lo danneggia è legge intangibile! E che negli ordini di servizio del medico dell’UTIC di San Benedetto (ma non di Ascoli) che doveva restare a casa di notte, non c’è mai stato nulla che togliesse anche solo uno spillo ad Ascoli, mentre ogni pretesto è buono per togliere qualcosa a San Benedetto. Per questo il Comitato non si fermerà mai. A dispetto di chi arriva a dire che lanciamo allarmi inutili e infondati, poiché ci hanno più volte assicurato che prima o poi tutto tornerà al suo posto … Mentre gli stravaganti ordini continuano ad arricchire la nostra collezione di documenti.
(*Qui il testo originale: http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7828271.pdf )”

















