dalla Regione Marche

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EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE NEL CRATERE DEL SISMA: IN ARRIVO IL BANDO DELLA REGIONE DA 30 MILIONI DI EURO

2021-04-09 – La Regione Marche ha approvato i criteri per un bando da 30 milioni di euro per interventi di edilizia residenziale sociale nei territori danneggiati dal sisma 2016/2017. Il provvedimento proposto dagli assessori all’Edilizia residenziale pubblica Stefano Aguzzi e alla Ricostruzione   Guido Castelli è stato approvato questa mattina dalla giunta ed ora passa al Consiglio delle Autonomie Locali per la richiesta di parere.

“Siamo molto soddisfatti – prosegue Aguzzi – di poter presto aprire questo bando. L’edilizia residenziale sociale, da non confondere con l’edilizia residenziale pubblica, si colloca a metà tra l’edilizia popolare e le proprietà private vendute o affittate a prezzo di mercato. L’obiettivo principale di questa edilizia sociale è fornire alloggi con ottimi standard di qualità, sicurezza e sostenibilità energetica e ambientale, a canone calmierato, che non superi il 25%-30% dello stipendio. Inoltre, questo tipo di intervento è caratterizzato da progetti di tipo sociale che hanno lo scopo di sviluppare l’integrazione tra gli abitanti, come ad esempio l’utilizzo di spazi e servizi comuni”.

“L’atto – spiega Castelli – è propedeutico al bando e dà le indicazioni per l’individuazione degli interventi di social housing  nelle zone del cratere sismico che, dopo l’emergenza legata al terremoto, hanno subito anche quella sanitaria legata al Covid e hanno visto aggravarsi ulteriormente la crisi sociale. Anche questa iniziativa dunque, rientra nell’ambito delle azioni che la giunta Acquaroli sta mettendo in campo per imprimere una decisa accelerazione alla Ricostruzione. Ricostruzione che non può però prescindere da una rigenerazione sociale ed economica. L’intento generale del bando è infatti quello di rafforzare l’offerta di abitazioni sociali nei Comuni del cratere sismico a più alta tensione abitativa per tutte quelle famiglie o coppie non proprietarie che non possono permettersi una casa a prezzo di mercato, ma non hanno le caratteristiche per accedere all’edilizia popolare. Bene quindi ricostruire le case, ma cerchiamo anche soluzioni per le fasce più svantaggiate della società”.

In base ai criteri approvati dalla giunta sono ammessi a presentare le proposte di intervento:

  • i singoli comuni del cratere sismico;
  • ERAP Marche, per interventi da realizzare nei comuni del cratere sismico.

Le proposte di intervento devono rispettare le prescrizioni nazionali:

  • essere destinate alla locazione permanente con canone sociale se sono proposte di intervento che usufruiranno di un contributo pubblico a copertura totale del costo di realizzazione degli alloggi. Le proposte di intervento che usufruiranno di un contributo pubblico in quota parte del costo di realizzazione invece sono destinate alla locazione permanente o con patto di futura vendita degli alloggi al termine del periodo di locazione a canone agevolato, da assegnare alle categorie svantaggiate nel rispetto dei limiti di reddito per l’accesso all’edilizia agevolata;
  • avere caratteristiche edilizie di alta sostenibilità, da realizzare secondo i requisiti per gli “edifici a energia quasi zero”;
  • perseguire la messa in sicurezza mediante interventi di adeguamento o miglioramento sismico;
  • innalzare i livelli di qualità dell’abitare per quanto attiene il superamento delle barriere architettoniche e la sicurezza nell’uso, la flessibilità compositiva e tipologica degli spazi della residenza e l’innovazione tecnologica dell’edilizia in un concetto di autosostenibilità;
  • contribuire all’incremento della qualità urbana del contesto e della dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati, per una quota non superiore al 20 per cento del finanziamento assegnato, mediante il recupero o la realizzazione di urbanizzazioni secondarie (asili nido, scuole materne e primarie, attrezzature sportive, ecc.)”.

Criteri per l’individuazione delle proposte d’intervento da finanziare:

Nel caso in cui l’importo complessivo delle proposte di intervento pervenute sia superiore alle risorse disponibili, le stesse verranno ordinate con attribuzione di punteggi in base ai seguenti criteri:

Housing sociale – localizzazione interventi

Gli interventi di erp sovvenzionata conseguono un punteggio superiore rispetto a quelli di erp agevolata. Per gli interventi di erp agevolata, nel caso di alloggi da assegnare in locazione con patto di futura vendita, il periodo della locazione non può essere inferiore a dieci anni. Viene altresì previsto uno specifico punteggio per gli interventi localizzati nei comuni A.T.A (Alta Tensione Abitativa);

Caratteristiche edilizie di alta sostenibilità e classe energetica degli edifici

  1. Interventi di recupero e riuso: entità del numero di alloggi da realizzare rapportati al livello di classe energetica, che non deve essere inferiore alla A1.
  2. Interventi di sostituzione edilizia, demolizione e ricostruzione e 3. interventi di nuova costruzione: entità del numero di alloggi da realizzare, che devono conseguire il livello più alto di classe di efficienza A4.

