L’acchiappavoti

L’acchiappavoti

In tempi non sospetti, qualcuno che conosce da sempre le dinamiche della sinistra sambenedettese ci aveva avvertito, circa la possibilità di trovarci di fronte a un muro di gomma.

Avremmo anche potuto avere una visione concorde sulle problematiche della nostra città, ma quando si fosse giunti a decidere chi avrebbe dovuto “garantire” tale concorso di idee, non ci sarebbe stato nulla da fare: troppo convinti del loro diritto di prelazione, pertinaci nel ribadire la propria versione delle cose come l’unica accettabile.

Sebbene segretario comunale e segretari dei tre circoli sambenedettesi abbiano mostrato spirito di collaborazione, resta in loro e in tutta la comunità del Partito Democratico locale questa sorta di posizione di forza che non vuole essere abbandonata, nonostante i rovinosi risultati ad ogni livello, tanto granitica da non voler considerare proposte alternative, sia pur di buon senso: in fondo la più recente esperienza di buon governo ha ricalcato con il Presidente Conte proprio ciò che sarebbe potuto essere organizzato da noi, con un ulteriore elemento positivo, il rappresentare a livello locale uno dei primi casi in Italia.

Eppure il percorso era stato ben tracciato: discussione sui temi, valutazione delle reciproche priorità, partecipazione di tutti gruppi politici e civici coinvolti, nel nome della discontinuità politica. L’allora segretario Zingaretti era stato chiaro: L’Italia non capirebbe un rimpastone, il mandato della segreteria è per un governo di discontinuità e discontinuità è anche cambio di persone”.

Appunto.

Verniciare sopra alla ruggine dà freschezza effimera, in breve gli osservatori più attenti mangiano la foglia e gli altri si tengono a debita distanza.

Sui nomi dei candidati, pur con profondo rispetto per la decina di persone che si sono succedute nel corso di questi mesi come possibili candidati sindaco del PD, riteniamo che la estraneità alla vita politica e l’ineccepibile moralità siano condizioni necessarie ma non sufficienti a fornire precise garanzie al ruolo.

Oggi appare chiaro che la visione di Movimento 5 Stelle – Cambia San Benedetto – Associazione Città Grande sia profondamente diversa dalle altre: ascoltare come prioritarie per la scelta del proprio candidato sindaco motivazioni legate al recupero della componente cattolica” o alla popolarità legata alla professione” nella migliore delle ipotesi ci lascia perplessi, nella peggiore ci fa pensare che i buoni propositi programmatici siano solo un paravento per la restaurazione: forse che le recenti esperienze di Perazzoli e, andando più indietro di Mozzoni, non hanno insegnato nulla? La logica che guida il personaggio acchiappavoti non ci appartiene e perseverare nella ricerca disperata di un totem non modifica il paradigma al quale siamo tristemente abituati e che combattiamo da sempre con tutte le nostre forze.

Comunque vada a finire questo estenuante teatrino sui candidati del PD, chiunque rappresenti quel partito verrà percepito dagli elettori come un candidato di risulta, di compromesso al ribasso, frutto di una guerra interna politica tra correnti dove probabilmente c’è anche chi gioca a perdere.

Abbiamo sempre creduto che la coalizione che si dovrà contrapporre alle due liste di destra – una probabilmente capeggiata dall’attuale sindaco con l’incubo di un bis, l’altra formata da una misticanza di vecchi politici di destra ma anche di sinistra e di centro, troppo occupati a discutere di assessorati per poter presentare una ipotesi di programma che ad oggi, nessuno ha visto – dovrà avere un candidato adatto, credibile, capace di poter governare per cinque anni, dotato, come minimo, di capacità gestionali non usuali, per portare quel cambiamento che molti cittadini sambenedettesi auspicano e attendono da anni. Sin dal mese di dicembre 2020, la nostra proposta di coalizione è stata chiara: un programma elettorale accessibile e consultabile a tutti che affronti 20 temi urgenti subito, completati da un approfondimento disponibile e da un cronoprogramma dei 5 anni di mandato, che getti le basi per una migrazione progressiva verso una città innovativa, solidale, intelligente, green.

Tali ambiziosi traguardi debbono necessariamente passare attraverso un rinnovamento completo della classe dirigente e, soprattutto, attraverso il radere al suolo le logiche clientelari che ci hanno trascinato verso la situazione indecorosa che viviamo ogni giorno.

Le prossime elezioni comunali si vinceranno con la credibilità, del progetto e delle persone chiamate a concretizzarlo.

 

Serafino Angelini

Portavoce Movimento 5 Stelle

Candidato Sindaco Elezioni Amm.ve 2021

San Benedetto del Tronto

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