Le proposte e le sollecitazioni della Cna Picena ai candidati sindaci alle elezioni 2021di San Benedetto del Tronto, dalla ripartenza alla rinascita

Le proposte e le sollecitazioni della Cna Picena ai candidati sindaci alle elezioni 2021di San Benedetto del Tronto, dalla ripartenza alla rinascita

San Benedetto del Tronto – Il presidente della Cna Picena, Arianna Trillini, il direttore, Francesco Balloni e il gruppo dirigente degli imprenditori associati alla struttura territoriale hanno studiato un documento per i candidati sindaci al Comune di San Benedetto del Tronto. La Cna ha incontrato in questi giorni tutti e cinque i candidati esponendo loro i problemi e le difficoltà ma anche l’impegno e la voglia di cambiamento e di miglioramento da parte di chi fa impresa sul territorio del comune rivierasco.

La nuova tornata elettorale che chiama alle urne per il rinnovo delle Amministrazioni comunali è solo apparentemente un ritorno alla normalità ed alle consuetudini di un appuntamento importante per la comunità locale e per la vita democratica del territorio, comunità coinvolta nell’espressione del voto, evento comunque significativo e sostanziale per l’intero Paese in senso costituzionale e sociale.

E’ un appuntamento che viviamo in un tempo delicato, con un cambio rapido ed uno stop alle abitudini, un tempo di angoscia, una crisi economica sul territorio provinciale e regionale avviata a livello mondiale, deteriorata ulteriormente dai prolungati eventi sismici del 2016 e 2017, il contagio del Covid-19 e le misure di contenimento che hanno bloccato persone, relazioni e produttività lasciando il segno non solo nelle statistiche e nelle previsioni degli economisti ma nella carne viva del vissuto quotidiano delle persone, delle famiglie e delle imprese.

Siamo “toccati” da un evento ancora insidioso, invisibile che genera tuttora smarrimento; fatichiamo a distinguere paure realistiche ed angoscia sommersa che produce un “rumore” di fondo che genera insicurezza e più di qualche tormento nelle persone. La vita stessa delle comunità locali è toccata, limitata e contenuta anche nelle espressioni di aggregazione sociale e religiosa.

Stare insieme e stare accanto, ci appare una dinamica necessaria, qualsiasi sia il ruolo pubblico e di responsabilità che si rivesta.

Un tempo, quello recente, in cui le comunità mentre sono state sottratte alla frequentazione fisica hanno anche avvertito il bisogno di essere rappresentate e tutelate, preservate da una parte e promosse dall’altra per stare nei circuiti della riorganizzazione, sia digitale che fisica, di percorsi, eventi, opportunità che debbono, per forza, segnare la prima via di rinascita di luoghi ed opportunità per le persone e per l’economia insediata.

Come Associazione, abbiamo vissuto momenti delicati investiti di un ruolo cruciale svolto sul territorio per stare accanto alle imprese in questi anni di emergenza dovuti alla pandemia. Per dirla con le parole del nostro segretario nazionale CNA Sergio Silvestrini: “Noi siamo l’organizzazione che pensa soprattutto agli imprenditori e ad avere con le istituzioni un rapporto profittevole, costruttivo e non solo meramente rivendicativo. Quando il bilancio è zero, ciò che conta è la qualità della proposta. Viviamo fasi nella vita associativa in cui bisogna dare il meglio di sé e assumere decisioni per il bene comune”.

Ci svegliamo, con sorpresa, come persone e come comunità, dal mito di una soluzione immediata per tutto, ma oggi per la soluzione tanto desiderata c’è un tempo di attesa che è impossibile affrontare con spavalderia. Ci riscopriamo ancora distanziati ma inevitabilmente connessi, interdipendenti e, purtroppo, conflittuali anche nel perseguire gli obiettivi vaccinali a tutela della popolazione.

Andare al voto “ai tempi del Covid-19” non appare disgiunto da una possibilità e da un tempo per riflettere su tutto ciò che è accaduto e sulle innumerevoli conseguenze che questo periodo così anomalo si sta portando dietro, senza trascurare di osare ad immaginare il futuro, in termini di nuova progettualità e riconfigurazione di opportunità. Ed insieme alla riflessione, nello spirito di questo documento, anche una serie di proposte e di sottolineature tematiche che vogliono rappresentare il contributo della CNA di San benedetto del Tronto a questa fase “costruttiva” del futuro della città.

Si tratta di un punto di partenza: la scadenza elettorale per il rinnovo del Comune di San Benedetto del Tronto è occasione infatti per affrontare, con i nuovi programmi elettorali lo snodo di politiche comunali ma non solo, in grado non più di “far attraversare” una crisi ma di traghettare l’economia per tutto il territorio verso la nuova economia che si profila dopo la pandemia purtroppo ancora presente.

La situazione attuale è l’esito inoltre di un periodo in cui il cruscotto degli indicatori economici ha segnato costantemente “rosso”, ha consumato le riserve, ha lasciato a terra persone ed imprese in quantità impressionante per cui rigenerare la situazione preesistente al 2008 richiederà molti più anni di quelli di “crisi”.

Indicare oggi delle priorità per la città di San Benedetto del Tronto rappresenta un tassello decisivo e molto importante per quello che è il ruolo della Piccola e Media Impresa, inserita in una città che valorizza opportunamente le sue ricchezze e la sua storia.

Nello spazio reale del territorio, con i suoi problemi e le sue dinamiche, riemerge il ruolo della presenza fisica non solo per esprimere il voto recandosi alle urne, ma con la necessità di “metterci la faccia”, effettivamente e fisicamente, per chiedere fiducia e sviluppare programmi e progetti.

Anche la nostra CNA vuole giocarsi concretamente la sua responsabilità associativa, sulla scorta di un ruolo che va riconosciuto dagli amministratori locali alla rappresentanza, tessuta anche questa di responsabilità e fiducia di imprese e cittadini nei confronti dell’Associazione. Per questo è importante, nel crescente scetticismo dei ruoli, scongiurare una disintermediazione associativa che la politica tende a percorrere svuotando di senso il ruolo dei corpi intermedi.

Dire la parola politica è ridire la parola fiducia. Lo stesso si può affermare nel comparto economico perché dire la parola impresa è dire la parola fiducia, ogni giorno. E’ rinnovare, per le imprese, quotidianamente, ragioni e prospettive che si fondano sulla trasparenza, onestà e qualità, riproposte sul portato di una credibilità personale ed aziendale nel riannodarsi di legami commerciali ed economici di interesse reciproco per impresa e clienti.

