Tonino Armata, “Possiamo migliorare questa nostra Regione”?

Tonino Armata, “Possiamo migliorare questa nostra Regione”?

POSSIAMO MIGLIORARE QUESTA NOSTRA REGIONE? CREDO DI SÌ
IL CANDIDATO PRESIDENTE DELLA REGIONE MARCHE IN CERCA DI UN FINALE

Gentilissimo candidato presidente alla Regione Marche Maurizio Mangialardi
Gentilissimi candidati alla Regione Marche Anna Casini, Paolo D’Erasmo, Valeria Cardarelli e Augusto Curti

vi sembrerà strano che io cominci questa lettera con una citazione dantesca. È un sonetto, il quale, a me fa sempre molto piacere trovare una ragione per ricordarlo a voi candidati alla Regione Marche: «Guido i’ vorrei / che tu e Lapo ed io / fossimo presi per incantamento / e messi in un vasel ch’ad ogni vento / per mare andasse al voler vostro e mio (…) E monna Vanna e monna Lagia poi / con quella ch’è sul numer de le trenta / con noi ponesse il nostro incantator / e quivi ragionar sempre d’amore / e ciascuna di lor fosse contenta / sì come i’ credo che saremmo noi».
Non stupitevi cari candidati di questo mio ricordo: è un modo come un altro, ma molto attinente ai fatti che sono accaduti all’apertura della nuova sede elettorale in via Curzi 51 e nei tre giorni di confronti alla Festa dell’Unità movimentata da voi candidati molto difformi l’uno dall’altro: Maurizio Mangialardi, Anna Casini e Paolo D’Erasmo. A questi nomi, ciascuno dei quali ha o ebbe un incarico preciso, si debbono aggiungere altri nomi: Augusto Curti, sindaco di Force che ha vissuto in prima linea il dramma del sisma e Valeria Cardarelli, 29enne laureata in filosofia, giovane indipendente militante di centrosinistra.
Maurizio Mangialardi è un giocatore non privo di capacità. Se vogliamo paragonarlo ad una squadra di calcio diciamo di buona qualità, Mangialarghi meriterebbe un ruolo di mezz’ala, un Meazza dell’epoca: un po’ gioca in attacco e un po’ in difesa. Sa fare numerosi gol?
Numerosi direi di no, ma se sette o otto gol, con la grinta e determinazione che ha dimostrato si verificassero (Turismo, cultura – cultura dell’infanzia, economia, lavoro, sanità regionale, arretramento dell’autostrada e della ferrovia per poter puntare così ad avere la terza corsia dell’A14 anche nel Piceno e l’alta velocità su rotaia, Autostrade del Mare tra le sponde Adriatico-Ionica), sarebbe un ottimo giocatore che con una buona squadra realizzerebbe un eccellente campionato. Questo è Mangialardi. Deve giocare anche in Europa con le altre squadre consone ai progetti marchigiani e soprattutto ai propri che hanno un quadro d’azione estremamente vasto dall’Emilia Romagna al Nord al Sud dall’Abruzzo al Mar Ionio.
È la storia che ci assegna un compito. Mangialardi ne è consapevole? In certi casi parrebbe di sì ma in altri di no. Purtroppo non si vedono sostituti. Del pessimo candidato della destra ho già detto e non ci ritorno su.

