UniUrb, il “Vagabondaggio Polare” pubblicato su Nature

UniUrb, il “Vagabondaggio Polare” pubblicato su Nature
  • Tra gli autori dell’articolo A Late Cretaceous true polar wander oscillation” c’è Rodolfo Coccioni di Uniurb –

Urbino – È stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature un lavoro che, tra i vari scienziati coinvolti, vede la partecipazione del professor Rodolfo Coccioni, già ordinario di Palentologia e ora professore onorario dell’Università di Urbino.

Dai microfossili alla geologia planetaria. La ricerca, basata sullo studio integrato tra stratigrafia e paleomagnetismo di una successione di rocce cretaciche del Furlo, ha rivelato che 86 e 79 milioni di anni fa la Terra si è inclinata di circa 12° su un lato e all’indietro per tornare poi a raddrizzarsi.

La Terra non ha una distribuzione sfericamente simmetrica della massa e ha tre diversi momenti di inerzia” spiega Coccioni. “L’asse attorno al quale è maggiore il momento di inerzia è strettamente allineato con il suo asse di rotazione, ovvero l’asse che attraversa i poli geografici Nord e Sud. Il “True polar wander”, che potremmo tradurre come “vero vagabondaggio polare”, è il riorientamento del sistema crosta-mantello guidato dalla ridistribuzione delle masse nel mantello e sulla superficie terrestre. Dobbiamo pensare alla Terra come a una trottola. Se il peso è distribuito uniformemente, la trottola gira perfettamente senza oscillazioni. Ma se il peso si sposta da un lato o dall’altro questo cambia il centro di massa portando l’asse di rotazione a spostarsi verso il lato più pesante al fine di ristabilire l’equilibrio. Le masse sulla crosta terrestre si possono quindi spostare apparentemente avanti e indietro rispetto all’asse di rotazione del nostro pianeta. Questo implica anche un cambiamento di latitudine di queste masse. In questo caso specifico potremmo dire, per esempio, che il sito su cui ora si trova New York si sia spostato verso sud fino a portarsi alla latitudine di Miami.

Tra le cause di questo vagabondaggio polare durante il periodo Cretacico possiamo pensare a un “cambiamento di rotta” di qualche grande placca tettonica o a dei “superplume”, che potremmo tradurre come “super-pennacchi”, cioè delle risalite verso la superficie terrestre di roccia calda e magma proveniente dalla parte più interna del mantello.

Casi di vero vagabondaggio polare si sono verificati più volte nel corso della storia della Terra. È stato già suggerito che tra circa 174 e 157 milioni di anni fa l’Asia orientale si sia spostata a sud a causa di un vagabondaggio polare di 25° e che negli ultimi 40 milioni di anni, i solidi esterni della Terra hanno ruotato lentamente a una velocità di 0,2° ogni milione di anni. In ogni caso” conclude Coccioni, “i risultati di questa ricerca sfidano l’idea che l’asse di rotazione terrestre sia rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi 100 milioni di anni”.

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