Appare necessario, in questo momento di sfida per tutti, raccogliere idee e contributi di tutti per affrontare insieme i necessari passaggi per un nuovo futuro per tutti.

Non prima di aver espresso a tutti i candidati apprezzamento per la disponibilità personale a “mettersi in gioco” ed a “metterci la faccia”, desideriamo rappresentare che il presente documento viene offerto come spunto di analisi e di riflessione con i candidati a Sindaco del comune di San Benedetto del Tronto nella prospettiva di un’opportunità di confronto futuro sui temi in cui la Cna di San Benedetto del Tronto è localmente portatrice di interessi diffusi.

Questo documento desidera essere un “terreno” di confronto su temi cittadini specifici, oltre a rappresentare una riflessione generale che rimanda ad un’idea di economia circolare che mobilita il lavoro piuttosto che i beni, che recupera le distanze di filiere corte e che attinge a saperi e competenze che si recuperano nei territori, rimettendo al centro professionalità e lavoro, servizi e qualità piuttosto che consumo illimitato di risorse. “Elezioni amministrative 2021: responsabilità di scelte e proposte. Dalle distanze nuove istanze, dalla ripartenza alla rinascita” non è quindi istanza autarchica ma riflessione che mette sotto osservazione il sopravvivere, il ripartire, il lungo termine, abbandonando un’idea indefinita di cambiamento ma assumendone una di trasformazione per “rinascere”. E’ una riflessione che la Cna territoriale di Ascoli Piceno recupera nel progetto più ampio che la Cna nazionale, proprio sotto la spinta della nuova crisi e dei territori, ha elaborato dopo una dettagliata analisi sulle carenze e distorsioni di cui il Paese soffre da tempo.

Le considerazioni che seguono sono quindi offerte nello spirito di rappresentare difficoltà anche generali che le imprese si trovano ad affrontare, difficoltà che spesso rendono difficile ed impervio l’”ultimo miglio” in cui ci si viene a trovare di fronte ad Amministrazione ed Uffici comunali, magari per cause non dipendenti dal Comune stesso.

Per questo riteniamo, sulla scorta della “composizione” associativa territoriale, di affrontare temi specifici di interesse delle categorie rappresentate, non senza prima aver “fotografato” la situazione economica locale.

L’economia insediata

Il territorio della provincia di Ascoli Piceno ha subito nel corso degli ultimi dieci anni, in modo progressivo, un rallentamento nella crescita economica e sociale significativo che la colloca tra la peggiori delle province delle Marche per performance economiche negative.

I nuovi amministratori avranno di fronte un comparto economico in difficoltà persistente. L’analisi della Banca d’Italia nel Rapporto Annuale sull’Economia Regionale delle Marche esprime sinteticamente il polso della situazione: “La diffusione della pandemia di Covid-19 e le misure adottate per farvi fronte hanno avuto pesanti ripercussioni sull’attività economica marchigiana nella prima parte del 2020. L’incidenza di addetti e valore aggiunto nei comparti la cui attività è stata sospesa a seguito dei provvedimenti governativi di marzo risulta più elevata della media nazionale, per effetto dell’accentuata specializzazione regionale nell’industria e, all’interno di questa, nei comparti della moda, dei beni durevoli per la casa e della metalmeccanica, ambiti produttivi classificati dalla normativa come non essenziali. Considerando anche gli effetti di filiera e il ricorso al lavoro agile da casa, il blocco delle attività ha riguardato il 30 per cento del valore aggiunto regionale.

La domanda interna è risultata in forte calo nella prima metà del 2020; nel primo trimestre anche le vendite all’estero hanno registrato una forte diminuzione. Le informazioni tratte dall’indagine straordinaria realizzata dalla Banca d’Italia tra la metà di marzo e la metà di maggio suggeriscono che nelle Marche la caduta del fatturato industriale nel primo semestre del 2020 possa essere stata considerevole e superiore alla media italiana. Tra i comparti manifatturieri più colpiti vi sono le tradizionali specializzazioni della regione, quali il calzaturiero, afflitto da una crisi quasi decennale, e quello dei beni per la casa (elettrodomestici e mobili); l’alimentare e la chimica-farmaceutica, la cui attività non è stata sospesa, hanno invece conseguito risultati migliori. Nel terziario, risultano assai svantaggiate le attività che comportano l’aggregazione sociale e la circolazione delle persone, quali la ristorazione, i trasporti e il turismo. Nelle Marche l’attività turistica si concentra nella stagione estiva; nel confronto con l’Italia, l’impatto negativo della pandemia potrebbe essere attenuato dalla minore dipendenza dal turismo internazionale” (pag. 6).

Altri fattori esterni, come la non crescita dell’Italia, hanno influenzato tutti i settori economici con il settore dell’edilizia e del turismo a risentirne maggiormente nell’anno 2020, mentre il dato per il 2021 sembra dare segnali di recupero.

A ciò va aggiunta la vicenda del terremoto che ha devastato tutta la zona montana, con ripercussioni a caduta sull’intera economia locale.

Come già evidenziato nella premessa, la tragedia dell’infezione da coronavirus ha peggiorato tutta la situazione economica e sociale i cui effetti già oggi sono molto visibili. Considerando che si tratta di una pandemia che colpisce tutto il pianeta ciò avrà ripercussioni pesanti sull’attività del commercio mondiale.

La parziale ripresa dei consumi interni non mette al riparo la maggior parte delle imprese dalle crisi di bilancio anche in questo 2021. La considerazione rimanda subito alla necessità di misure di mitigazione delle tassazioni nazionali, regionali e locali; a livello comunale questo si dovrà tradurre in una più attenta lettura dei dati negativi di alcuni settori, intervenendo così in maniera puntuale sui costi di servizi e tariffe (dall’occupazione del suolo pubblico alle tariffe di raccolta rifiuti, ad esempio)

L’appuntamento elettorale di ottobre 2021 coinvolge 5 dei 33 comuni della provincia di Ascoli Piceno ovvero il 15,15% delle amministrazioni comunali dove si registra la presenza del 25,67% (n. 52.518) dei 204.575 abitanti totali della provincia al 1 gennaio 2021, secondo i dati Istat.

La realtà economica insediata nei comuni chiamati al voto per l’elezione del Sindaco ed il rinnovo dei consigli comunali, stando al Registro Imprese della Camera di Commercio delle Marche era, al 30 giugno 2021, di 6.242 imprese, pari al 29,87% delle 20.896 registrate come attive in Provincia di Ascoli Piceno. All’interno di un tale dato, emerge la presenza di un totale, nei 5 comuni di cui sopra, di n. 1.436 delle 5.406 imprese artigiane picene, pari al 26,56% del totale provinciale.

