Casotto sui Casotti della Piccola Pesca tra accuse, repliche e controrepliche

Casotto sui Casotti della Piccola Pesca tra accuse, repliche e controrepliche

San Benedetto del Tronto, 2022-01-08 – Riceviamo e pubblichiamo repliche alle dichiarazioni di Capriotti, Piunti e Ballatore in merito alla questione villaggio della piccola pesca artigianale

 

 

<<Piccola pesca: Capriotti non convince e spiego perché.

Nella replica del Vicensindaco alle mie dichiarazioni pubblicate ieri dalla stampa, c’è un passaggio molto interessante, in cui a mio parere, si suicida a sua insaputa.

È troppo grande la contraddizione alla base delle sue affermazioni per poter tacere.

Altro che smemorata, qui siamo al bue che dice all’asino cornuto.

Vediamo di mettere in fila le cose. Oggi Capriotti dichiara questo: “Mi fa piacere infine che i consiglieri abbiano ribadito che il Comune, per negligenza, ha già perso il finanziamento relativo alla terza fase del progetto, quello cioè relativo alla demolizione, ma sento l’obbligo di precisare che questa fase è scaduta il 30 settembre 2021, prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione”. Nell’intervista a Vera Tv, la prima, quella di novembre, che tutti abbiamo visto, dice esattamente il contrario, cioè che i vecchi box vanno rilasciati subito perché si rischia altrimenti di perdere il finanziamento. Sarebbe interessante chiedergli, visto che oggi ricorda con precisione assoluta persino il giorno di settembre in cui si è perso il finanziamento, come mai nell’ intervista di novembre ha dichiarato altro, nello specifico nella parte in cui asseriva cioè che gli operatori della piccola pesca dovevano rilasciare i vecchi box entro 15 giorni perché gli stessi andavano demoliti entro il 31 dicembre, pena la perdita del finanziamento di cinquantamila Euro. Delle due l’una: o sapeva che il finanziamento era già andato e ha intimato il rilascio dei vecchi box agli operatori della piccola pesca, giustificando l’urgenza con una menzogna, cioè la perdita del finanziamento se non demolivano entro il 31 dicembre, il che confermerebbe quanto da me dichiarato, cioè che l’unica urgenza era di mettere fuori i pescatori dai box senza ulteriori indugi, oppure l’Amministrazione ha agito in maniera estremamente maldestra, ponendo in essere un’azione pesante e con ripercussioni notevoli per chi si vede messo fuori dal luogo dove esercita la propria attività lavorativa, con un presupposto sbagliato, e torniamo sempre al finanziamento, pensando di poter così evitare la perdita di qualcosa che era già persa esattamente dal 21 settembre, dimostrando di operare senza cognizione di causa e confermando che la commissione, come sostengo io, è stata istituita per parare i colpi derivanti dalla nostra interpellanza, la cui serietà è stata compresa probabilmente solo dopo il mio intervento più circostanziato in Consiglio, non per aiutare gli operatori della piccola pesca, come dichiara Capriotti. Perché altrimenti, da questo consesso di amministratori, certamente competenti, qualcuno avrebbe dovuto capire e/o sapere che era inutile mettere in strada quelle persone per cercare in tutta fretta di non perdere un finanziamento ormai scaduto da mesi. La verità è che la fretta era data dalla necessità di demolire i vecchi manufatti entro i termini di scadenza della proroga della concessione da parte dell’Ente Portuale, questi sì in scadenza.

Ci sono altre dichiarazioni di Marinangeli, Piunti e Ballatore su cui vorrei soffermarmi, sempre allo scopo di riportare la discussione in termini di rispondenza alla realtà e al diritto.

Marinangeli ieri ha riconosciuto il diritto degli operatori della piccola pesca ad essere ricollocati nei nuovi box, ma parla di un eventuale diritto di prelazione da inserire nel bando o qualcosa del genere. Vorrei chiarire che, se per accordi già sottoscritti dall’Amministrazione negli anni passati, come emerge chiaramente dallo spoglio della documentazione, gli operatori della piccola pesca che occupavano i vecchi box nel 2011 hanno già, e sottolineo già, un diritto acquisito e incontestabile di essere ricollocati, non c’è nessun motivo, anzi ritengo che sarebbe fuorviante, pensare di inserire oggi un diritto di prelazione nel bando per l’assegnazione. C’è una differenza sostanziale tra diritto acquisito, con atti scritti ufficiali (e non, anche per chiarire quanto afferma Ballatore, tramite accordi verbali), e un diritto di prelazione tirato fuori dal cilindro oggi, quasi a voler giustificare qualcosa che non trova più ampia e solida giustificazione prima e altrove. Per questo è un errore parlarne in questi termini. Per quanto riguarda le altre dichiarazioni di Piunti e Ballatore, le definirei alquanto tardive e riparatorie. Certo, ci fa piacere che l’amministrazione Piunti avesse a cuore la pesca, tanto da dedicare ad essa un assessore e due consiglieri. Mi chiedo dove e quando sia finito l’amore. Perché dall’ insediamento della nuova Amministrazione, dunque da quando ho iniziato ad operare come Consigliera, della faccenda ci siamo occupati solo noi di Europa Verde, partecipando a tutte le riunioni e studiando a fondo la documentazione. Nessuno, tra Piunti e i suoi attuali Consiglieri di opposizione, è mai intervenuto. Oggi, che la questione è diventata di rilevanza pubblica, giustamente aggiungo, vista la serietà della vicenda anche in virtù delle conseguenze legali e di responsabilità che si porta dietro, assisto ad un generale risveglio dal torpore, tutti corrono a fare dichiarazioni alla stampa, tutti a puntare il dito su cosa hanno fatto o non fatto altri, tutti pronti a lustrare le medaglie sul petto. Non vorrei che questa complessa ed annosa vicenda, i cui unici protagonisti sono e restano gli operatori della piccola pesca che ancora purtroppo non conoscono il loro destino, si trasformi, come spesso accade, in un terreno mediatico di confronto politico dove vince chi grida più forte, sottraendo la scena a chi ne ha diritto, i pescatori con le loro attività. Se qualcuno pensa di fare propaganda elettorale sulla pelle di questi lavoratori, se ne assuma le conseguenze. Noi di Europa Verde, dal canto nostro, continueremo a lavorare per la soluzione di questa vicenda. Ma ogni volta che alla città ne verrà restituita una visione distorta o utilitaristica, non assisteremo muti.>>

 

Annalisa Marchegiani

Consigliera Comunale di Europa Verde

 

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