La chiusura delle carceri, c’è chi ci studia seriamente e materialmente

La chiusura delle carceri, c’è chi ci studia seriamente e materialmente
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Macerata – Maurizio Boldrini, classe 1958, da 38 anni caso unico di operatore teatrale, docente, attore, regista completamente fuori dai circuiti consueti della distribuzione spettacolare, eppure le sue invenzioni e le sue ricerche in ambito teatrale sono le più interessanti da Carmelo Bene in poi, i suoi studi sono divenuti riferimenti in università di tutto il mondo. La sua fucina operativa è da sempre il Minimo Teatro, un piccolo studio sito nel borgo Sforzacosta a Macerata, nella periferia della periferia. E’ stato pioniere delle attività teatrali nelle scuole e con la sua Scuola di Dizione Lettura e Recitazione ha formato centinaia di allievi, molti dei quali sono diventati attori professionisti, giornalisti celebri. La particolarità di questo operatore è che in tutti i lunghissimi anni della sua carriera, a proposito è sto recentemente insignito del Premio Mugellini alla carriera, non ha mai fatto repliche, ma ogni lezione che tiene, ogni studio scenico che realizza, ogni libro che scrive è naturale sviluppo, progressione delle novità esperite in lezioni, studi, spettacoli precedenti. Una ricerca continua che tra l’altro l’ha portato a “chiudere un cerchio” importante, per tutto il novecento i massimi ricercatori sulle potenzialità del gesto verbale hanno rivendicato l’autonomia del gesto verbale dalla “gabbia” della parola; Boldrini è riuscito a pervenire materialmente, con dimostrazioni sonore, a una sorta di concilio tra le ricerche verbali è la parola in quanto senso al quale fissare un “etimo sonoro”. Ha fondato la prima scuola di Ingegneria Umanistica, con la quale ha sconfinato il linguaggio teatrale in altre discipline quali la medicina, l’architettura, l’antropologia, la filosofia, la matematica indicando assolute novità interdisciplinari. Per ultimo ha inventato un’etichetta politica, che non si presenta per prendere voti, ma per elaborare materialmente progetti avveniristici e grandi. L’etichetta si definisce: Repubblicani radicali, con l’auspicio di saper testimoniare il coraggio di quella poesia che è stata capace di cambiare il prevedibile corso della storia da Mazzini a Pannella. Ora, il primo progetto al quale il manipolo di Repubblicani Radicali si sta da mesi applicando è la chiusura delle carceri. Ai Repubblicani Radicali non interessano le centinaia e centinaia di pagine teoriche e filosofiche scritte sulla necessità di chiudere le carceri, né le altrettante parole scritte e dette in direzione contraria, né le ripetute richieste dei Radicali per migliorare le carceri e far rientrare la pena nella legalità violata dalle attuali condizioni (Maurizio Turco e specialmente Rita Bernardini). Per i Repubblicani Radicali, i Radicali sono poco radicali, probabilmente immemori di Spinelli che scrivendo a Calamandrei affermava che l’unica riforma carceraria possibile è la chiusura del carcere. Maurizio Boldrini all’università di Bologna fu allievo, tra gli altri, di un altro poeta visionario quale Giuliano Scabia, il cui ruolo fu importantissimo per la chiusura del manicomi insieme all’amico Basaglia. Boldrini, da materialissimo operatore teatrale, o ex teatrale, non si è fatto prendere da teorie e morali, ha iniziato a studiare con diverse classi di allievi l’alternativa al carcere.

Qui non è possibile per necessaria brevità, entrare nello specifico del progetto in fase di elaborazione. Possiamo solo segnalare didascalicamente alcune risultanze: 1 – superato il concetto di pena, rimane il concetto di delitto. 2 – Superata materialmente la necessità del controllo dei corpi.  3 ­- La difesa è la questione principale tra delitti che avvengono e le persone che li compiono o li subiscono.  4 – Luogo alternativo al carcere: l’orto, luogo di cultura, coltura, innesto, correzione, rettificazione. 5 – Figura cardine nell’orto per la conduzione  e l’iniziazione dell’operazione con l’ex carcerato è l’ORTOMASTRO: che con coraggio innesta vita per professione. Ognuna di queste lapidarie affermazioni, in verità ha comportato mesi di studio. La prossima fase prevede il disegno, l’estensione, e la collocazione degli orti. Seguirà il primo esperimento attuativo, coinvolgendo un Istituto di detenzione e un Comune. Per coloro che desiderassero contribuire alle fasi successive dello studio, basta cercare in fb il gruppo Repubblicani Radicali, e saranno informati dei prossimi laboratori di studio e pratica.