In particolare nel comune di San Benedetto del Tronto si evidenzia, vedasi tab. 1, una realtà di impresa con 5.579 imprese attive, di cui 1.258 artigiane e 15.603 occupati registrati, pari al 24,96% del totale di 62.513 occupati provinciali annotati nel Registro Imprese alla data del 30 giugno 2021. La tabella esprime il dettaglio di quanto sopra sintetizzato, con i dati in relazione con la realtà provinciale complessiva.

Tab. 1

al 30.06.2021

AP066 SAN BENEDETTO DEL TRONTO

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO

Raffronto dati comunali/prov.li

Settore

Attive

Addetti tot.

Attive

Addetti tot.

% ditte attive

% addetti

A Agricoltura, silvicoltura pesca

242

605

3.740

4.120

6,47%

14,68%

B Estrazione di minerali da cave e miniere

3

3

16

51

18.75%

5,88%

C Attività manifatturiere

446

1.396

2.097

15.264

21,27%

9,15%

D Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condiz…

26

25

113

282

23,01%

8,87%

E Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione d…

21

151

60

532

35,00%

28,38%

F Costruzioni

591

1.048

2.767

5.885

21,36%

17,81%

G Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di aut…1.593

4.069

4.749

12.045

33,54%

33,78%

H Trasporto e magazzinaggio

128

863

532

3.197

24,06%

26,99%

I Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione

656

2.263

1.700

5.857

38,59%

38,64%

J Servizi di informazione e comunicazione

184

568

551

1.361

33,39%

41,73%

K Attività finanziarie e assicurative

123

490

449

1.624

27,39%

30,17%

L Attività immobiliari

369

290

833

697

44,30%

41,61%

M Attività professionali, scientifiche e tecniche

282

394

845

1.394

33,37%

28,26%

N Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imp…

241

1.257

706

5.563

34,14%

22,60%

O Amm.ne pubblica, assicur. sociale

1

6

P Istruzione

38

137

101

307

37,62%

44,63%

Q Sanità e assistenza sociale

29

841

136

2.036

21,32%

41,31%

R Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e diver…

240

343

441

867

54,42%

39,36%

S Altre attività di servizi

364

855

1.052

2.315

34,60%

36,93%

T Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro p…

X Imprese non classificate

3

5

7

110

42,86%

4,55%

Totale

5.579

15.603

20.896

62.513

26,70%

24,96%

La tabella che segue (tab. 2) intende proporre la possibilità di una lettura dell’andamento della presenza di imprese nel comune, prendendo a riferimento le consistenze a 5 e 10 anni dal 30 giugno 2021.

A livello sintetico, i dati esprimono un differenziale sul periodo 2011 – 2021 del + 2,70% (valore assoluto +151 imprese), con un dato provinciale pari al -2,77% (valore assoluto -1.192 imprese).

La tabella che segue illustra l’andamento in maniera analitica per settori produttivi.

Tab. 2

 

Le imprese femminili nel comune di San Benedetto del Tronto sono indicate nella tabella 3 che segue

Tab. 3

Totale imprese

incidenza % su tot imprese comunali

incidenza % su tot impr. femminili prov.le

1.356

24,31%

27,17%

A livello provinciale, il dato di incidenza delle imprese femminili (valore assoluto n. 4.989) sul totale delle imprese attive è pari al 23,87 %.

La nazionalità delle persone (titolari, soci, ruoli di amministratore) registrate come attive nelle imprese viene esposta, per le prime 20 delle ricorrenze (in totale ci sono 67 nazionalità diverse oltre all’italiana) presenti nel comune di San Benedetto del Tronto, nella tabella 4 che segue:

Tab. 4

 nazionalitànr.

1

ALBANIA – Z100

108

2

ROMANIA – Z129

84

3

SVIZZERA – Z133

63

4

BANGLADESH – Z249

46

5

GERMANIA – Z112

44

6

CINA – Z210

37

7

VENEZUELA – Z614

37

8

UCRAINA – Z138

24

9

ARGENTINA – Z600

23

10

RUSSIA (FEDERAZIONE) – Z154

22

11

MAROCCO – Z330

20

12

BELGIO – Z103

18

13

POLONIA – Z127

18

14

TUNISIA – Z352

17

15

AUSTRALIA – Z700

15

16

GRAN BRETAGNA – Z114

15

17

CANADA – Z401

13

18

BRASILE – Z602

11

19

MACEDONIA – Z148

11

20

NIGERIA – Z335

11

I temi sul tavolo del Sindaco

Come premesso, il presente documento intende proporre all’attenzione dei candidati a sindaco:

  • temi generali articolati in quattro aggregazioni tematiche generali

  • temi puntuali comunali articolati in 10 criticità e richieste su snodi locali

per una riflessione comune sule condizioni in cui viene svolta l’attività di impresa oggi e sulle principali necessità che emergono dal mondo imprenditoriale.

Guardiamo con fiducia il passaggio elettorale per gli impegni che si vorranno prendere con la cittadinanza per gli aspetti in cui stretta è la competenza e la capacità direttiva del sindaco, mentre non intendiamo affidare ai Sindaci la soluzione di tutti i problemi generali, peraltro spesso con azioni di cui i sindaci non hanno competenza o responsabilità, ma desideriamo evidenziare alcune “grandi” criticità perché i provvedimenti locali che verranno adottati non aggiungano criticità ad esasperazioni già in atto, non producano ulteriori effetti distorsivi su situazioni di gestione di impresa o di avvio di nuova imprenditorialità già oggi troppo appesantite da fiscalità e burocrazia, come accenniamo di seguito, il tutto drammaticamente aggravato dalla pandemia da Covid19.

La crisi ha anche permesso di far emergere tanti punti di forza di cui il Paese dispone. Si pensi, ad esempio, all’universalità del servizio sanitario, nonché alla rete della tutela del lavoro e del reddito.

La ripartenza non può fermarsi alla riproposizione di un modello economico che ha fallito. Occorre una “rinascita”, non una ripartenza, che deve affrontare con determinazione tutti i nodi strutturali prima richiamati per creare le condizioni di contesto per una crescita robusta che manca all’Italia da decenni.

L’opportunità del PNRR – Piano Nazionale Ripresa e Resilienza con un inedito plafond di disponibilità di oltre 209 miliardi come risorse spendibili, è tale da poter cambiare gli scenari, anche per i Comuni e a tal proposito dalla “Transizione Verde” alla riqualificazione di alcune Aree, migliorando alcuni snodi logistici di San Benedetto del Tronto si deve giocare la sfida da protagonista per la città le sue imprese e i suoi cittadini.