Ai fini della formazione delle graduatorie conseguono un punteggio superiore, in ordine decrescente, gli interventi 1,2,3.

Interventi antisismici

Agli interventi di adeguamento sismico è attribuito uno specifico punteggio per ciascun alloggio adeguato, superiore rispetto a quello attribuito agli alloggi oggetto di interventi di miglioramento sismico;

Qualità dell’abitare

Viene valutata in relazione al comfort abitativo (microclima dell’abitazione; domotica; altro da specificare);

Incremento della qualità urbana

Viene valutata, in ordine decrescente di punteggio, con riferimento a:

  1. ubicazione dell’immobile nel centro storico;
  2. ubicazione dell’immobile in area degradata ex LR n. 16/2005;
  3. recupero o realizzazione di urbanizzazioni secondarie.

 

LA REGIONE DEI TEATRI- LE MARCHE SI CANDIDANO PER IL RICONOSCIMENTO DEI TEATRI STORICI COME PATRIMONIO CULTURALE UNESCO

Giorgia Latini: “ Un unicum nel contesto nazionale e mondiale per diffusione , valore storico artistico e significato socio-culturale. Un patrimonio culturale che ci identifica compiutamente.”

Se si provano a digitare sul più diffuso motore di ricerca in Internet le parole “ la regione dei Teatri” la prima voce che compare è: Marche. E il risultato non è frutto di un’indicizzazione algoritmica, ma la definizione significativa di una realtà consolidata da secoli di storia. Le Marche sono la regione dei teatri, caratterizzate cioè, da un una “densità” teatrale rispetto alla popolazione e al numero di Comuni che non ha uguali in Italia e forse nel mondo. Basti pensare che le “ piccole” Marche hanno sul proprio territorio più teatri che tutta l’Italia meridionale. Insomma, non solo le Marche del Museo diffuso, ma in egual misura le Marche del Teatro diffuso.

Un “caso Marche”, dunque, peculiare e assolutamente originale, degno di essere riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità. E’ da queste considerazioni che è scaturita la volontà dell’assessorato regionale alla Cultura di sottoporre all’Ufficio UNESCO del Segretariato generale del Ministero della Cultura,  l’esame di una proposta di una candidatura UNESCO dei Teatri storici marchigiani, per l’iscrizione nella Lista propositiva italiana, come un unicum :  “ Abbiamo avuto un primo incontro con l’Ufficio UNESCO – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Giorgia Latini – nel corso del quale ho presentato la straordinaria ricchezza di teatri storici delle Marche e  rappresentato la volontà di investire su questo patrimonio anche attraverso un processo di  candidatura, teso anche alla salvaguardia di questo patrimonio. E’ proprio in questa direzione che si muove la politica culturale regionale, da un lato promuovendo progetti e programmi di recupero, restauro e riallestimento dei teatri ‘Innovateatri’, con l’obiettivo di adeguare e riallestire lo spazio di spettacolo dal vivo delle Marche, dall’altro sostenendo nuove forme di gestione degli spazi teatrali con una crescente partecipazione delle compagnie locali e dei giovani per creare dei veri e propri teatri di comunità.”

Un patrimonio unico sotto molti profili: per capillarità di teatri storici (ora 68 con il distacco di alcuni comuni del pesarese in Emilia Romagna, ma alla fine degli anni ‘90 , secondo il “ Libro bianco” edito dalla Regione Marche come ricognizione del patrimonio esistente, erano 71 e nel 1868 addirittura 113), sotto il profilo architettonico e artistico ( alcuni “gioielli” furono progettati dai più famosi architetti teatrali dell’epoca), per livello culturale, per la funzione sociale a cui hanno assolto nei secoli: ogni più piccolo comune con il suo teatro al centro del nucleo storico conquistava una compiuta autonomia e autosufficienza e un ruolo di prestigio nel territorio circostante, rispondendo anche ad un più complesso processo di aggregazione sociale e di rilancio occupazionale della comunità.

Il “caso Marche”, dunque, alla luce della sua storia e della sua tradizione teatrale,  per unicità nel contesto nazionale e valore artistico e socio-culturale, potrebbe soddisfare i requisiti di riconoscimento UNESCO,  quale espressione e  tradizione che una comunità riconosce come parte integrante del proprio patrimonio culturale tanto da garantire un senso di identità e continuità.

“ E i teatri rappresentano ancora un punto di riferimento e di aggregazione sociale – ha concluso Giorgia Latini – e, per raggiungere il prestigioso riconoscimento UNESCO, il processo di candidatura coinvolgerà gli enti locali, le comunità e gli operatori culturali del territorio.”

 

 

Un milione e duecentomila Euro per il sostegno allo sport dalla Regione Marche

 

 

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