Il No all’Ospedale Unico? Una vittoria pirrica

Il No all’Ospedale Unico? Una vittoria pirrica

San Benedetto del Tronto, 2020-11-13 – Riceviamo e pubblichiamo

 

 

“OSPEDALE UNICO DEL PICENO

Quando la propaganda, la demagogia e il populismo, va contro ogni logica clinica, scientifica ed organizzativa, e (cosa ancora più grave) danneggia i cittadini di tutto il piceno.

La nuova giunta regionale ha annullato la delibera che istituiva il nuovo ospedale del piceno pertanto questa struttura non si realizzerà, gli esponenti politici del piceno hanno annunciato la notizia come una vittoria dei cittadini. Nulla di più falso.

E’ ovvio che questa decisione va nella direzione auspicata dal Sindaco di Ascoli e ribadita dallo stesso qualche giorno fa sulla stampa. L’ospedale di Ascoli deve essere la struttura di riferimento di tutto il territorio (quindi di primo livello) eventualmente rafforzato, il resto si vedrà.

Stupisce il silenzio di chi (comitato ed altri) a San Benedetto sostiene ed ha sostenuto che la soluzione sarebbe quella di un Ospedale di primo livello sulla costa, e uno di base ad Ascoli, nessuna risposta al Sindaco di Ascoli?

Stranamente è stata annullata solo la delibera del’AV5, i percorsi degli altri nuovi ospedali della regione sono rimasti tutti inalterati.

E’ inutile ribadire che le patologie da trattare in ambito ospedaliero, necessitano di un approccio multidisciplinare, multi professionale e multi tecnologico, che può essere garantito solo concentrando specialità, professionalità e tecnologie in un unico presidio.

Attualmente si assiste al pendolarismo giornaliero di pazienti (anche in condizioni gravi) che vengono spostati da un ospedale all’altro per indagini diagnostiche o procedure terapeutiche specialistiche che non potranno mai essere presenti in entrambi i presidi, con grave rischio per i pazienti, spreco di risorse economiche e soprattutto di personale sanitario altamente qualificato.

Senza il nuovo ospedale questo problema persisterà e si aggraverà nel tempo inevitabilmente

In questi mesi di campagna elettorale abbiamo assistito a dichiarazioni degni della peggiore propaganda. Purtroppo sfruttando un tema sensibile come la sanità quindi la salute di tutti noi cittadini.

Naturalmente il dibattito si è concentrato sul nuovo ospedale e sulla permanenza o meno degli attuali presidi.

E’ necessario ribadire che nessuno dei sostenitori del nuovo ospedale ha mai parlato della chiusura degli attuali presidi. Questi avranno una funzione territoriale di primaria importanza che per brevità non possiamo affrontare in questo documento.

Le proposta che più si è propagandata (ovviamente per acquisire consenso) è quella del mantenimento dei due ospedali eventualmente facendone uno nuovo sulla costa.

Nessuno ha detto che caratteristiche dovranno avere i due ospedali e cosa dovranno contenere. Le dichiarazioni più frequenti sono: dovranno essere entrambi potenziati senza dire cosa vuol dire “potenziati”.

Ora per evitare che i cittadini vengano presi in giro una riflessione e doverosa.

Attualmente abbiamo due ospedali di cui uno (Mazzoni di Ascoli) con un numero elevato di specialistiche e servizi in più rispetto al Madonna del Soccorso di San Benedetto.

Proviamo ad elencare le unità Operative e/o i Sevizi presenti ad Ascoli e non a San Benedetto:

Unità Operative: Cardiologia con emodinamica, Urologia, Pneumologia, Nefrologia, Ematologia, Neonatologia

Servizi: Anatomia patologica, Medicina Nucleare, PET, Radioterapia, Radiologia Interventistica con medicina Vascolare (di recente istituzione).

Sevizi presenti a San Benedetto e non ad Ascoli: Neurologia, Endoscopia digestiva, Psichiatria

L’ospedale di Ascoli allo stato attuale ha un numero di specialità superiore ad un ospedale di primo livello, e secondo alcuni andrebbe potenziato.

Chi ritiene che l’ospedale di San Benedetto debba essere di primo livello per il proprio bacino di utenza superiore a quello di Ascoli (vero), pensa che quantomeno dovrà avere i reparti e servizi presenti ad Ascoli.

Pertanto all’ospedale di San Benedetto (attuale o eventuale nuovo presidio) dovrebbero essere aggiunte tutte quelle specialità e sevizi che ho elencato sopra. Ovviamente senza sottrarle ad Ascoli che comunque dovrebbe essere potenziato.