Una grande occasione storica per creare una forte discontinuità nel governo del Paese e per proporre e condividere una visione del futuro che ci consenta di uscire da uno stallo pericoloso.

Le criticità in quattro aggregazioni tematiche generali

  • #nuove politiche fiscali

traguardi: riduzione carico, semplificazione adempimenti, certezza scadenza, certezza modalità, previsioni anticipate e rispettate

Pressione fiscale e rapporto fisco-contribuente sono due questioni da affrontare e risolvere una volta per tutte. Questioni che chiediamo al Governo ed al Legislatore ma che rappresentiamo ai Sindaci per evitare che le “forchette” delle aliquote a livello comunale, laddove di competenza dell’Amministrazione, siano utilizzate nella misura minima prevista, visto che non si potranno azzerare.

Da un lato l’adozione di soluzioni digitali sta semplificando la trasmissione di dati, aumentando le entrate fiscali e facilitando i controlli e il contrasto all’evasione e all’abusivismo, piaghe per il Paese e per le imprese che operano nella piena legalità. Dall’altro, permane una mole di oneri e adempimenti obsoleti che generano solo costi e contenzioso.

Attenzione però. La nostra economia, quella comunale di San Benedetto del Tronto, in particolare, è costituita da micro e piccola impresa. Il livello del prelievo fiscale sulle piccole attività resta, inoltre, elevatissimo e sproporzionato. A ciò si aggiungano le iniquità relative alla tassazione di redditi di imprese realizzati da soggetti diversi.

Per questi motivi, si rendono necessari i seguenti interventi:

? ridurre la tassazione sulle imprese e renderla uniforme nel rispetto dei principi di equità fiscale e di uguaglianza di capacità contributiva (revisione delle aliquote e degli scaglioni IRPEF);

? semplificare gli adempimenti ed eliminare le norme anti-evasione superate dalla fatturazione elettronica (ritenuta 8% sui bonifici, split payment, reverse charge, ecc.)

? ridurre la fiscalità sui consumi energetici e investimenti, che oggi favorisce gli utenti energivori e scoraggia il contenimento dei consumi.

Persiste il clima di incertezza che si sta generando con nuove tasse che, apparentemente riepilogative di altre, di fatto si stanno tramutando in aumento di adempimenti per le imprese, spesso con la definizione di un importo totale ancora da determinare mentre si avviano i pagamenti degli acconti di un conguaglio finale incerto. Si fa già tanta difficoltà a fare impresa, ma averne di ulteriore dal sistema della tassazione è veramente imbarazzante. Per questo è necessario che le amministrazioni comunali pongano un limite ai recuperi dei minori trasferimenti, se questa è la causa, con una riduzione delle spese ed una razionalizzazione delle risorse per non gravare sulle famiglie e sul tessuto produttivo locale.

La consapevolezza del ruolo di un’amministrazione comunale in questo contesto e per le competenze proprie per la normativa vigente, non può esimere dal rappresentare la necessità di ulteriori interventi sull’IMU ma anche per la raccolta rifiuti. In questo caso chiediamo che si verifichino con attenzione le ripartizioni tra utenze domestiche ed extradomestiche, avvertendo come necessario il sistema del pagamento effettivo delle quantità conferite, arrivando così alla “tariffa puntuale” come nelle possibilità tecniche dei sistemi di raccolta e/o conferimento.

  • #burocrazia

traguardi: semplificazione, certezza del diritto, tempi di definizione, sgravi, automazione modulistica, portale dei servizi, adempimenti non onerosi, impatto zero sui costi aziendali.

La burocrazia è un costo per le imprese alla pari della tassazione ed incide sulla competitività, sul costo del lavoro, sul prodotto finito.

Abbiamo segnalato in occasione degli Stati Generali dell’Economia, che la riforma della burocrazia è quella più urgente. Auspichiamo la più grande opera di semplificazione ed efficientamento della storia repubblicana: rimuovere la ruggine da troppo tempo ingenerata da sovrapposizioni di carattere prevalentemente amministrativo che interessano i diversi livelli dello Stato, così da rimettere al centro l’interesse di imprese e cittadini. Una consistente quota dei fondi del Recovery Plan è destinata all’obiettivo di una nuova PA. Una scommessa che tutti vogliamo vincere per il bene del Paese.

Una stagione che valorizzi la responsabilità dei cittadini e delle imprese e superi il modello dei controlli ex ante rafforzando quelli ex post. L’architettura normativa e burocratica non deve continuare a rappresentare un ostacolo all’attività delle imprese.

La digitalizzazione della Amministrazione e la conseguente piena interoperabilità delle banche dati deve divenire il grimaldello per abbattere i tempi della burocrazia.

Appare decisivo per le sorti delle nostre imprese che in materia di controlli venga riconosciuto in via generale il principio dell’addebito dell’onere della prova a carico dell’Amministrazione pubblica. Ciò, ad esempio, deve accadere in tema di abolizione dello split payment, del reverse charge, della ritenuta d’acconto sui bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia, della responsabilità solidale dei committenti sulle ritenute fiscali dei dipendenti delle imprese appaltatrici e subappaltatrici.

Occorre rendere concreto ed operativo il principio declamato ma scarsamente applicato alla base dello Small Business Act ovvero del “think small first – primo pensare in piccolo”. E’ importante verificare come nella comunità insediata si possa riconoscere un tessuto produttivo di micro, piccole e medie imprese che rappresentano un driver di ricchezza e crescita e, dunque, di reddito e occupazione per la comunità. E riconoscerlo oggi nel periodo di difficoltà che si aggiunge a difficoltà è particolarmente strategico, anzi doveroso. Creare le condizioni perché le imprese possano operare e farlo senza ulteriori appesantimenti è cercare un equilibrio necessario ed alla base della coesione sociale del territorio. Con il proliferare di norme sempre più complesse è aumentata parallelamente la complessità gestionale anche nella considerazione che, negli ultimi anni, sono stati sempre più scaricati sull’impresa adempimenti formali finalizzati all’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria. Le imprese vivono questo quotidiano e gli amministratori comunali debbono poter conoscere e valutare le condizioni operative reali anche al fine di non aggravare, con la potestà regolamentare in materia di tributi locali, ulteriormente le incombenze, i costi, le incertezze.

Un esempio che può rendere l’idea e che non sempre è nell’ottica di osservazione degli amministratori locali.

