Coronavirus, lacrime di coccodrillo e comode amnesie

Coronavirus, lacrime di coccodrillo e comode amnesie

San Benedetto del Tronto, 2020-11-17 – Riceviamo e pubblichiamo

 

“Si sono levati ieri gli alti lamenti, affidati alla stampa, di politici e sindacalisti (ascolani o loro amici della riviera) per il triste destino del Mazzoni, che si sta riempiendo di pazienti infetti a causa dei cattivi sambenedettesi che farebbero ostruzionismo. La doglianza più ricorrente: se nella prima fase dell’emergenza è andato tutto bene al Mazzoni, è accaduto perché è stato eseguito a dovere il piano previsto.

Agli smemorati di comodo ricordiamo che il 9 marzo l’amministrazione PD aveva elaborato “il piano per il governo delle attività di ricovero” poi confluito nella DGR n. 523 del 5.5.2020, contenente il “Piano di riorganizzazione delle Attività di Ricovero ed Ambulatoriali presso le strutture ospedaliere Pubbliche o private accreditate del Sistema Sanitario Regionale”. Il piano prevedeva chiaramente che i nuovi casi di Covid positivi fossero inviati prioritariamente in ben precise strutture, una delle quali è l’ex reparto di malattie infettive di Ascoli, “area di degenza semintensiva con 15 posti letto”, che doveva essere pronto, a detta del dott. Milani, già dal 16 marzo, grazie anche ai respiratori donati da privati imprenditori. Reparto mai aperto, con le scuse più pretestuose. Questa è stata la vera, prima differenza: la mancata applicazione di quanto deciso e deliberato dalla Giunta PD, da parte della dirigenza ascolana, che nell’AV5 salvava Ascoli, caricando l’impegno del Covid solo sulle spalle del Madonna del Soccorso. Una applicazione assai opinabile del famoso piano!

Gli stessi smemorati dimenticano che il Comitato propose, il 26 giugno, di trasferire “Malattie Infettive” al Madonna del Soccorso, se si voleva che Ascoli continuasse ad essere, anche per il futuro, ospedale completamente no-Covid, ma la richiesta è stata ignorata, i reparti (non i malati!) non si mollano. Però ora piangono, dimenticando anche quello che il 20 ottobre il sindaco Fioravanti dichiarò, con toni trionfalistici: “Ho sempre reputato fondamentale mantenere distinti i plessi ospedalieri in cui sono in cura pazienti risultati positivi al Covid-19 da quelli in cui si trovano soggetti non positivi al Covid-19… Al termine dell’emergenza, come assicurato dalla Direzione, l’ospedale Mazzoni tornerà ad avere in maniera stabile e duratura un reparto destinato alle Malattie Infettive”. E il giorno precedente: “Ho chiesto all’Area Vasta di mantenere separati gli spazi per i pazienti positivi dagli altri reparti…perché tra l’altro Malattie Infettive è un reparto che dobbiamo riattivare ad Ascoli”. “Dobbiamo”. Nessuno di voi, affranti del giorno dopo, ha pensato agli effetti collaterali: l’importante era non concedere nulla all’ospedale costiero. E l’Area Vasta (poiché questo non è competenza della Regione), è forse riuscita a mantenere separati gli spazi per i pazienti positivi dagli altri reparti? Dai lamenti e dai singhiozzi sembra proprio di no.

La seconda, vera differenza, è stata questa: nella prima fase siamo stati colti di sorpresa, con lo sgombero nottetempo del Madonna del Soccorso, mentre adesso, conoscendo il modus operandi vigente, abbiamo preteso l’applicazione di quanto previsto dai piani sanitari scritti dal PD. Sono stati pressati a riaprire le malattie infettive e a ricoverare i malati Covid, perché la nuova Giunta ha applicato quello che era stato deciso dalla precedente. Ricordate inoltre che nel piano è chiaramente indicato il reparto di malattie infettive che, ripetiamo, si è tentato di non aprire neppure questa volta. Oggi né Ceriscioli né la Casini hanno potuto ‘salvare’ il Mazzoni dal disastro che la loro miope politica ha prodotto, rifiutando l’equilibrata proposta del Comitato, che avrebbe preservato il Mazzoni rinforzando, allo stesso tempo, il Madonna del Soccorso. È proprio il caso di dire: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. E anche: quando finalmente i soggetti che hanno creato tanto danno ed attuato tali iniquità saranno rimossi, sarà comunque e sempre troppo tardi.”

17/11/20
Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

 

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