Questo scenario non solo non è possibile ma non è nemmeno auspicabile perché i cittadini avrebbero dei pessimi servizi anche per mancanza di utenza. Pertanto si tratta di solo propaganda che nasconde altri scopi.

E’ ovvio che in assenza di un nuova struttura, l’Ospedale unico sarà il Mazzoni di Ascoli. Il processo avrà tempi più lunghi fino a quando si capirà che è la soluzione migliore, più giusta e comunque l’unica possibile. A chi propaganda la permanenza di due ospedali, i cittadini dovrebbero porre le seguenti domande:

Perché se vai al P.S. di San Benedetto con un problema urologico, un sospetto infarto, ti mettono in ambulanza e ti portano ad Ascoli.

Perché se sei ricoverato a San Benedetto ed hai bisogno di una broncoscopia ti mettono in ambulanza e ti portano ad Ascoli, lo stesso se devi fare una PET, lo stesso se devi fare una ERCP (questa volta a Fermo) se devi essere operata alla mammella il giorno prima ti portano ad Ascoli a fare il linfonodo sentinella, altre cose in Ancona e potrei continuare.

Viceversa i cittadini di Ascoli devono chiedere: perché se vai al P.S. con un’emorragia gastrica la notte vieni messi in ambulanza e portato a San Benedetto per un’endoscopia d’urgenza. Perché se hai un problema neurologico acuto vieni messo in ambulanza e portato a San Benedetto e magari nei giorni successivi riportato ad Ascoli per eventuali indagini che non possono essere eseguite a San Benedetto e potrei continuare.

Senza la realizzazione del nuovo ospedale, queste criticità rimarranno e si aggraveranno nel tempo fino a diventare insostenibili dal punto di vista clinico.

Quando la situazione diventerà palesemente insostenibile si procederà al progressivo spostamento delle attività più importanti in un unico plesso (ad esempio la chirurgia). Naturalmente l’unico plesso in grado di accogliere altri servizi è quello di Ascoli.

Forse il cittadino paziente che sia della riviera o dell’entroterra non sarebbe più sicuro in una nuova struttura dotata di tutti questi servizi senza dover fare il pendolare?

Siamo sicuri che il problema del paziente sia quello della collocazione (10 Km in più o in meno) piuttosto che la qualità e sicurezza delle cure?

Inoltre siamo sicuri che professionisti preparati vogliono venire a lavorare nei nostri ospedali non avendo la certezza di poter operare con quella multidisciplinarità e non avendo a disposizione quei servizi di cui abbiamo parlato?

A questi quesiti dovrebbero rispondere gli attuali amministratori del nostro territorio.

Tuttavia se è comprensibile l’entusiasmo degli eletti Ascolani del centro destra che hanno visto premiata la loro propaganda (anche se questa scelta danneggerà i propri cittadini), è del tutto incomprensibile il silenzio dei Sindaci della riviera ed in particolare l’accondiscendenza del Sindaco di San Benedetto del Tronto, sapendo che questa citta ha tutto da perdere e verrebbe comunque penalizzata.

La posizione del gruppo sanità e nota da tempo, tuttavia a San Benedetto negli ultimi due anni si è sostenuta la soluzione secondo cui la legge Balduzzi consentirebbe la realizzazione di un ospedale di primo livello sulla costa, e la permanenza del Mazzoni come ospedale di base. Questa soluzione è stata sostenuta dal consigliere comunale De Vecchis, fatta propria dal Sindaco Piunti e dal comitato presieduto dal Dott. Baiocchi.

Chiediamo pertanto al Sindaco, al consigliere De Vecchis e al Comitato, di portare questa soluzione all’attenzione del Consiglio Regionale attraverso il consigliere neoeletto Assenti e farla votare al consiglio stesso.

Quale migliore occasione nel momento in cui l’amministrazione Regionale e le amministrazioni dei due comuni principali del Piceno hanno lo stesso colore politico?

Se ciò non dovesse avvenire, sarebbe la prova che si è fatto solo propaganda sulla pelle dei cittadini sanbenedettesi.”

11/11/20 Gruppo Sanità

Mario Neroni

 

“Lo faremo al momento giusto, passata l’emergenza. Per ora siamo lieti che Pagliare sia definitivamente defunta. I tempi e i modi della nostra azione li decidiamo noi, e questo, grazie anche alle gravi inadempienze dei precedenti amministratori regionali, non è sicuramente il momento Di coccio questi sedicenti esperti, liberi obiettivi, competenti e pure sbruffoni con le loro supercazzole. SE VOLETE DETTARE TEMPI E MODI PER FARE POLITICA CANDIDATEVI!”
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