Vaccini Covid. Moratti indigna, ma anche Speranza non è da meno

Vaccini Covid. Moratti indigna, ma anche Speranza non è da meno

Firenze, 19 gennaio 2021. Tutti indignati contro Letizia Moratti per aver affermato l’indicibile: vaccinare prima gli italiani ricchi. Parte il (meritato) rito dell’indignazione collettiva: che schifo, vergogna, si dimetta!Il Ministro della Salute Roberto Speranza risponde: “Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono”. Applausi, bravo, bis!

Eppure il ministro sa bene che l’Italia sta orgogliosamente partecipando all’accaparramento di vaccini e sta così privando i Paesi più poveri delle dosi necessarie per vaccinare le fasce più vulnerabili come anziani e sanitari.

Come ha spiegato bene Tedros Adhanom (direttore generale OMS): “Non è giusto che i giovani adulti e sani nei paesi ricchi vengano vaccinati prima degli operatori sanitari e degli anziani nei paesi più poveri”.

Quest’anno i vaccini non bastano per tutti, lo sanno anche i sassi. Quindi abbiamo di fronte due scelte:
1. possiamo distribuire dosi equamente a tutte le fasce vulnerabili nel mondo, “indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono” (copyright Speranza), e solo dopo iniziare a vaccinare le fasce meno a rischio come i giovani; oppure
2. noi “ricchi” ci accaparriamo gran parte delle dosi disponibili per vaccinarci tutti e subito, in barba agli anziani e sanitari nei paesi più poveri.

L’Italia, guidata da un Governo di cui Speranza è Ministro della salute, ha scelto la seconda opzione. Detto altrimenti, l’Italia di Speranza si comporta nei confronti del Mondo esattamente come il ricco Nord Italia di Moratti vorrebbe comportarsi nei confronti dell’Italia più povera. Scelta legittima, indubbiamente immorale, forse inevitabile. Ma diciamoci le cose come ancora oggi stanno: tutti hanno diritto al vaccino in base alla ricchezza del territorio in cui vivono.

Pietro Moretti, vicepresidente Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it

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