Detto ciò, percepiamo come straordinario il tempo che stiamo vivendo, e certo inaspettata e assai seria è la congiuntura che dobbiamo affrontare. Ci siamo chiesti se essa ci troverà domani migliori o peggiori, ma è come se ci guardassimo da fuori, nell’attesa di ciò che saremo. Nel frattempo qualche mutamento è avvenuto, e dovremmo riconoscerlo ed accorgercene, perché se c’è del buono – e ce n’è – avremmo già un principio da cui partire: il sentimento del nostro stare insieme. Nessuno ne esce da solo. L’abbiamo detto tante volte. Bene, ma allora perché non chiedere, ad esempio, ai professionisti marchigiani, che rappresentano un importante bacino di competenze e sapere innovativo, di mettere a disposizione una piccola parte del loro tempo per sostenere e massimizzare lo sforzo del rilancio, per cogarantirne la qualità, per contribuire al raggiungimento di fini comuni? È già accaduto con i protocolli tra ordini professionali e istituzioni territoriali dopo eventi sismici. Ci ha colpito lo slancio di Renzo Piano, che ha regalato il progetto del nuovo ponte di Genova.
Abbiamo chiesto agli insegnanti un impegno straordinario in questi mesi, e hanno risposto, sia pure tra mille difficoltà. Lo abbiamo chiesto a medici e personale sanitario, e li abbiamo visti all’opera. Dunque, c’è filo da tessere. Dovremo fare lo sforzo, però, di abbandonare i nostri antichi e radicati vizi, a cominciare da quello dell’autodenigrazione: cerchiamo di essere migliori di quello che diciamo di noi stessi, e si è visto. Iniettiamo una cospicua dose di fiducia nelle relazioni tra il privato e il pubblico. Dobbiamo costruirlo, senza velleitarismi e ingenuità, ma anche senza paura il nostro futuro.
Chiediamo alle imprese, cui tanto è stato chiesto in questo tempo, di orientare la propria attività verso una nuova responsabilità sociale, perché questo può rendere più facile, e giusto, lo sviluppo delle Marche. Apriamo cantieri, insomma, dove ciò che si costruisce non sia solo una scuola o un ponte, ma il senso della potenza di appartenere ad una comunità che si assume, costituzionalmente appunto, una comune responsabilità.

UNA REGIONE PER BAMBINE, BAMBINI, GIOVANE E GIOVANI

ISTRUZIONI PER L’USO

Il sedicente “vecchietto” Tonino Armata, classicista di formazione, arrogante, antipatico e saccente; ma anche con qualche pregio, non avendo avuto la possibilità di intervenire nei tre giorni della Festa dell’Unità, cerca di dare un piccolo contributo nel descrivere e analizzare la società marchigiana, cercando di capirla e suggerendo di cambiarla, prima che sia troppo tardi (per tutti, ma soprattutto per i bambini e i ragazzi). Sappiamo che la Regione che riceveremo in eredità non sarà perfetta. E allora, ecco i punti della mission: imparzialità (competenze, punti di vista, esperienze); spirito costruttivo (format innovativi) e contenuti semplici per spiegare dinamiche economico-politiche complesse; dai quali, scaturiscono proposte brevi, per cercare soluzioni ad hoc ai problemi regionali, affinché la Regione Marche possa essere una regione per un futuro migliore.

1. REGIONE E CITTÀ A MISURA DI BAMBINE E BAMBINI. Nella regione, nelle città, nei paesi, insomma nei centri abitati da qualche tempo, si moltiplicano i dibattiti e gli studi sul tema della partecipazione dei soggetti sociali alla progettazione e alla pianificazione urbanistica.
L’elemento che caratterizza la ripresa delle metodologie partecipative è quello di non seguire uno schema rigido preordinato o omogeneo, ma di realizzarsi adattandosi alle variegate realtà locali e conformandosi alle particolari esigenze dei soggetti in azione.
Ripensare la città, volerla in un modo diverso, adatta a tutti sino ai minori e agli adolescenti, è necessità urgente. Un futuro del quale i bambini siano simbolo, sfida e garanzia.
Nessuno può rappresentare i bambini senza preoccuparsi di consultarli, di coinvolgerli, di ascoltarli.
Far parlare i bambini non significa chiedere loro di risolvere i problemi creati da noi; significa invece imparare ad ascoltarli, a capirli, a tenere conto delle loro idee e delle loro proposte.
Attraverso questo breve intervento desidero far conoscere l’idea progettuale che vuole trasformare alcune zone piuttosto degradate e abbandonate, in parchi ricreativi destinati soprattutto alle bambine, bambini e ragazzi.
L’intervento di riqualificazione delle aree, dovrà essere possibile grazie ai laboratori svolti con bambine, bambini e adolescenti delle scuole, i quali, propongono di creare parchi ricreativi dove i bambini possano:
incontrarsi;
relazionarsi e comunicare;
sperimentare;
immaginare;
pensare;
sviluppare e consolidare il proprio rapporto con la natura, in una parola CRESCERE. Il tutto, in piena SICUREZZA rispetto alla propria incolumità.

