Nuovo Ospedale Madonna del Soccorso, il Comitato replica con forza ai Sindaci Luciani, Massa e al Pd ma…

Nuovo Ospedale Madonna del Soccorso, il Comitato replica con forza ai Sindaci Luciani, Massa e al Pd ma…

San Benedetto del Tronto, 2021-07-16 – Riceviamo e pubblichiamo

(ndr: Il Sindaco Marco Fioravanti e l’Assessore Guido Castelli affermano che …sotto il profilo infrastrutturale, riteniamo che – mentre il Mazzoni necessita di una riqualificazione straordinaria (con particolare riferimento alla riqualificazione energetica e al nuovo pronto soccorso – l’obsolescenza del Madonna del soccorso richiede un’azione più radicale (nuovo manufatto o demolizione/ricostruzione)con buona pace della riqualificazione straordinaria strutturale ed energetica terminata ora al Madonna del Soccorso

“Abbiamo letto, con grande meraviglia e stupore, due articoli di stampa da poco apparsi sul Web: un’affranta esternazione del sindaco Luciani perché gli è stato tolto il costosissimo giocattolo di Spinetoli, e un secondo articolo di politici ascolani del PD. L’assessore Saltamartini ha infatti confermato ieri, sulla stampa, che non saranno programmati ospedali unici e che ci sarà un nuovo ospedale a San Benedetto: noi diciamo nuovo, come dicono anche i Comitati di Quartiere, non ristrutturato come alcune pie anime, non disinteressate, vorrebbero.

Il sindaco di Spinetoli si lamenta del fatto che l’assemblea dei Sindaci non sia stata convocata, dimenticando che la giunta Ceriscioli non consultò San Benedetto per l’ospedale unico: fatto confermato anche dalla signora Casini;

Inoltre lamenta che non siano state indicate le effettive cifre (di spesa), dimenticando che la giunta Ceriscioli, di fronte ad una spesa di un miliardo di euro, come anche i sindacati confederali, oltre che il Comitato e prima ancora la Corte dei Conti avevano dimostrato, non abbia mai detto una sola parola.

I politici ascolani lamentano quindi l’umiliazione di Ascoli. Ma esaminando i dati, rileviamo che il Mazzoni ha 300 posti letto, mentre Il Madonna del Soccorso solo 200 (sulla carta). Perché, su quali basi tecniche? Sostengono che «Sino ad un anno fa si investiva … come radiologia interventistica e chirurgia vascolare (ad Ascoli) e l’Hospice a San Benedetto». Tutto il meglio ad Ascoli e una struttura del territorio dentro un ospedale per acuti.

Aggiungeva che «Non si possono portare via i chirurghi da Ascoli altrimenti il reparto muore». Ma quando sono stati portati via interi reparti dal Madonna del Soccorso, al PD ascolano, e non solo, andava benissimo.

Continuano: «Questa città continua a svuotarsi di servizi», ma ci chiediamo quali sarebbero i servizi tolti al Mazzoni e alla città. Non ce ne viene in mente neanche uno. L’elenco di quelli tolti al Madonna del Soccorso, e non ancora restituiti oltre al personale e ai posti letto, è invece molto lungo. Anzi, abbiamo sentito voci, interne all’Ospedale, fare affermazioni come questa: «Beh, ma se ci sono meno posti letto è giusto che ci sia meno personale». Così dunque si ragiona nell’AV5: prima si toglie e poi inutile protestare.

Se il sindaco di Spinetoli e i suoi amici ascolani e, soprattutto offidani, si illudono che il Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” abbia la memoria corta, avranno una spiacevole sorpresa.”

16 luglio 2021, Il Presidente del Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”

dr. Nicola Baiocchi

Nota del Sindaco Luigi Massa

 

“Non conosco il dottor Franco Bruni (in realtà trattasi del dottor Nicola Baiocchi? ndr), il referente del comitato Salviamo il Madonna del Soccorso che, in una sua recente esternazione, circa la ventilata localizzazione – in quanto non mi risulta che una Delibera di indirizzo equivalga a un progetto esecutivo, con relativa delibera di finanziamento – di un nuovo ospedale a San Benedetto del Tronto, ha evidenziato il proprio biasimo per le dichiarazioni del Sindaco di Spinetoli, Alessandro Luciani e di componenti della minoranza consigliare del Comune di Ascoli Piceno.

I colleghi sono stati biasimati per aver espresso un parere riguardo a una decisione calata dall’alto e senza alcun confronto con i livelli istituzionali territoriali. Come se il confronto tra enti fosse superfluo o concessorio e non una procedura, normale e doverosa, prevista nella definizione del Piano Sanitario Regionale.

Nessuno è entrato nel merito dell’ipotetica localizzazione di un nuovo ospedale a San Benedetto che, a mio avviso, potrebbe essere una soluzione assolutamente legittima come altre, invero.

Vorrei infatti precisare che non entro nel merito dell’azione del Comitato, in quanto credo abbia tutti i diritti di esprimere e portare avanti la sua battaglia, per una causa che ritiene giusta.