Si pensi che per avviare una attività di autoriparatore sono necessari fino ad 86 adempimenti, comportando il coinvolgimento fino a 30 enti da contattare 48 volte, per un costo totale di oltre 18.500 euro.

  • #legalità

traguardi: tutela diritto, lotta abusivismo, certezza tempi, responsabilità, tutela sociale, campagne di promozione culturale, pubblicità eventi

Il tema della legalità per la comunità insediata rimanda a due dimensioni tra loro strettamente connesse: quella della sicurezza e quella dell’abusivismo. Si tratta, a ben guardare, delle facce della stessa medaglia a vantaggio della coesione sociale e della promozione di una rete di socialità capace di dare risposte di sistema ai vari bisogni e situazioni. Il primo messaggio che deve partire con rinnovata chiarezza è quello della lotta all’abusivismo da denunciare come forma impercorribile per affrontare le ristrettezze del momento quando non è la deliberata volontà a delinquere che ispira certe azioni. Non può essere lasciato nessuno spazio a chi si sottrae alla legalità per guadagnare facilmente, per fare concorrenza sleale, per sottrarsi alle tasse ed allo svolgimento regolare degli adempimenti che la Legge prescrive anche nell’utilizzo di macchinari, sostanze e tecniche a tutela dei consumatori. L’abusivo non solo danneggia il mercato ma anche i clienti, ignari di come certi risparmi possano essere realizzati se non illegalmente. Per questo occorre mandare da subito, con chiarezza, un segnale di volontà di contrasto ad attività illegali, abusive, di lavoro nero ed irregolare, con campagne di prevenzione e di indagine concertate con le forze dell’ordine ed opportunamente concordate dalle autorità competenti.

Dire legalità è anche dire rispetto non formale delle disposizioni di legge dando risposte adeguate ed in tempi giusti a chiunque si rivolge all’Ente Pubblico; è utilizzare il sito internet come driver della trasparenza che è uno dei modi principali per conseguire più efficacemente un presidio di legalità; è dire tutela sostanziale dei diritti di ciascuno, favorendo una rete di servizi sociali in grado di assicurare prestazioni accessibili per tutti; è dire, all’interno della varie assemblee tra amministratori, il bisogno di sanità e di accesso ai servizi sanitari con adeguata qualità per tutti, senza svuotare i territori di presidi e servizi; è garantire il coinvolgimento dell’associazionismo per compiti e funzioni ai quali è possibile accedere in una logica di sussidiarietà; è tenere aperti i termini del confronto al di là della soddisfazione formale di scadenze e modalità; è dire la parola doveri senza soffocare i diritti, è investire sulla fiducia dando esempio e dando occasione di crescita con la promozione di eventi, incontri e confronti sui temi della legalità e della sua declinazione pratica nel quotidiano di una comunità locale.

Legalità è anche favorire un corretto acceso al credito. Poniamo questo tema così decisivo per la vita delle imprese nel capitolo legalità di questo nostro documento, proprio per evidenziare anche alle Amministrazione comunali quanto sia importante guardare tutti dalla stessa parte e sostenere sforzi comuni per attraversare la straordinarietà di questo periodo.

La carenza di credito disponibile per le piccole imprese rappresenta un limite allo sviluppo e alla ordinata gestione finanziaria. Le banche applicano nella valutazione di merito creditizio e negli accantonamenti criteri inadeguati alla piccola dimensione dei soggetti e la rischiosità delle operazioni. La deriva verso “altre” forme di finanziamento è assai allettante quanto altrettanto pericolosa oltre che pienamente illegale.

Servono strumenti dedicati alla erogazione del credito alle PMI e regole che ricreino interesse e convenienza a erogare importi contenuti. Al contempo, vanno ripatrimonializzati i Confidi e ampliato il loro ambito di attività, consentendo alle Regioni di riservare loro la funzione di garanti per importi di valore ridotto.

  • # progettualità

traguardi: partecipazione, programmazione, procedimenti con fasi partecipative pubbliche, idee, concorso, tavolo di confronto, ricerca condizioni possibili, visione comune e condivisa, strategia chiara

E’ un periodo troppo lungo e difficile quello che stiamo vivendo, con condizioni critiche che più che al superamento delle stesse fanno pensare ad una necessaria riprogrammazione di modelli e condizioni.

Riteniamo utile proporre ai candidati a Sindaco di questa tornata elettorale amministrativa comunale, alcune idee per il rilancio del territorio piceno, per concordare insieme una visione comune, non solo dell’analisi, ma anche della progettualità che è necessaria per la “rinascita” del territorio e delle comunità insediate.

C’è una complessità ed una correlazione o connessione nella comprensione che impongono una lettura unitaria del territorio, superando una visione dicotomica purtroppo presente che ha informato il pensiero e l’agire politico: mare – montagna, manifatturiero – agricoltura, mobilità – ambiente, turismo – cultura. Queste categorie sommariamente elencate vanno ripensate unitariamente, mediante un filo rosso che le ricompongano come un ordito di una stessa trama, introducendo il concetto di “città diffusa”, senza nulla sottrarre, anzi valorizzando, la ricchezza delle comunità locali.

In buona sostanza nella visione comune, c’è anche una serie di richieste che in premessa, possiamo sintetizzare nei seguenti quattro punti “PIU’”:

  • PIU’ appalti pubblici per le piccole imprese: da sempre sosteniamo il principio dello spacchettamento degli appalti e dell’affidamento dei lavori alle imprese del territorio.

  • PIU’ politiche sociali e sanitarie: bisogna avere maggiore attenzione per i servizi ambulatoriali territoriali.

  • PIU’ infrastrutture e collegamenti per recuperare un gap di competitività ed impedimenti ad un rilancio del territorio.

  • PIU’ credito, meno burocrazia, meno tasse, più innovazione, più export, più turismo ecologico: sono i principi di uno sguardo positivo verso il futuro e per la crescita di un tessuto economico che altrimenti ha poco in cui sperare.

