Chi cura il Parco ex Cerboni?

Chi cura il Parco ex Cerboni?

San Benedetto del Tronto – Riceviamo e pubblichiamo

<<Abito vicinissimo al parco ex fornace Cerboni e per me è naturale osservare come l’area del parco è (non) gestita e (non) curata dal mio comune.

Sono costretto a tornare a parlare dei 27 mila mq di quello che oggi chiamiamo parco ma che solo in parte, quella bassa, è adeguatamente curato da una associazione di volenterosi e può fregiarsi di questo appellativo. La parte alta dell’area, circa 17 mila mq, è lasciata da questa amministrazione nel più totale abbandono. Una selva impenetrabile dove è impossibile accedere a causa della presenza di erbacce alte più di un metro, fittissimi canneti e alberi non curati e soffocati da rovi infestanti. Forse in quell’intrigo impenetrabile riescono a vivere solo i cinghiali o altri animali selvatici e quello avvistato nei giorni scorsi più volte nella parte bassa del parco sicuramente veniva da lì.

Ricordo che stiamo parlando di una area dove nel marzo del 2010 iniziarono dei lavori per la messa in sicurezza.

Leggo da un articolo dell’epoca

L’importo stanziato dalla Autorità di Bacino della Regione Marche di 156 mila euro è stato erogato per la messa in sicurezza del versante dal rischio idrogeologico. In futuro si potrà riqualificare l’arredo urbano….Oltre alla bonifica del territorio dalle essenze spontanee ed infestanti, saranno previste la rinaturalizzazione delle piante di ulivo esistenti, la messa in sicurezza con nuove piantumazioni di arbusti (ginestra, alloro, corbezzolo, lavanda, rosmarino, tamerice) e piante (acero campestre, frassino, bagolaro, albero di giuda), palificate doppie rinverdite, palizzate in legname con talee e staccionate in castagno a delimitare i sentieri e le aree. Altra azione importante sarà l’inserimento di canalette in legname e pietrame, drenaggi sub superficiali e il convogliamento delle acque meteoriche alla fognatura delle acque bianche esistenti a valle”

Ricordo benissimo che all’epoca i lavori più importanti tra quelli elencati furono fatti, in particolare fu ripulita l’area, installate le palizzate e furono posizionate delle canaline per convogliare le acque piovane. Dopo i lavori per qualche anno l’area venne regolarmente ripulita nulla di importante ma almeno pulita.

Poi con l’apertura al pubblico della zona bassa del parco si sono dimenticati man mano della parte alta.

Negli ultimi anni praticamente nulla si fa se non il taglio del canneto. Interventi poco curati e tardivi. E questo viene fatto solo dopo le tante segnalazioni fatte dai cittadini dei quartieri limitrofi alla area. Vedere un mio articolo del Maggio 2018 (https://www.ilmascalzone.it/2018/04/pd-circolo-centro-lamministrazione-piunti-rimedia-figuracce-in-serie/) dove evidenziavo le stesse problematiche che denuncio oggi; le foto di allora sono identiche a quelle di oggi

Senza nessuna manutenzione le palizzate sono marcite e il taglio dei rovi con sistemi meccanizzati ha fatto il resto. Oggi quelle palizzate, messe lungo la strada che attraversa l’area per renderne sicuro il transito, non esistono. A dire il vero anche la strada non esiste cancellata da erba e rovi.

 

E pensare che in quei 17 mila mq di terreno rialzato, simile ad un anfiteatro verso ovest e ad un balcone verso est, tante cose si potrebbero fare. Ma serve un progetto, un progetto a cui questa amministrazione non ha mai pensato.

Possiamo dire che quei 156 mila euro serviti per la messa in sicurezza dovevano essere il primo passo verso qualcosa di importante, invece sono soldi dei cittadini buttati via.

Ora tutto è come prima dell’intervento.

Altro che piantumazioni di arbusti e piante; lì continuano a crescere solo canne ed erbacce

Quei 17 mila mq di terreno vicinissimi al centro cittadino, quelli della parte alta dell’ex fornace Cerboni con un vista sul mare e sulla città, sono nel più completo abbandono, rifugio per animali salvatici  (ndr: anche cinghiali) e a rischio incendi.

Se un privato lasciasse così un suo terreno dentro la città verrebbe denunciato e costretto a tenerlo pulito, invece l’amministrazione Piunti, quella che diceva di tenere tanto al decoro, si dimentica di fare quello che chiede di fare ai propri cittadini.

Un amministrazione che in cinque anni non ha creato nessun nuovo parco e che per la gestione di quelli esistenti ha delegato tutto alle associazioni, che vanno ringraziate per il lavoro svolto, non può certo dire che tiene al verde pubblico.

Insomma è chiaro che questa amministrazione se la cava sicuramente meglio nella gestione degli edifici pubblici, in particolare delle scuole quando si tratta di venderle per costruire palazzine per seconde case.>>

San Benedetto del Tronto lì 12/06/2021 Roberto Giobbi

Segretario PD circolo centro “Guido Ianni”

 

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