Ad Abano Terme la mostra “Seicento/Novecento da Magnasco a Fontana”

Ad Abano Terme la mostra “Seicento/Novecento da Magnasco a Fontana”

Il 16 ottobre apre ad Abano Terme la mostra “Seicento/Novecento da Magnasco a Fontana”

  • Il contributo importante della Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino –

La Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino in collaborazione con il Comune di Abano Terme ha seguito tutte le operazioni preliminari per l’allestimento della mostra “Seicento/Novecento da Magnasco a Fontana dialogo tra collezioni” curata da Virginia Baradel, che sarà inaugurata il prossimo 16 ottobre a Villa Bassi Rathgeb .

L’iniziativa rientra nell’ambito delle esperienze didattiche dei laboratori sulla conservazione delle opere polimateriche seguiti dalla Prof.ssa Mariella Gnani cui hanno partecipato 11 studenti, 7 del IV anno e 4 del V anno. “L’attività si è sviluppata dal 7 al 18 settembre 2020” afferma la professoressa Laura Baratin, Presidente della Scuola. “Per due settimane gli studenti hanno effettuato tutte le operazioni preliminari all’allestimento di una mostra: dal controllo della movimentazione delle opere, alla conservazione preventiva e a piccoli interventi prima della collocazione delle opere nella sede espositiva. L’esposizione riguarda una selezione delle opere della Collezione Merlini, una tra le maggiori raccolte private d’arte specializzate sul Novecento nazionale, unitamente ad alcune opere della collezione Bassi-Rathgeb, con la finalità di sviluppare un dialogo ed un confronto tra le due collezioni nonché con gli spazi di Villa Bassi, consentendo in tal modo l’inserimento di una collezione d’Arte Contemporanea in un contesto che presenta insigni architetture e decorazioni d’epoche passate.

La possibilità di svolgere delle attività, come quelle descritte da l’opportunità agli studenti di misurarsi nella didattica, affrontando un lavoro completo: dalle prime fasi di conoscenza, di analisi, alle scelte di intervento, correttamente seguite dalla docenza fino all’esposizione finale con tutte le problematiche connesse.

La migliore dimostrazione di questo processo attuato è data dai risultati visibili e dalla consapevolezza, attraverso queste esperienze, che anche nella formazione si possono raggiungere risultati eccellenti in “un concerto” di professionalità diverse rispettando la missione che ogni istituzione deve possedere. Per l’Università queste iniziative sono un mezzo per salvaguardare la competenza scientifica e professionale in un ambito così particolare – sottolinea la professoressa Baratin – per incrementare processi di valutazione della qualità della ricerca e della didattica, per promuovere e incentivare formule innovative per la conservazione e gestione del patrimonio culturale, attraverso il sostegno all’imprenditoria giovanile, che mettano pienamente a frutto anche le risorse del nostro territorio in una operazione condivisa e di crescita sociale”.

 

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