2. DIGITALIZZAZIONE CONTRO LE DISUGUAGLIANZE. Per colmare il gap generazionale nel lavoro, e la disuguaglianza territoriale in termini di accesso alla rete, va incoraggiato un forte processo di digitalizzazione. Per la Pubblica Amministrazione, l’obiettivo è aumentare la gamma di servizi accessibili con il sistema di identità digitale Spid (permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti con un’unica identità digitale – username e password – utilizzabile da computer, tablet, smartphone) e assicurarsi che i cittadini siano assistiti con infrastrutture nella transizione da un sistema largamente offline a uno online. La digitalizzazione della PA lascerebbe spazio a nuovi lavori che necessitano di nuove competenze, che i nativi digitali sono in grado di fornire come nessun altro. Esempio? Le professioni nella sicurezza informatica (cyber security) e di manutenzione sono già tra le più ricercate e retribuite.
3) L’INNOVAZIONE GREEN. L’ambiente è tema chiave per la nostra generazione. Le Marche riparta dalle potenzialità delle fonti energetiche rinnovabili (Fer): alta competitività, grande scalabilità (capacità di un software o un hardware di far fronte a un aumento di domanda o carico di lavoro) e ampia occupabilità. L’obiettivo al 2030 è soddisfare il 30% del fabbisogno energetico con le Fer; al 2018 ne risulta coperto già il 17,8%. Le tecnologie per raggiungere il traguardo Net-Zero Emissions 2050 sono già note, ma solo il 25% di que-ste è sul mercato; arrivare a commerciarle richiede infatti molto tempo. Si pensi a pannelli solari, batterie a litio e LED: sono passati tra i 10 e i 30 anni dai primi prototipi all’immissione sul mercato. Serve dunque un’accelerazione decisiva del restante 75% di soluzioni prototipo, in dimostrazione o diffuse su modesta scala.

4. HUB TERRITORIALI PER IL TURISMO. Promuovere un turismo locale sostenibile è fondamentale nell’era post-Covid. A oggi, alcuni centri convogliano i grandi flussi turistici (overtourism), offuscando il potenziale di mete secondarie. È quindi importante ridurre l’impatto ambientale, sostenere le piccole realtà locali e preservare i beni artistici. Perciò proponiamo di istituire hub territoriali che esaltino le peculiarità regionali, formare gli operatori dell’ospitalità e puntare su una campagna comunicativa coordinata a livello regionale e nazionale.

5. ISTRUZIONE ECONOMICA SUI BANCHI DI SCUOLA. Accanto a quello di educazione civica, propongo di introdurre nelle scuole secondarie un corso per la formazione economico-finanziaria di base. Il buon funzionamento delle istituzioni democratiche dipende anche da un’istruzione pubblica al passo coi tempi: quest’aggiornamento della didattica mette al centro dell’educazione benessere e curiosità degli studenti.

6. PIÙ SCIENZA PER LE DONNE, PIÙ DONNE PER LA SCIENZA. Scienze, tecnologie, ingegneria e matematica (in inglese STEM): sono i percorsi di studio più innovativi che promettono maggiori guadagni e opportunità in ambito lavorativo. La scarsa presenza di donne nei settori STEM contribuisce alle disparità di genere. Le studentesse tendono a scegliere studi umanistici già dalle superiori. Una campagna culturale volta a combattere gli stereotipi di genere nel lavoro passa anche attraverso programmi per l’orientamento universitario e professionale nelle scuole. Come parte di una strategia regionale che promuova uno studio delle scienze all’altezza dei nostri partner europei.

