Solo il tempo è nostro e perder tempo per negligenza è morire ogni giorno

Solo il tempo è nostro e perder tempo per negligenza è morire ogni giorno

QUANDO SI ARRIVA AD UN PEZZO DEL VIAGGIO

 

Caro direttore

Con oggi sono passati 82 lustri. Molti dei quali mi hanno segnato e ho dovuto combattere con problemi alti e bassi di salute. Questo carattere combattivo mi ha permesso di analizzare la crisi della politica, del lavoro attraverso il quale nascono le nuove disuguaglianze che diventano esclusioni, e crescono le fragilità del welfare. È qui che si paga il costo della nuova emarginazione, e si gioca concretamente la partita dell’emancipazione possibile: vecchia o nuova. Ma, soprattutto mi ha permesso di interessarmi con continuità del problema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

Detto ciò, desidero accompagnare oggi giorno del mio compleanno con la lettera di Seneca a Lucilio:

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.

Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore. Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.

Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire

Ora alcuni lettori del tuo interessante giornale online si chiedono: che cosa ha spinto Tonino Armata a pubblicare la lettera di Seneca a Lucilio per il compleanno degli 82 anni?

Ebbene caro direttore: è stato un impegno; il quale, mi ha costretto a non invecchiare più di tanto, stando dentro un rapporto di osmosi con i lettori.

In fondo l’impegno è questo: riuscire a far vedere ai lettori di facebook quello che hanno sotto gli occhi ma non lo vedono.

 

San Benedetto del Tronto, 2021-03-09 – Un sorriso e tanta cordialità

Tonino Armata

 

A U G U R I 

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