San Benedetto del Tronto – La lettera con cui Francesco Boccia e Matteo Ricci hanno invitato il Pd provinciale ed il Pd di San Benedetto a fare tutto il possibile per trovare l’unità tra tutte le forze progressiste per battere la destra e tornare a vincere, nel quarto comune delle Marche, è fortemente condivisibile.
La divisione rischia di favorire la riconferma di una amministrazione che, palesemente, non è stata in grado di dare una prospettiva di sviluppo alla nostra città, nei cinque anni trascorsi. Siamo quindi in molti a chiedere e ad invocare l’unità. Il problema è: come fare? Come primo passo, la mia esperienza mi porta a dire che occorre incontrarsi, “riconoscersi” ed accettare punti di vista diversi come un valore. Non si può non prendere atto, infatti, che la situazione è tale per cui non solo tutti sono “utili” ma anche che ciascuno è “indispensabile” per tornare a vincere. Come secondo passo, mi permetto di tornare a proporre, come avviene in molte città italiane, e come fortemente richiesto dal Segretario Letta, lo strumento delle primarie che si dovranno svolgere con un comune denominatore ideale, programmatico e politico. A fine giugno, infatti, organizzare la partecipazione di 2/3 mila persone alle primarie della nostra città sarebbe un grande evento che porterebbe la cittadinanza in piazza. Tornare alla presenza dopo la pandemia. Anche la politica ha bisogno di ritrovare un respiro popolare, di ritrovare energia vitale nel tessuto sociale. Anche la politica ha bisogno di una ripartenza e di una rinascita. Non è più il tempo di sole piattaforme digitali o di riunioni ristrette. È il tempo del ritorno alla partecipazione politica diretta e le primarie possono essere utili in questo senso. Possono aiutarci a vincere a San Benedetto perché, davvero, la nostra città e il nostro territorio diventino un punto di riferimento tra Ancona e Pescara, dopo che è diventata la 4ª città della Marche , la prima del sud della Regione. San Benedetto e il suo territorio come “cerniera” tra Marche e Abruzzo, ma anche tra parti importanti di Umbria e Lazio, deve essere il primo punto programmatico di una città che guarda ad un futuro di lavoro e di sviluppo sostenibile. (Pietro Colonnella)




