La provincia di Ascoli Piceno è un territorio che manca di progettazione e di un concreto coordinamento dell’innovazione. Immaginiamo che anche a livello comunale si possa procedere e sostenere progettualità, come di seguito sommariamente indicato:

  • Occorre favorire come previsto dalla normativa europea l’accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici, puntando su meccanismi di turnazione, con lotti di piccolo importo, superando per la selezione dell’offerta il meccanismo del massimo ribasso, ponendo attenzione, anche attraverso protocolli locali tra le parti sociali, a costi minimi che non possono essere nominalmente sostenibili, introducendo una sorta di “appalto a Km zero” o a ridotto impatto anche in termini ambientali. Il tutto, trova ancora più convinzione e motivi di necessità per la PMI, dagli elementi di analisi di un recente studio (G.F. Gori, P. Lattarulo, 16.09.2021) pubblicato su www.lavoce.info e dal titolo: “Con procedure più semplici i comuni tornano ad investire” in cui si legge:” Gli enti locali, e le amministrazioni comunali in particolare, sono responsabili di una parte molto importante dei lavori pubblici nel nostro paese. Ogni anno avviano mediamente il 58 per cento del totale delle procedure, seppure in termini di importo si tratti solo del 28 per cento, comunque quasi un terzo del valore complessivo. Agli interventi dei comuni – per lo più di medio-piccola dimensione finanziaria – viene dedicata molta attenzione per la loro naturale e capillare diffusione territoriale e per la conseguente capacità di attivazione del tessuto economico locale”.

  • Politiche sociali in grado di assicurare dignità alla persona e compatibilità con le attività di cura che possono essere svolte dal tessuto delle relazioni che ancora caratterizza il territorio: questo significa anche scelte amministrative per favorire la conciliazione dei tempi tra lavoro anche imprenditoriale e famiglia, prevedendo strumenti di sostegno oltre che sul versante famiglia anche su quello con voucher per la sostituzione temporanea in azienda dell’imprenditore/imprenditrice chiamati ad occuparsi dei problemi famigliari. Questo anche considerando che molte prestazioni sanitarie (anche con l’aggregazione tra medici di base) si sposteranno sul territorio, in ambulatorio ed in casa.

  • Futuro è anche rendere sostenibile la tassazione, a cui nessuno vuole sottrarsi se commisurata al giusto convivere: per questo è necessario ridurre le imposte comunali e coniugare l’autonomia finanziaria con la capacità di ridurre la spesa, rendendo produttivi al massimo gli investimenti.

  • E’ opportuno ragionare di strumenti regolamentari da aggiornare al fine di tutelare le attività artigiane soggette a regolamentazione e difenderle da chi esercita in modalità irregolare o abusiva.

  • Riteniamo necessario, per le responsabilità proprie del Comune, suggerire l’attivazione di iniziative di promozione delle produzioni locali, in particolare come consumi alimentari (frutta, specialità della tradizione, ecc.) attraverso scuole, gemellaggi e scambi culturali, con l’obiettivo di promuovere, con l’educazione alimentare, anche il recupero ed il mantenimento di tradizioni, sapori, saperi, colture; a tale riguardo anche i bandi pubblici devono poter promuovere consumi consapevoli ed educazione alimentare con l’uso di prodotti locali, di produzioni a chilometro zero.

  • Avere una visione per il futuro significa anche compiere scelte a fronte di una ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico, al fine di farne contenitore di nuove iniziative di imprese, per favorire start up innovative, per l’avvio di attività associative culturale e sociali destinate a promuovere relazionalità, accoglienza, promozione turistica, ecc..

  • Visione è anche volontà di leggere la comunità del futuro come luogo delle opportunità per i giovani e per quanto hanno qualcosa da esprimere prevedendo spazi, luoghi ed occasioni in cui promuovere la ricchezza di intelligenze e di passioni che sono in dote alla comunità.

  • Recuperare una dimensione di socialità è anche trovare le risorse per nuovi servizi a chiamata svolti da operatori qualificati, in grado di rispondere al bisogno di mobilità senza deprimere l’autonomia, in particolare degli anziani.

  • Inserire nell’agenda comunale il grande tema delle infrastrutture, anche per far fronte alle sempre più ricorrenti criticità che pone localmente il tratto autostradale dell’A14. Sui tavoli del Governo e della Regione la Cna ha posto le questioni che qui vengono ripetute per cercare il coinvolgimento dei nuovi sindaci:

  • La terza corsia è un bisogno accertato per non allontanare dal territorio non solo consumatori ma anche investitori nei settori economici. Ristrutturare la rete infrastrutturale in senso organico ed integrato rappresenta una necessità indifferibile perché sviluppo ed infrastrutture da sempre rappresentano un binomio inscindibile in termini di agibilità economica e produttiva dei territori e delle comunità locali.

  • Pare anche questo il tempo opportuno per lo sguardo “lungo” sul futuro della ferrovia adriatica. Senza creare appesantimenti ad una fase che è solo all’inizio per quanto riguarda progetti di terza corsia per l’autostrada, riteniamo che non disgiungere alcune soluzioni progettuali possa rappresentare un’occasione di riflessione molto interessante ed interessata a recuperare spazi vitali nei centri costieri, spezzati da una linea ferroviaria che in molti tratti corre al confine di spiagge e scogliere, sottoponendosi al rischio di mareggiate occasionali ed al costante fenomeno erosivo.

  • ammodernamento della statale Salaria, dell’avvio delle progettualità effettive della Ferrovia dei Due Mari, dell’urgenza della Bretella di San Benedetto del Tronto, della messa in sicurezza degli attraversamenti dei centri abitati della statale Adriatica, del completamento della cosiddetta “Mezzina” e del suo raccordo all’intervalliva abruzzese a sud e della sua prosecuzione a nord

  • La “bretella” di San Benedetto del Tronto: Appare necessario definire il superamento del centro abitato di S. Benedetto del Tronto: ne va della qualità dell’ambiente e dell’offerta turistica. A riguardo crediamo che per ragionare di viabilità locale sia necessario coinvolgere il livello regionale per la valenza strategica del progetto e per la sua onerosità ma anche per il ritorno in termini di efficienza, messa in sicurezza ed immagine che la “porta sud” della Regione deve assicurare.

  • Un tavolo regionale di confronto sui bacini locali sugli interventi in materia di strade per un monitoraggio di esigenze di intervento (concessionario autostradale, Anas, comuni) che non vadano però a sovrapporsi ad altri, creando intasamenti anche della viabilità ordinaria dovuta a lavori in contemporanea.

  • riattivazione, congiuntamente con la Regione Abruzzo, del divieto di attraversamento dei centri abitati costieri da parte dei mezzi pesanti, con il sistema regionale di sostegno finanziario all’obbligo di percorrenza su autostrada.

