Silenzio colpevole sulle carceri

Silenzio colpevole sulle carceri

2020-11-28 – Riceviamo e pubblichiamo

 

<<Nelle carceri italiane crescono i contagi tra detenuti e personale,  ciò è normale conseguenza di una situazione carceraria anormale e fuorilegge. Lungi dal prendere provvedimenti urgenti per sanare la situazione, le istituzioni tacciono, nonostante la protesta non violenta di centinaia di detenuti e personalità che sull’esempio radicale di Rita Bernardini mettono il loro corpo a testimonianza della difesa della salute pubblica e dei diritti fondamentali della persona.  Chi in Italia accetta l’investitura di ministro di grazia e giustizia dovrebbe sapere da subito che il suo ruolo istituzionale avrà a che fare con il tentativo di soluzione di questioni incancrenite riguardanti sia il sistema carcerario sia il sistema giudiziario, che poi sono talmente connessi da essere un unico grande problema da risolvere. Chi non sa dare nemmeno una minima risposta all’illegalità carceraria, ora amplificata dal contagio, chi non sa eseguire nemmeno un tentativo di soluzione, chi si è dimostrato fin da subito inadeguato al suo compito ministeriale dovrebbe avere almeno il buon senso di dimettersi, se prima non ha avuto il buon senso di non accettare l’incarico. In uno Stato di diritto normale, ci si aspetterebbe che chi è inadeguato lasci il suo ruolo a favore di chi saprebbe cosa fare. Si da il caso che proprio Rita Bernardini sia, per dedizione personale e politica, una delle personalità che meglio conoscono la situazione carceraria e saprebbe da subito (da subito!) cosa fare per provvedere, per porre rimedio a una situazione sempre più preoccupante. Quindi, via chi è inadeguato! e spazio e potere a chi è culturalmente preparato da decenni di frequentazione scientifica del problema. Invece il silenzio colpevole del ministro persiste, e anche quello del sedicente avvocato del popolo che presiede il consiglio dei ministri. Il primo magistrato d’Italia, il Presidente della Repubblica ha provato a far sentire la sua voce, ma in modo troppo flebile, ci vorrebbe un presidente con la pipa o con un megafono, o più semplicemente ci vorrebbe un Presidente. Questo silenzio, questa inadeguatezza istituzionale e istituzionalizzata,  è colpevole di uno dei peccati più deprecabili, quello dell’omissione. E nel caso del carcere l’omissione è doppiamente colpevole perché diventa reato contro persone in pena. Che stanno facendo i magistrati di sorveglianza? E gli altri magistrati zelanti nell’assegnare pene, quanti  di essi tengono la coscienza di seguire che la loro assegnata pena non si trasformi in tortura? E’ necessario e urgente che qualcuno dia almeno risposte minime in grado di produrre un principio di azione sulla contingenza. La questione base è che il sistema-carcere va superato al più presto, è un sistema totalmente inadeguato, sentito come tale da politici, poeti, filosofi, antropologhi. Altiero Spinelli molti decenni fa scriveva a Calamandrei: ”Più penso al problema del carcere e più penso che non c’è che una riforma da effettuare: l’abolizione del carcere penale”.>>

Maurizio Boldrini

Repubblicani Radicali

 

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