dalla Regione Marche

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Ciclabili Cesano, Ete Vivo e Tesino: la Regione Marche anticipa ai Comuni capofila 420 mila euro per la realizzazione delle ciclovie turistiche. Latini: “Investiamo sulla sostenibilità”. Baldelli: “Mare ed entroterra sempre più uniti”

“Un deciso balzo in avanti verso la realizzazione di altre tre importanti infrastrutture turistiche ciclabili marchigiane”. È quanto affermano gli assessori allo Sport Giorgia Latini e alle Infrastrutture Francesco Baldelli, commentando l’erogazione di 420 mila euro della Regione ai Comuni capofila di Mondolfo, Fermo e Grottammare. Serviranno per progettare e realizzare le ciclovie del Cesano, Ete Vivo e Tesino. Dopo l’assegnazione delle risorse alle ciclabili del Musone e del Potenza, avvenuta nelle settimane scorse, la rete infrastrutturale delle Marche prende sempre più corpo e forma nella sua interezza. “L’obiettivo è quello di dotare le Marche di un’infrastruttura dolce a servizio delle comunità locali, per decongestionare il traffico e migliorare la qualità ambientale, e come valore aggiunto dell’offerta turistica regionale – afferma Latini – Già molti comuni hanno investito sulle piste ciclabili a livello locale. Ora il tutto verrò messo a sistema, collegando i tratti già realizzati e prevedendone dei nuovi, per fare delle Marche una realtà veramente a misura delle due ruote”. Il progetto della ‘rete ciclabile regionale’ prevede “un asse costiero nord-sud rappresentato dalla Ciclovia Adriatica che si interconnette con le direttrici trasversali est-ovest disposte lungo le principali vallate fluviali – spiega l’assessore Baldelli – La Regione Marche, infatti, sta lavorando per ‘ridurre le distanze’ tra nord e sud della regione e tra mare ed entroterra sia promuovendo la conclusione di strade fondamentali attraverso proficui incontri con il Mit, l’Anas e Società Autostrade, sia accelerando l’iter per la realizzazione di ciclabili strategiche quali quelle del Cesano, di Ete Vivo e del Tesino. Nessun mezzo di trasporto sarà lasciato indietro”. Gli anticipi liquidati, 420mila euro, sono pari al 30 per cento dei 1,4 milioni di contributi regionali per la realizzazione delle tre ciclovie turistiche. Il sostegno regionale prevede 800 mila euro per la ciclovia del Cesano (anticipo di 240 mila euro), 300 mila per ciascuna delle due ciclovie dell’Ete Vivo e Tesino (anticipo di 90 mila euro ciascuna). Gli interventi saranno attuati direttamente dai Comuni capofila, sia per quanto riguarda la progettazione che la realizzazione dei lavori, che dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2021. La ciclovia del Cesano partirà da Marotta, per attraversare, lungo la vallata, i comuni di Mondolfo, Trecastelli, Corinaldo, San Lorenzo in Campo, Pergola, Serra Sant’Abbondio, Frontone. Per la ciclovia del Tesino è prevista la realizzazione di un primo stralcio, nel tratto che parte da Grottammare per attraversare nove comuni: Ripatransone, Offida, Cossignano, Montalto delle Marche, Castignano, Montedinove, Rotella, Force, per un totale di trentasei chilometri. Anche per la ciclovia dell’Ete Vivo è prevista la realizzazione di un primo stralcio, ricadente interamente nei comuni di Fermo e Porto San Giorgio.

 

AREA DI CRISI DEL DISTRETTO PELLI-CALZATURE FERMANO MACERATESE, PER ESUBERO DI DOMANDE CHIUSO IL BANDO PER LA CREAZIONE DI IMPRESA

Castelli e Aguzzi: “Ottimo segnale di dinamismo imprenditoriale”

 

E’ stato chiuso il bando per la creazione di impresa nell’area di crisi industriale complessa fermano maceratese per aver superato, con le domande presentate, il limite della dotazione finanziaria disponibile. La misura, inclusa nell’Accordo di programma sottoscritto lo scorso luglio, ha dato buoni esiti, con 211 domande pervenute per un ammontare di contributo pari a 3.614.500 euro: “Sono segnali di dinamismo e vivacità imprenditoriale provenienti dall’area di crisi del distretto pelli-calzature fermano maceratese che testimoniano il desiderio di intraprendere percorsi di autoimprenditorialità” commentano gli assessori alle Aree di crisi complessa Guido Castelli e al Lavoro Stefano Aguzzi.

Si tratta dell’Avviso del Fondo Sociale Europeo per il sostegno alla creazione di impresa da parte dei disoccupati residenti in uno dei 42 Comuni eleggibili dell’area di crisi appartenenti alla categoria giovani, tra i 18 e i 25 anni, over 50 e disoccupati da oltre 6 mesi.

