No a ri-trasformare il Madonna del Soccorso ad Ospedale Covid

No a ri-trasformare il Madonna del Soccorso ad Ospedale Covid

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo

“-NO ALLA RI TRASFORMAZIONE AD OSPEDALE COVID DEL MADONNA DEL SOCCORSO

-MAGGIORE ATTENZIONE AL PRONTO SOCCORSO: RIBADIAMO LA NETTA DIVISIONE DEI PERCORSI E DEL PERSONALE DEL 118. 

UGL INASCOLTATA 

Benito Rossi

L’Ugl sanità Provinciale esprime parere negativo alla eventuale soluzione di ri trasformare il Madonna del soccorso ad ospedale covid. Il Madonna del Soccorso ha già messo a disposizione, e non era un obbligo scontato, la geriatria, medicina generale e medicina d’urgenza per pazienti covid.

Rispetto la prima ondata di febbraio tutti dovrebbero aver capito che anche la gestione dei pazienti no covid deve avere pari dignità e per questo ci saremmo aspettati, nel periodo estivo, una diversa strutturazione della logistica, visto l’annuncio pandemico di questi giorni. 

Nella prima fase “il momento peggiore lo vissero anche i pazienti no covid perché mentre San Benedetto era blindata, il Mazzoni viveva problemi di ricezione, tanto che di fretta e furia fu necessario riaprire a pieno ritmo il pronto soccorso di San Benedetto, ed a seguire, anche gli altri reparti”.

Le soluzioni per accogliere i pazienti covid a bassa intensità assistenziale vanno individuate al di fuori della centralità ospedaliera in strutture adeguate e parallelamente progettando una nuova visione di gestione domiciliare dei pazienti covid e no covid, attraverso delle vere e proprie unità mobili capaci di eseguire a domicilio esami diagnostici, biologici e tecnici. 

È chiaro che chi ha sostenuto il vecchio PEIMAF, anche oggi lo continua a sostenere per altre logiche, nonostante sia inadeguato rispetto le esperienze vissute sino ad oggi. 

Riguardo il pronto soccorso di san benedetto l’ugl si pone a difesa di tutto il personale. Siamo stati inascoltati, perché già a maggio 2020 avevamo rappresentato in regione le criticità, la prima riguarda la netta divisione dei percorsi pensando ad una logistica orizzontale oppure utilizzando il vecchio pronto soccorso quest’ultimo adiacente all’ex pediatria. Invece no, una dirigenza sorda ha spinto medici ed infermieri a trovare tutela legale a difesa di pazienti e se stessi.

Trascorsi sette mesi dall’inizio pandemico, l’organizzazione oggi non può essere improvvisata e la trasformazione a covid del Madonna del soccorso rappresenta solo una visione miope e da tifo da stadio. La gestire al meglio dei percorsi e delle protezioni individuali deve essere supportata da ubicazioni strutturali diligentemente individuate.

Il principio della prevenzione rappresenta un atto di precauzione che non può essere spazzato dall’arroganza o dalla cecità. 

La separazione netta di due pronto soccorsi, covid e no covid, con annessa sala per gestire i sospetti covid rappresenta la via maestra.”

Ugl sanità Provinciale 

Benito Rossi 

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