Le criticità e richieste su 10 snodi locali

La Cna Di Ascoli Piceno annovera il 58% dei propri soci nel Comune di San Benedetto del Tronto. Trasversalmente si toccano categorie diverse e varie che esercitano la propria attività in tutte le forme consentite dal diritto per l’attività di impresa, dalla ditta individuale alle società di persone e di capitali, alle cooperative ai consorzi; questo per tutti i settori; edilizia, impiantistica, autotrasporto, moda e artigianato artistico per finire con comunicazione, produzione, benessere e agroalimentare. Il confronto interno con le categorie rappresentate fa emergere quanto di seguito:

  1. Agroalimentare. Proprio partendo dall’Agroalimentare auspichiamo il supporto dell’amministrazione comunale per portare avanti le eccellenze presenti nel territorio; vi sono diverse imprese che hanno un forte impatto anche sull’export e che portano in alto il nome di San Benedetto con una qualità rara da trovare. L’attività comunale potrà imprimere un impulso alla visibilità dei prodotti, associandola alla qualità dell’offerta complessiva territoriale; in questo appare necessario che il Comune guidi la promozione di relazioni territoriale per mettere a sistema ogni sforzo a sostegno delle imprese.

  2. Comparto Moda: sono diverse le iniziative che possono essere organizzate e che potrebbero essere poste all’attenzione dell’amministrazione sui vari temi: ad esempio, sfilate e sostegno al made in Italy.

  3. Artistico e tradizionale. Occorre fare scelte precise per la valorizzazione dei mestieri, anche nel campo artistico. Offrire laboratori itineranti con possibilità di insegnamento anche attraverso dei corsi fatti da imprese regolarmente registrate e non attraversi attività Hobbistica ci pare una scelta che possa aprire opportunità per tutti di esprimersi artisticamente ed imprenditorialmente.

  4. Edilizia ed Impiantistica: per un settore che esprime, anche in questo caso eccellenze e competenze qualificate, è auspicato che, alla luce del nuovo codice appalti, l’emanazione dei nuovi bandi di gara possa tener conto in particolar modo delle piccole e medie imprese.

  5. Autotrasporto: si tratta di un settore che vive di riflesso il destino organizzativo dell’economia insediata. Per questo anche il ruolo del porto così come del centro agroalimentare sarà d’aiuto anche come piattaforma logistica, realizzando un sostegno operativo al fine di tutelare le imprese che oggi sono in difficoltà per via di cabotaggio e di inserimenti di fenomeni di dubbi regolarità che portano concorrenza sleale nella categoria. Qui si inserisce anche il tema delle infrastrutture e dell’autostrada A14 in particolare, di cui si dirà più avanti nel presente documento.

  6. Comunicazione e Innovazione Tecnologica: si tratta di settori che rappresentano la nuova frontiera per il riassetto e la riorganizzazione di molte imprese cresciute sempre a vocazione artigiana. Riflettere sulle modalità per come portare avanti alcuni principi cardine del web e l’informatizzazione è una chiave che la Cna sta percorrendo da alcuni anni. A riguardo risulterà importante il sostegno dell’amministrazione comunale, attraverso il potenziamento della piattaforma informatica, per sviluppare diversi progetti dove formare gli imprenditori del domani abbinando il saper fare all’innovazione tecnologica.

  7. Benessere e Sanità: un settore che esprime il forte bisogno della legalità e della lotta all’abusivismo. Un tema che deve vedere impegnata anche l’amministrazione comunale a tutela della salute dei consumatori e dell’esercizio legale dell’attività d’impresa. La nostra campagna CNA contro l’abusivismo ormai prosegue da alcuni anni per tutelare un comparto che ne ha necessariamente bisogno e la campagna promossa con “A viso Aperto” sta riscuotendo successo tra i giovani e tutti coloro che si affacciano al settore.

  8. Produzione Nautica: si tratta di un raggruppamento di interesse che coinvolge diversi settori che hanno a che vedere con la nautica, pesca e quindi porto ed infrastrutture. Negli ultimi anni si è registrata la contrazione del settore peschereccio il quale nel 2022 e 2023 subirà una ulteriore contrazione, crediamo lieve ma inesorabile, quando verrà attuata una ulteriore iniziativa governativa di arresto volontario (demolizione con contributo). La tradizionale ed apprezzata professionalità dei nostri associati ha permesso loro di spostare una parte delle loro attività su settori diversi, quali il settore industriale o l’ambito navale in altri porti italiani ed esteri ed infine attraendo nel nostro porto unità di altre tipologie quali yacht grandi o rimorchiatori o unità da lavoro specializzate. I dati nazionali disponibili in CNA forniscono una prospettiva di sviluppo importante soprattutto nella nautica, ovvero yacht, anche in servizio commerciale le cui dimensioni medie continuano a crescere. Questa analisi ci porta a ritenere indispensabili alcune iniziative ed investimenti da parte delle Amministrazioni competenti, a partire da quella comunale, per ammodernare le infrastrutture portuali, indicando di seguito alcune priorità.

    1. Dragaggio del porto: è fondamentale per un porto dell’importanza strategica e funzionale come quello di San Benedetto del Tronto, assicurare con periodicità il dragaggio del porto per garantire un fondale di almeno 5,5 come previsto dalle specifiche tecniche ministeriali

    2. Area Molo sud: con il nuovo Piano di Adeguamento Tecnico Funzionale i cantieri si trovano a dover ridelimitare le loro aree, a tutt’oggi devono essere completate le opere relative ai sottoservizi. Occorre una maggiore attenzione alla riqualificazione dell’intera area in considerazione del fatto che si trova a ridosso del centro cittadino; finalmente il Villaggio della Piccola Pesca ha trovato una collocazione ma occorre una risistemazione a cura dei cantieri dell’area rimasta libera.

    3. Ottimizzazione specchi acqua: intendiamo proporre una riorganizzazione della destinazione d’uso degli specchi d’acqua che riteniamo possano dare modo di sviluppare nuove tipologie di approdi come il diporto e dare quindi l’opportunità di sviluppo alle imprese dell’indotto portuale e di attrattività turistica per la città di San Benedetto del Tronto. Lo specchio acqueo antistante è sottoutilizzato e troppo esposto alle intemperie, la nostra come CNA è di metterlo in sicurezza realizzando un molo tra l’attuale “molo vongolare” ed il molo “circolo nautico” creando così di fatto una “darsena” operativa protetta e da destinare ad ospitare nuovo naviglio che possiamo e dobbiamo attrarre.

