Damon Albarn “The Nearer The Foutain, More Pure The Stream Flows”

Damon Albarn “The Nearer The Foutain, More Pure The Stream Flows”

Etichetta: Transgressive Records
Brani: The Nearer The Fountain, More Pure The Stream Flows / The Cormorant / Royal Morning Blue / Combustion / Daft Wader / Darkness To Light / Esja / The Tower Of Montevideo / Giraffe Trumpet Sea / Polaris / Particles

Finalmente è arrivato il disco islandese di Damon Albarn, ispirato dagli amati paesaggi dell’isola del nord, che per il musicista londinese è qualcosa di più di una seconda patria. Gli spazi dilatati, il contatto estremo con la natura e la possibilità di isolarsi dall’umanità hanno ispirato riflessioni sul presente e sul futuro, sulla perdita e sul vuoto, che durante il lockdown sono state trasformate in un lavoro dallo scarso appeal commerciale, con nessun singolo che potrebbe andar bene per le radio, ma dalla rara capacità di regalare meraviglie assolute. “The Nearer The Foutain, More Pure The Stream Flows” mostra Albarn al suo meglio, capace di sfoderare un tocco lugubre da far invidia a Nick Cave e subito dopo di mettersi a giocare con un minimalismo elettronico alla Brian Eno, senza rinunciare ad incursioni nel free jazz. Si inizia con il saluto commosso e bellissimo all’amico percussionista Tony Allen di The Nearer The Foutain, More Pure The Stream Flows, con una prova vocale di Albarn, tra baritono e falsetto, di notevole intensità. Royal Morning Blue è l’unico momento che può far pensare al pop, purché si intenda per pop la personale sintesi di melodia e introspezione di Mr. Blur. Per il resto la forma canzone è un argomento non considerato, si respira libertà nelle composizioni dell’album, non si può non essere liberi in un momento di emergenza come questo, ecco allora la sperimentazione di Combustion fare da contraltare al raffinatissimo jazz latino di The Tower Of Montevideo, la samba-ambient, se può esistere un’etichetta del genere, di The Cormorant essere in perfetto equilibrio con la poesia struggente di Particles. Un disco di grande profondità e intrigante stratificazione di suoni e piani di lettura. Un grande grandissimo disco, uno dei migliori di questo 2021.

 

 

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