7. SCUOLA-LAVORO: UN RAPPORTO DA RAFFORZARE. L’ingresso nel lavoro è un passaggio cruciale per diplomati e neo-laureati, spesso ostacolati da una mancanza di interazione fra i mondi accademico e professionale. Intensificare l’utilizzo di piattaforme digitali che segnalino posizioni lavorative aperte, promuove-re eventi di networking fra studenti e datori di lavoro e rafforzare programmi di mentoring professionale aiuterebbe a mitigare la fuga di giovani, facilitando la ricerca di occupazione sul territorio.

8. L’UNIVERSITÀ PIÙ ACCESSIBILE. L’Italia si posiziona agli ultimi posti in Europa per numero di laureati e ritorno economico dei titoli di studio: va ampliato il bacino di studenti con accesso a borse di studio integrali (oggi solo chi ha ISEE inferiore ai 13mila euro ne ha diritto), vanno ridotte le tasse universitarie per incentivare le iscrizioni e abbattuti i costi di mantenimento dei fuorisede. Finanziare strutture che ospitino gli studenti permetterebbe di mitigare i costi – elevati nelle città universitari degli affitti. Modello virtuoso quello francese: tasse universitarie basse (circa 200 euro), alto tasso di diplomati (46,2% nel 2018), agevolazioni e rimborsi per gli affitti dei fuorisede.

9. INVESTIRE IN RICERCA (E FUTURO). La Regione Marche porti la spesa per ricerca e sviluppo in linea con la media dei paesi. Aumentare gli studiosi destinatari delle borse di ricerca, dato che, allo stato dell’arte, molti di loro sarà espulso dalle università nei prossimi anni, potrebbe essere il primo passo per fermare l’emorragia.

10. L’IMPORTANZA DEGLI ASILI NIDO. Nelle Marche un bambino su 4 ha accesso al nido, e solo nel 2019 sono stati moltissimi i posti di lavoro persi, per lo più da madri, dopo la nascita di un figlio. Promuovere la natalità è importante, dal momento che da noi il tasso di fecondità è molto basso per donna: dato che rischia d’invecchiare una regione piena di anziani in cui ancora si sceglie tra carriera e famiglia. Diventa allora fondamentale raggiungere la soglia europea d’inserimento (un bimbo su 3) nei nidi. In Francia più della metà dei bambini sotto i 3 anni già frequenta gli asili nido. 10. Occupazione femminile e welfare. Per incentivare

11. OCCUPAZIONE FEMMINILE E WELFARE. Per incentivare l’occupazione femminile e aiutare le piccole e medie imprese (Pmi) si possono potenziare le reti di welfare interaziendale coinvolgendo il settore privato. Una piattaforma online apposita può facilitare l’incontro con le Pmi per sviluppare servizi condivisi per i dipendenti con figli (inclusi doposcuola e centri estivi), per una maggiore conciliazione vita-lavoro. Incentivare l’uso del welfare tramite regolamento aziendale ne rende i costi detraibili dalle tasse per l’impresa.

12. MIGRANTI ED ECONOMIA LEGALE. L’immigrazione è un fenomeno storico ineludibile e un’opportunità di crescita sociale ed economica. Ma occorre che ai nuovi arrivati sia data possibilità di operare nell’economia legale, rendendo più facile l’entrata regolare: per esempio, con l’aumento dei posti disponibili nel sistema di quote e garantendo l’indipendenza dalle attività del sommerso attraverso corsi di formazione culturale, linguistica e professionale. Che prendano spunto da modelli europei affermati, come quello tedesco.

Questo è il quadro. Per quanto mi riguarda spero che la mia visuale abbia qualche efficacia, alla mia età i consigli si danno; i propri me li ha già dati il calendario.

Un grande in bocca al lupo alle candidate, ai candidati. Buon lavoro

Tonino Armata
Uno dei fondatori del Pd San Benedetto Tr.
Presidente On. Ass. Città dei bambini
Componente Osservatorio permanente comunale infanzia e adolescenza

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