Progetto “Ittico” e dintorni, il commento del gruppo misto

Progetto “Ittico” e dintorni, il commento del gruppo misto

San Benedetto del Tronto – Riceviamo e pubblichiamo

 

L’ennesima dimostrazione di inettitudine di questa amministrazione: la vicenda riguarda il bando regionale che assegnava fondi per progetti volti alla valorizzazione del pescato dell’Adriatico. Il Comune di San Benedetto, candidatosi con il progetto “Ittico” tramite domanda presentata dal Sindaco Piunti, risultava la seconda città delle Marche nella graduatoria finale, aggiudicandosi una parte cospicua della somma stanziata. Il progetto aveva come finalità precipua, in gemellaggio con il Comune di Fano, la promozione del brodetto di pesce. L’attuazione del progetto prendeva il via giovedì 25 luglio 2019, quando al primo convegno/dibattito seguiva la degustazione di brodetto presso il Circolo Nautico di San Benedetto, e nelle tre serate successive l’evento veniva inserito nell’ambito della Festa della Madonna della Marina, con la distribuzione gratuita di oltre 4000 porzioni di brodetto alla sambenedettese a cittadini e turisti.

Il tutto era gestito dalla Confesercenti, che si avvaleva anche dei servizi dell’Associazione “San Benedetto in Festa”, rappresentata da Giovanni Filippini, che da quattro anni si è fatta carico dell’organizzazione di quella che viene considerata a pieno titolo dai Sambenedettesi la Festa delle Feste, riuscendo a rinverdirne la tradizione, come riconosciuto in più occasioni dal primo cittadino e dagli assessori di riferimento.

A seguito della comunicazione da parte della Regione, del mese di ottobre 2019, del riconoscimento alla nostra città di fondi pari a circa 38.000 euro, il Comune avrebbe dovuto partecipare alla realizzazione del progetto con una cifra pari al 20% della somma, pari a circa 10.000 euro, come previsto nel bando, in modo da saldare la fattura presentata dalla Confesercenti per un importo totale di 48.000 euro.

A pagamento ricevuto quindi la Confesercenti avrebbe saldato i propri fornitori, tra cui l’associazione San Benedetto in Festa, la quale si era fatta carico di tutte le spese di allestimento degli stand, assicurazioni, utenze, materiale per la somministrazione, servizio ai tavoli, tassa di occupazione di suolo pubblico e personale in servizio.

Il progetto in questione veniva prima pensato e proposto, poi coordinato, a detta di tutti i protagonisti (e vittime) della vicenda, dal capo di gabinetto dott. Luigi Cava, presente a tutte le riunioni operative come coordinatore. Risulta anche che questi, dopo la presentazione della domanda, si sia recato insieme al consigliere Del Zompo ed alla direttrice della Confesercenti Elena Capriotti, in Regione per conferire con la Vicepresidente Anna Casini e con il dirigente Dott. Talarico, responsabile del bando, per accertarsi dell’unicità ed originalità del progetto proposto.

Ricordiamo che gli eventi realizzati in occasione della festa, per la prima volta nel 2019, si sono tenuti anche a Porto d’Ascoli, con lo spettacolo delle fontane danzanti e la realizzazione del maritozzo più lungo, che veniva distribuito raccogliendo offerte poi interamente devolute all’Associazione “X Mano” di San Benedetto del Tronto. Inoltre va detto che, al termine di ogni edizione, una volta pagati servizi e forniture, l’Associazione “San Benedetto in Festa” ha sempre impiegato i proventi residui in opere di volontariato in favore delle fasce deboli della città.

Peccato che, dopo la manifestazione del 2019, l’Amministrazione si sia accorta di non poter pagare la fattura di circa 48.000 euro emessa dalla Confesercenti (tuttora insoluta) a causa di un grossolano errore, poiché, una volta deliberato l’impegno di spesa, avrebbe dovuto aprire un codice amministrativo di impegno per poter versare la somma fatturata, e poi provvedere alla rendicontazione della spesa alla Regione, la quale avrebbe provveduto al rimborso, come da bando, il tutto tassativamente entro il 31 gennaio 2020.

Ricordiamo anche che, in contemporanea con la celebrazione della festa della Madonna della Marina, l’Amministrazione aveva incaricato un’altra associazione di organizzare l’evento “Bobo Cup”, stanziando e poi pagando la somma di 49.000.00 euro, oltre ad una somma analoga versata dagli sponsor istituzionali, il tutto a fronte di una esibizione tenutasi previo pagamento da parte degli spettatori di un biglietto di ingresso di 10 euro (mai rimborsato), con una durata di neanche mezz’ora, in quanto interrotta dalla pioggia. Sta di fatto che il Sindaco, accortosi del disastro, scriveva alla presidenza della Regione ammettendo l’errore e chiedendo che, ciononostante, il comune potesse beneficiare ugualmente della somma assegnata, ricevendo come risposta l’invito a inviare la fattura quietanzata della Confesercenti che attestasse le spese sostenute, in quanto si sarebbe su tale base avviata l’istruttoria per cercare di ovviare all’irregolarità causata, si ripete, dall’incompetenza e superficialità amministrativa di chi governa questa città, incurante di tutte le parti coinvolte, le quali hanno operato in buona fede, per la promozione del territorio e per la buona riuscita di una manifestazione storica, oltre che, a cascata, a discapito di tanti fornitori di merci e servizi, che tutt’ora non sono stati pagati. Il resto della vicenda è ormai noto: non potendo la Regione garantire, comprensibilmente, il versamento della somma stanziata, l’Amministrazione, invece che trovare la somma nel bilancio per tutelare il proprio decoro, ormai latitante, e i preziosi rapporti di fiducia con associazioni ed istituzioni fondamentali per la nostra città, cercando poi di risolvere l’imperdonabile impasse in sede istituzionale, ha preferito tergiversare, far scadere i termini concessi per la rendicontazione delle spese alla Regione, e perdere definitivamente la somma assegnata al comune per il progetto, con un possibile danno erariale dovuto a negligenza, a prescindere da ipotizzabili azioni legali delle parti lese in ragione del loro legittimo affidamento.

Dulcis in fundo, ora pare che l’Amministrazione, a seguito di molti incontri già tenutisi in Comune, si stia apprestando ad organizzare la festività di quest’anno avvalendosi dell’operato di aziende private, scavalcando (o provando a scavalcare), senza neanche interpellarla, l’associazione che ha curato e gestito le ultime quattro edizioni con totale dedizione e disponibilità, e di concerto con l’istituzione comunale.

Tale deprecabile comportamento va ulteriormente ad approfondire la frattura tra la classe politica che amministra (o dovrebbe amministrare) e il prezioso tessuto associativo cittadino, dal cui supporto sarebbe impossibile prescindere, oltre che ad innescare una conflittualità dannosissima con la Confesercenti, sempre presente e collaborativa nella tutela e promozione di iniziative che valorizzano il nostro territorio. Vorremmo conoscere dall’assessorato competente e dal sindaco la ragione di tale arbitraria esclusione dal tavolo deputato all’organizzazione. Noi la risposta ce l’abbiamo: incapacità sia nella gestione della macchina comunale che nell’instaurazione di corretti e proficui rapporti con le formazioni sociali, aggravati da una totale assenza di lungimiranza e di progettualità, deficienze queste davvero rare da trovare tutte insieme… Ma certamente non finisce qui.

Consiglieri Rosaria Falco, Marco Curzi, Giorgio De Vecchis, Andrea Sanguigni.

 

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