Mi permetto, però, di consigliare al Dott. Bruni uscite sibilline come “i soliti offidani” che, non avendo alcuna ragione d’essere, rischiano di inficiare la credibilità sua e della causa che ritiene di sostenere. A meno che non voglia essere egli stesso massimo esponente di quel campanilismo sterile, strumentale e, forse, funzionale ad altre finalità e interessi che con la Sanità hanno poco a che fare.

Al sottoscritto e a tutti gli offidani interessa una sanità che funzioni e che, da parte della Regione, si dia seguito alla già annunciata revisione del Piano Sanitario Regionale, visto che ne ha la legittimità e la responsabilità politica.

Si cominciasse con la sbandierata intenzione di rafforzare la Sanità territoriale: a cominciare da un investimento sulla medicina di prossimità, sui medici di medicina generale, sulle Case della Salute e sui servizi socio sanitari per gli anziani non autosufficienti.

Cosa vuole fare la Regione e quante risorse si intende investire e su questi temi dovrebbe confrontarsi con territori.

A Offida il dibattito sulla localizzazione di una nuova struttura ospedaliera di primo livello, pur ritenendo l’area tra Spinetoli e Colli baricentrica, interessa poco. Come a tutti i cittadini del Piceno, auspichiamo che sulla Sanità territoriale si investa.

Credo, infine, di poter avere facoltà di dire che il colpo di teatro di questa delibera regionale abbia invece molto a che fare con la tornata amministrativa autunnale. Del resto ad Ascoli non si vota.”
Offida, 2021-07-16

 

Luciani: “La Regione decide sul nuovo ospedale senza coinvolgere i Sindaci”

 

 

 

Approvazione nuovo piano sanitario: attività propedeutica

 

Nelle ultime settimane e nonostante la pandemia, la Giunta Regionale ha avviato le attività propedeutiche all’approvazione del nuovo piano sanitario. A questo riguardo il Presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini hanno promosso una doverosa campagna di ascolto coinvolgendo i professionisti sanitari, gli amministratori locali e i sindacati. Uno stile diverso da quello a cui eravamo abituati e che vuole porre al centro della riflessione strategica sulla sanità marchigiana il ruolo dei territori.

Per quanto riguarda la provincia di Ascoli, I massimi vertici regionali hanno tenuto ben due incontri sia ad Ascoli che a San Benedetto e il sottosegretario alla salute On. Andrea Costa ha recentemente effettuato due visite istituzionali al “Mazzoni” e al Madonna del Soccorso per una puntuale ricognizione delle strutture ospedaliere dell’area vasta 5.

Queste occasioni di confronto sono state utili a rimarcare le peculiarità sanitarie dell’area Picena. La nostra infatti è l’area vasta di confine che rispetto al resto delle Marche: 1) registra la maggiore mobilità attività interregionale (senza godere della relativa remunerazione; 2) sconta la maggiore concentrazione di privato ospedaliero; 3) è più distante in termini geografici dal punto di erogazione delle prestazioni ospedaliere di terzo livello cioè l’ospedale regionale di Torrette.

Questa pesantissima e colpevole eredità ricevuta dal centro-sinistra ha determinato dei deficit organizzativi molto gravi, specie in termini di personale, che dobbiamo e vogliamo superare. È questo, tra l’altro, il modo migliore per ridurre il rischio da “sindrome dei capponi di Renzo” che alimenta la tossina più pericolosa del sistema di AV 5 e cioè il campanilismo.

Per questo motivo abbiamo, formalmente, scongiurato la demenziale proposta dell’ospedale unico di Spinetoli e chiarito che Ascoli e San Benedetto manterranno i rispettivi ospedali ovvero due stabilimenti equiordinati di primo livello organizzati in una logica integrata.

Date queste premesse, sotto il profilo infrastrutturale, riteniamo che – mentre il Mazzoni necessita di una riqualificazione straordinaria (con particolare riferimento alla riqualificazione energetica e al nuovo pronto soccorso) – l’obsolescenza del Madonna del soccorso richiede un’azione più radicale (nuovo manufatto o demolizione/ricostruzione). Con buona pace dei mistificatori che nelle ultime ore hanno voluto generare equivoci strumentali, la volontà della Regione è quella di raggiungere una reale e corretta integrazione tra i due stabilimenti ospedalieri, rafforzandone i servizi e gli standard. Il tutto garantito da un accordo di confine con l’Abruzzo per i ristori da mobilità attiva, da una strategia ben organizzata delle reti cliniche e da una rimodulazione dei rapporti con il privato sanitario.

Ci stiamo predisponendo ad un cambio di passo. Soprattutto nell’interesse del paziente che, nell’area vasta 5, deve essere finalmente messo al centro di un’azione capace di stimolare la cooperazione tra i nostri professionisti sanitari. L’eredità ricevuta è davvero complicata ma abbiamo le idee sufficientemente chiare per restituire dignità al nostro sistema sanitario che può e deve beneficiare dall’apporto positivo dell’area vasta 5. (2021-07-16, Marco Fioravanti e Guido Castelli)

 

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