È una misura di politica attiva del lavoro che fino ad oggi ha riscosso notevole successo: l’agevolazione consiste in un importo forfettario, sotto forma di contributo a fondo perduto, pari a 15.000 euro che il beneficiario riceve una volta costituita l’impresa e aperta la partita Iva. Alla fine del progetto, l’azienda può ricevere un supplemento di contributo per un massimo di 20.000 euro, nel caso abbia effettuato ulteriori assunzioni a tempo determinato e indeterminato.

La procedura prevede che le persone  disoccupate presentino progetti per l’avvio di  nuove realtà produttive o di servizi, da costituire dopo l’inoltro della domanda alla Regione, sulla base di finestre mensili di apertura. E’ ammessa la costituzione di imprese in tutti i settori economici, fatta eccezione per l’agricoltura. Per l’area di crisi fermano maceratese, con la quinta finestra, che si è chiusa alla fine di febbraio, risultano pervenute 211 domande che si trovano allo stato attuale in diverse fasi dell’iter procedimentale:  123 sono state già ammesse a finanziamento, mentre le altre si trovano nella fase istruttoria e di valutazione.

“I settori economici più rappresentati sono stati il commercio, le attività ricettive e i servizi alle imprese – spiega Castelli – e la partecipazione diffusa, nonostante le criticità già preesistenti all’emergenza Covid, dimostra la volontà di ripartire, di rivitalizzare il territorio, anche diversificandone la vocazione imprenditoriale rispetto al comparto di specializzazione prevalente dell’area, ovvero le pelli-calzature. Considerato che la dotazione finanziaria del Bando era pari a 3 milioni, abbiamo ritenuto opportuno non dare seguito all’apertura della sesta per non creare aspettative che poi potrebbero essere disattese. Nel caso in cui le domande pervenute maturassero economie a seguito di rinunce, oppure le domande pervenute nella 4 e 5 finestra non fossero tutte ammissibili a finanziamento dopo la fase di valutazione, la Regione si riserva di riaprire la procedura”.

“Nonostante il periodo di crisi, aggravato dalla pandemia – conclude l’assessore Aguzzi – questo risultato è una bella testimonianza del vivace spirito imprenditoriale dei giovani disoccupati del territorio  che vogliono intraprendere il percorso di creazione di impresa. Vanno sostenuti in ogni modo. Così la Regione si fa parte attiva e crea le condizioni per rilanciare il tessuto produttivo dell’area incentivando il lavoro autonomo con le politiche attive finanziate dal Fondo sociale europeo”.

 

 

04/03/2021
BONIFICA DALL’AMIANTO NELLE STRUTTURE OSPEDALIERE DELL’AREA VASTA 3. Baldelli: “Con concretezza abbiamo affrontato l’annoso problema dell’amianto nelle strutture sanitarie per garantire il diritto alla salute”

Prosegue l’opera di bonifica per la rimozione e smaltimento dell’amianto presente nelle strutture ospedaliere della regione nell’Area vasta 3. Lo comunica l’assessore ai Lavori pubblici e all’Edilizia ospedaliera Francesco Baldelli che ribadisce la volontà di garantire il diritto alla salute “che equivale ad avere servizi primari diffusi nel territorio e strutture sicure. In quest’ottica, la necessità di rimuovere l’amianto nelle strutture ospedaliere non ancora bonificate che attendevano da anni questi indispensabili interventi”. A tal fine sono stati selezionati per interventi di bonifica dal rischio amianto gli ospedali di Macerata, Matelica e Civitanova Marche. Nello specifico, nella struttura di Macerata si provvederà alla rimozione della pavimentazione in vinil amianto nel reparto di Chirurgia, a Civitanova Marche alla rimozione delle canne fumarie e della pavimentazione negli spazi che ospitano studi medici e direzione sanitaria, a Matelica alla rimozione delle tubature nel sottotetto. La spesa complessiva ammonta a circa 482mila euro che è esattamente la somma degli importi richiesti dalle aziende sanitarie, quindi vi è da parte della Regione una copertura economica totale. L’intervento rientra nel Piano complessivo di bonifica dell’amianto attivato per 21 ospedali della regione e soddisfa pienamente le necessità rappresentate dall’Area Vasta n. 3. “Massimo impegno per la messa in sicurezza dei nostri nosocomi quale risposta concreta di questa amministrazione a un annoso problema che affrontiamo in maniera strutturale” ha aggiunto l’assessore Baldelli che spiega: “Gli interventi di finanziamento sul territorio sono stati subordinati a precise priorità e criteri che hanno preso in considerazione strutture sanitarie e ospedaliere che prevedono la degenza h24 dell’utenza. Tutte le richieste pervenute per questo tipo di strutture sono state finanziate”.

 

 

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