    4. Banchine pesca: razionalizzazione ed ottimizzazione dell’operatività anche creando un nuovo molo di circa 150-200 metri a metà dell’attuale molo nord in direzione nord (a similitudine di quanto realizzato nel porto di Giulianova) dando maggiori lunghezze di banchina e meglio organizzando le varie tipologie di pesca (piccola pesca, strascico, lampare, volanti ed unità per allevamenti)

    5. Promuovere lo sviluppo e la crescita della cantieristica per yacht: occorre favorire i presupposti per l’ospitalità degli equipaggi, prevedendo accordi con hotel/ristoranti, e tariffe di ormeggio calmierate in modo da poter poi lavorare sull’assistenza e refitting, la manutenzione dei natanti con conseguente incremento del giro d’affari e del numero dei lavoratori attivi dei cantieri e delle imprese dell’indotto coinvolte

    6. Area Molo nord: destinata in base al piano regolatore allo sviluppo oltre che delle attività legate all’economia del mare anche delle attività turistico ricreative, attualmente le problematiche emergenti sono molteplici: decoro urbano, viabilità, sviluppo delle imprese. Occorre una maggiore vision condivisa con gli operatori e le istituzioni.

    7. Aree a terra, in generale: alcune aree nell’ambito portuale lasciate inoperative devono essere recuperate anche con progetti delle Amministrazioni. Un esempio: l’edificio “magazzino frigorifero ex Panapesca” dopo molti anni è ancora di fatto inutilizzato probabilmente perchè necessita di un totale rifacimento per nuove destinazioni d’uso; con oppurtuni progetti pubblico-privato può trasformarsi in un polo di ricerca, approfondimento tecnico, biologico, ambientale ed energetico e sullo sviluppo sostenibile della pesca creando a S. Benedetto un polo di attrazione per tante tematiche dell’intero mare Adriatico. Una parte dell’edificio può essere destinato ad uso ricettivo rispettando anche la moderna vocazione turistica della nostra città che vive intorno al porto.

    8. Marketing territoriale con la valorizzazione degli antichi mestieri artigianali testimoniati dalla presenza di maestri d’ascia ancora in attività, promozione della cantieristica mediante scambi, gemellaggi che incentivino e favoriscano la presenza delle nostre imprese sui mercati nazionali e internazionali.

    9. Dare vita al Porto: occorre creare un grande evento per incrementare la visibilità e rendere la zona di attrazione turistica, pertanto occorre favorire l’insediamento di locali di somministrazione cibo e bevande anche con la formula dello street food, locali commerciali per fare shopping, dare la possibilità di assistere alla proiezione di film e spettacoli tipo sfilate, concerti, rappresentazioni teatrali all’aperto. Alcune di queste attività sono già presenti, altre si organizzano in modo sporadico e per singole iniziative non coordinate e presenti in un cartellone di offerta turistica che deve avere nel comune il soggetto di coordinamento e coagulo delle opportunità e delle offerte.

  9. In CNA è presente anche il segmento Pensionati: anche da questo gruppo di associati arrivano osservazione che offriamo al dibattito elettorale.

    1. Dall’esperienza di altri comuni i pensionati CNA propongono, con la collaborazione del comune e delle associazioni già attive nel nostro territorio, l’istituzione di un numero verde come strumento messo a disposizione dell’anziano per sapere chi nel suo quartiere è disponibile ad aiutarlo, come uno strumento messo a disposizione delle associazioni e dei diversi soggetti attivi nel volontariato per sostenere la raccolta delle richieste degli anziani e fornire un supporto organizzativo ed informativo. I servizi attivabili potrebbero essere: compagnia, accompagnamenti occasionali, piccole commissioni, piccole riparazioni e manutenzioni domestiche ( in collaborazione con le associazioni datoriali)

    2. Promozione di attività basate sullo scambio di sapere fra generazioni accogliendo la disponibilità del mondo dei pensionati artigiani per insegnare ai bambini delle scuole elementari e medie il fascino di un mestiere basato sulla manualità, l’abilità e l’estro dei maestri artigiani

    3. Promuovere attraverso il crowdfunding civico una raccolta di risorse per finanziare proposte che possono spaziare dalla cura e all’assistenza per gli anziani, alla realizzazione di piattaforme territoriali per la creazione di servizi di qualità, come ad esempio le baby-sitter condivise tra più bimbi di uno stesso quartiere, e molti altri progetti con tale sistema (già attivo nel comune di Milano – soc. Eppela). I cittadini interessati potranno avere la reale opportunità di raccogliere i fondi necessari per poter trasformare la loro idee in un’impresa ad alto valore sociale

  10. Turismo, non ultimo nell’ottica di una città rilanciata sul mercato nazionale ed internazionale: l’attività della Cna è attenta e mirata anche in questo comparto con l’ampliamento dello Statuto Nazionale; per dare una voce unica al territorio CNA Ascoli Piceno è promotrice insieme alla Confesercenti di un distretto sotto la forma giuridica dell’Associazione con atto registrato il 5 Maggio 2016 per dar spazio ad un’azione sviluppata in modo sinergico e unitario. Racchiudiamo infatti nel distretto turistico MARCHE SUD diversi operatori presenti in tutta la provincia e abbiamo registrato anche 16 comuni che hanno deliberato la loro adesione nei confronti di un Distretto che rappresenta per la prima volta un vero valore aggiunto per il territorio. Riteniamo che il comune di San Benedetto del Tronto non possa sottrarsi ed anzi debba guidare con una presenza attiva il comitato di distretto.

Un percorso per ricominciare

Ricominciamo da noi! Ricominciamo con misure forti e straordinarie per superare l’emergenza sanitaria ed economica provocata dal coronavirus tutelando salute, livelli di reddito e tessuto produttivo; definendo percorsi chiari ed ordinati per la lunga gestione della presenza del Covid19 nel quotidiano dei nostri attuali giorni; lavorando ad un progetto per offrire una visione del futuro dell’Italia con riforme e interventi per rimuovere le criticità strutturali di cui soffre il Paese.

L’avvio di un percorso locale con “nuove istanze” originate delle nuove distanze per un nuovo futur” prende necessariamente avvio con la richiesta ai nuovi amministratori di uscire dalla logica della gestione ragionieristica dei problemi anche di bilancio per azzardare, dentro una visione comune e partecipata del presente e del futuro, un progetto strategico in grado di dare un contributo forte ed originale alla fase complessa e complicata che si sta vivendo.

La gestione dell’emergenza impegni ciascuno anche a ripensare nuovi modi e modelli per le nostre comunità, con l’obiettivo di salvaguardare la coesione sociale e l’integrità del tessuto imprenditoriale che dovrà essere messo nelle condizioni migliori per non essere appesantito nel suo quotidiano operare, e promuovere nuove occasioni di crescita attraverso servizi per il sociale, la cultura ed il territorio, insomma per il lavoro per tutti.

Settembre 2021

Presidente Cna Ascoli Piceno Direttore Cna Ascoli Piceno

Arianna Trillini Francesco Balloni

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