Pier Giorgio Giorgi sui Congressi locali del Pd

Pier Giorgio Giorgi sui Congressi locali del Pd

Nota stampa di Pier Giorgio Giorgi sui Congressi dell’Unione comunale e del Circolo Nord del PD di San Benedetto del Tronto

“Mi trovo in questi giorni a combattere mio malgrado una battaglia per la democrazia e la partecipazione all’interno del mio partito, una battaglia che mai avrei pensato di dover affrontare nel Partito Democratico. L’ho combattuta prima nella segreteria provinciale poi nell’Assemblea degli iscritti ed infine rivolgendomi alle Commissioni di Garanzia provinciale e regionale. Il regolamento del Congresso cittadino e di quello del Circolo Nord predisposti e approvati, con il mio voto contrario, dalla segreteria provinciale il 12 ottobre prevedevano, infatti, il diritto di voto solo per i vecchi iscritti e per i nuovi che avessero sottoscritto la tessera entro il 1^ ottobre 2020 impedendo quindi la partecipazione al voto di quei militanti che avevano espresso la loro volontà di entrare nel PD durante l’ultima campagna elettorale e non tenendo conto dell’ultimo Regolamento Quadro Nazionale per i congressi.

A seguito del mio esposto alla Commissione provinciale di Garanzia, la Commissione elettorale aveva riaperto in extremis i termini concedendo appena trenta ore per perfezionare le iscrizioni e presentare le candidature. Addirittura i moduli per le candidature, che prevedono la raccolta di firme a sostegno delle stesse, sono stati resi disponibili soltanto due ore prima della scadenza dei termini. Ritenendo questi termini del tutto insufficienti ed inadeguati mi sono rivolto alla Commissione regionale di garanzia chiedendo di allargare ulteriormente le scadenze per il tesseramento e le candidature e di posticipare anche la data del Congresso in maniera da consentire un dibattito congressuale ricco nelle proposte politiche, partecipato e senza alcuna preclusione. Alla vigilia della celebrazione dei Congressi la Commissione di Garanzia regionale, pur ritenendo legittimo il Regolamento congressuale in quanto non contraddice quello regionale del 2018, che però non ha ancora recepito il Regolamento quadro nazionale del 2020, ha accolto la mia richiesta invitando la Commissione Congresso, “attesa la ristrettezza dei termini disponibili per procedere materialmente alle nuove iscrizioni al Partito ed alla presentazione delle candidature, a differire/riaprire i termini e, di conseguenza a differire la data di celebrazione dei Congressi in modo da estendere quanto più possibile la platea dei partecipanti e dei candidati”.

Tale invito non é stato accolto dal Segretario provinciale Matteo Terrani e oggi si stanno svolgendo per via telematica le votazioni per il rinnovo delle segreterie cittadina e del Circolo Nord alle quali non partecipano per protesta alcuni iscritti al Partito e naturalmente gli esclusi.

Da tutta la vicenda si evince una volontà ostinata di escludere prima e di ostacolare poi, la partecipazione al Congresso di eventuali nuovi iscritti. Tale volontà contraddice in maniera palese le dichiarazioni programmatiche dell’unico candidato alla Segreteria comunale, Claudio Benigni, il quale dichiara di aver “sofferto negli ultimi anni nel vedere un partito autoreferenziale, litigioso e avvitato su se stesso” […] Anche qui a San Benedetto – prosegue Benigni – c’è bisogno di ripartire con uno spirito nuovo dimenticando le divisioni del passato per far tornare il PD al governo della città. […] C’è bisogno di riconoscere gli errori che tutti noi abbiamo fatto e di mettere una pietra sopra al passato. Abbiamo bisogno di tutti.” Non credo che tali nobili propositi si possano realizzare sbattendo la porta in faccia a chi ha chiesto di rientrare o concedendogli una presenza marginale e del tutto irrilevante negli organismi del PD locale. Tutto ciò alla vigilia delle elezioni amministrative del prossimo anno, in vista delle quali sarebbe necessario e doveroso lavorare per ricomporre le fratture interne e per costruire una coalizione di forze e di persone che si riconoscano nella tradizione del riformismo europeo, mobilitando con un progetto inclusivo, forte e partecipato, le migliori energie presenti nella nostra città.

Purtroppo la dirigenza del Partito Democratico sta perdendo oggi questa occasione unica ostinandosi in un atteggiamento di chiusura che di democratico non ha nulla e chiedendo ancora una volta ai propri iscritti di ratificare decisioni prese nelle segrete stanze. È a loro che mi rivolgo affinché appoggino questa mia battaglia perché siano affidate alla loro partecipazione le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne e la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali, come previsto dall’art. 1 dello Statuto del nostro partito.”

Pier Giorgio Giorgi

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