dalla Regione Marche

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AL VIA IL PROTOCOLLO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI IN PLASTICA DISPERSI IN MARE NEL PORTO DI ANCONA

Su proposta dell’assessore all’Ambiente Stefano Aguzzi la giunta regionale ha deliberato un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione materica di plastica raccolta in mare nel corso delle attività di pesca.

”Il protocollo – ha sottolineato Aguzzi –  promuove una corretta politica di salvaguardia dell’ambiente marino, sviluppando un sistema integrato per la gestione dei rifiuti accidentalmente dispersi in mare: l’intento è acquisire esperienze e conoscenze utili a definire un adeguato modello gestionale per la loro intercettazione, raccolta, conferimento e recupero. Attraverso la realizzazione di questo progetto sperimentale dedicato ai rifiuti della plastica, s’intende costruire una realistica base conoscitiva circa le tipologie e le quantità effettive dei rifiuti in questione, nonché le criticità connesse alla loro gestione e le reali possibilità di recupero di materia attraverso processi industriali su ampia scala”.

Il protocollo è stato condiviso dai sottoscrittori: Regione Marche, Istituto per le risorse biologiche e biotecnologie marine – CNR IRBiM, Comune di Ancona, Capitaneria di Porto di Ancona, Autorità di sistema portuale del mare adriatico centrale, Associazione produttori pesca Ancona, Garbage service, Garbage Ancona, Centro assistenza ecologica e Nexus.

Il progetto, sostenuto finanziariamente Regione come iniziativa di innovazione aziendale a favore dell’economia circolare, prevede un percorso completo per i rifiuti plastici recuperati in mare dalle imbarcazioni da pesca, mediante il loro conferimento in porto, passando poi ad una loro quantificazione, caratterizzazione e trasformazione in materia prima seconda, fino alla loro re-introduzione nel ciclo produttivo. L’attività di coordinamento operativo viene svolta dal CNR IRBiM attraverso un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei partners firmatari.

 

CINQUE COMUNI CON INCIDENZA DI CONTAGIO SUPERIORE A 250 POSITIVI SETTIMANALI SU 100 MILA ABITANTI.

Il Presidente Acquaroli firma l’ordinanza. Da mercoledì 21 limitati gli spostamenti ai soli casi di salute, studio, lavoro e comprovata necessità anche all’interno del territorio comunale di Tavullia, Montelabbate, Acqualagna, Vallefoglia e Cerreto d’Esi. Nessun intervento di chiusura su attività economiche e scuole

Dall’analisi epidemiologica effettuata sul territorio regionale e a seguito delle Conferenze dei Sindaci delle Aree Vaste che sono state convocate nella giornata di oggi, è emerso che, mentre il tasso regionale dei positivi su 100 mila abitanti è in leggera riduzione (135,13), ci sono alcuni Comuni dove il tasso dei positivi richiede una ulteriore attenzione e una azione di intervento precoce per tenere sotto controllo la situazione pandemica.

In particolare, sono 5 ad oggi i comuni nelle Marche dove si registra una incidenza superiore all’indice di riferimento superiore a 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti e con valore crescente rispetto alla settimana precedente. Si tratta dei Comuni di Tavullia, Montelabbate, Acqualagna, Vallefoglia e Cerreto d’Esi, nei quali da mercoledì 21 aprile saranno limitati gli spostamenti dalle proprie abitazioni ai soli casi di comprovata necessità, salute, studio o lavoro. Il provvedimento ha durata fino a domenica 25 aprile compreso, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo decreto legge del Governo prevista per il 26 aprile.

La Regione si vuole far trovare pronta al previsto momento delle riaperture e per questo chiede a tutti i cittadini di essere attenti, perché il virus è ancora in circolazione e ci sono ancora molte persone ricoverate nelle strutture ospedaliere. Tale provvedimento viene adottato seguendo il principio di precauzione e gradualità per favorire il controllo della curva epidemiologica anche sui singoli territori comunali. Infatti in considerazione dell’avvicinarsi delle riaperture, la Regione ha voluto analizzare il tasso di incidenza dei contagi sul territorio regionale e valutare la necessità di misure precauzionali, laddove i dati epidemiologici a carattere locale e comunale fotografassero una situazione a cui prestare una attenzione ancora maggiore. Si tratta di un provvedimento che non vuole incidere con chiusure di carattere economico, legate a negozi o attività, ma che per i prossimi giorni andrà a limitare tutte quelle occasioni di contagio e gli spostamenti non considerati necessari.

Si applicano quindi le sole limitazioni agli spostamenti dei cittadini (le stesse previste per la cosiddetta “zona rossa”, articolo 40 del decreto legge 2 marzo 2021), che potranno uscire di casa soltanto per ragioni di salute, di lavoro, di studio o comprovata necessità, mentre per quanto riguarda attività economiche e scuole resta in vigore quanto già previsto dalla zona arancione. Occorre sempre far uso dell’autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento.

 

 

 

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