dalla Regione Marche

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mercoledì 12 gennaio 2022  13:59

Record di vaccini nelle Marche: in un giorno somministrate piu’ di 19 mila dosi. Saltamartini: “Siamo riusciti ad andare oltre le nostre aspettative, ponendoci l’obiettivo dei 16 mila al giorno”

 

“L’11 gennaio abbiamo somministrato 19.012 dosi di vaccino, un vero record per le Marche”. Ad annunciarlo è l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini che prosegue: “Questo è stato possibile grazie al grande impegno del personale sanitario sempre in prima linea nonostante siano passati due anni dall’inizio della pandemia”.
Delle oltre 19 mila dosi, 1716 sono state prime dosi: “Molti non si vaccinano per paura – spiega l’assessore – hanno solo quindi bisogno di spiegazioni e di essere rassicurati”.
Scendendo nei particolari, 6805 dosi sono state somministrate in provincia di Ancona, 3118 nell’ascolano, 2115 nel fermano, 3238 nel maceratese e 3735 in provincia di Pesaro-Urbino.
La fascia di età che ha ricevuto più prime dosi è stata quella 0-16, con 732 somministrazioni, seguita dalla fascia 50-59 con 251 (dall’8 gennaio e fino al 15 giugno 2022 è stabilito l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 50 anni di età, e dal 15 febbraio tutti i lavoratori over 50 del settore pubblico e privato per accedere al luogo di lavoro saranno tenuti ad esibire il super green pass). Le terze dosi sono state invece 15.419.
Intanto stamattina sono già partiti 2.300 sms a tutti quei soggetti col ciclo vaccinale in scadenza, 60 mila persone circa, che avevano una prenotazione assegnata per febbraio e marzo. Verranno ricontattati tutti al ritmo di circa 2 mila al giorno, per dare risposta a tutti i marchigiani in questa situazione.
Proseguono anche gli open day nei fine settimana di gennaio. “La strada da seguire è però quella della prenotazione – conclude Saltamartini – nel mese di gennaio ci siamo posti l’obiettivo di vaccinare 420 mila cittadini”.
mercoledì 12 gennaio 2022  13:57

Peste suina africana, incontro tecnico preliminare per l’istituzione dell’Unità di crisi. Carloni: “Attiviamo la rete di prevenzione e di gestione della malattia che non colpisce l’uomo ma causa danni economici ai settori zootecnico e agroalimentare”

 

Peste suina africana, incontro tecnico preliminare per l’istituzione dell’Unità di crisi. Carloni: “Attiviamo la rete di prevenzione e di gestione della malattia che non colpisce l’uomo ma causa danni economici ai settori zootecnico e agroalimentare

“Prevenire per ridurre il rischio di contagio e di diffusione della malattia”. È l’invito rivolto dal vicepresidente Mirco Carloni, assessore all’Agricoltura, ai tecnici, riuniti in videoconferenza, in vista dell’attivazione dell’Unità di crisi di gestione della Peste suina africana. Un virus che non colpisce l’uomo, ma che sta ugualmente allarmando l’Europa per i danni economici arrecati al settore agroalimentare e zootecnico. I primi focolai sono già stati rilevati in Italia, non nelle Marche, per cui è necessario attivare tutte le misure di prevenzione e contenimento della malattia, alla cui diffusione contribuisce la popolazione selvatica dei cinghiali.

“Non possiamo permetterci di inseguire l’evoluzione della situazione, ma dobbiamo cercare di prevenirla e, soprattutto, gestirla. In tutta Italia si stanno mettendo in atto sistemi di prevenzione – ha ricordato Carloni – Dobbiamo valorizzare le opportunità offerte dalla rete venatoria e zootecnica per adottare tutte le misure di prevenzione possibili”. All’incontro hanno partecipato, da remoto, tecnici regionali, dell’Asur, dell’istituto zooprofilattico Umbria Marche, polizia provinciale e carabinieri forestali.

Dalla riunione sono emerse indicazioni che andranno formalizzate dalla Regione Marche e che integreranno le disposizioni nazionali vigenti. Alcune sono già state emanate, come quelle relative alla vigilanza passiva – da parte dei cittadini, allevatori, cacciatori – per segnalare alle autorità competenti l’avvistamenti di carcasse di animali selvatici. Altre, come le misure di biosicurezza per evirare contatti tra allevamenti e selvatici, verranno formalizzate con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e l’insediamento dell’Unità di crisi. “Siamo in una situazione di allerta e non ancora di emergenza, che stiamo affrontando con le dovute attività. L’Unità di crisi, che insedieremo, fornirà tutte le ulteriori indicazioni tecniche e operative che adotteremo per gestire la situazione”, conclude il vicepresidente Carloni.

 

mercoledì 12 gennaio 2022  16:49

Approvato il progetto definitivo con i miglioramenti per la nuova palazzina di emergenza dell’ospedale di Fabriano

Approvato il progetto definitivo con i miglioramenti per la nuova palazzina di emergenza dell’ospedale di Fabriano

“Un progetto innovativo, adeguato alle nuove normative e fortemente potenziato rispetto a quello precedente secondo una volontà precisa dell’assessorato. Un ulteriore tassello che va ad aggiungersi al mosaico disegnato dalla Giunta Acquaroli per la riqualificazione della rete ospedaliera della regione”.

Esprime soddisfazione l’assessore alle Infrastrutture e all’Edilizia sanitaria e ospedaliera Francesco Baldelli per l’approvazione in Conferenza dei servizi del progetto definitivo della nuova palazzina emergenze dell’ospedale ‘E. Profili’ di Fabriano, edificio funzionale a garantire la continuità delle cure anche in presenza di eventi calamitosi.

“Abbiamo incrementato le risorse disponibili da 12 a 14 milioni di euro – ha aggiunto l’assessore – potenziando il progetto iniziale di una struttura fondamentale per i territori interni della provincia di Ancona, già inserita nel nostro ‘Masterplan dell’edilizia ospedaliera’, che consentirà di mettere a terra i 700 milioni di euro previsti per interventi diffusi sull’intero territorio regionale”.

Il progetto, che recepisce alcune indicazioni dell’amministrazione comunale di Fabriano, riguarda la realizzazione di un nuovo edificio caratterizzato da una pianta rettangolare di dimensioni lineari pari a 45 x 28 metri, su una superficie totale di 1200 mq a piano, per un totale di 3.600 mq.

Osserva il Sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli: “Il percorso fatto con l’Amministrazione Regionale ci ha consentito di approfondire alcuni aspetti che ci stavano a cuore tra le quali soprattutto la riorganizzazione dell’area parcheggio a servizio dell’Ospedale che già attualmente presenta notevoli criticità e che la realizzazione della nuova struttura avrebbe potuto aggravare se non presa nella giusta considerazione. Da parte della Regione, sia nella parte tecnica che in quella politica abbiamo trovato massimo ascolto e disponibilità. Ora rimane in sospeso l’altra questione che ci preme venga affrontata e risolta ossia il recupero dell’ala dell’Ospedale tutt’ora inagibile in seguito al sisma del 2016 per la quale i fondi del PNRR potrebbero rappresentare una opportunità da non perdere”.

La struttura, destinata a diventare un modello da replicare per mettere a terra le risorse che arriveranno dal PNRR, si svilupperà su 3 livelli – seminterrato, piano terra e primo piano -, con un ultimo livello tecnico, posto sulla copertura dell’edificio, da realizzare in struttura leggera e in carpenteria metallica, all’interno del quale saranno inserite le componenti impiantistiche principali a servizio dell’edificio.

“Pandemia e terremoti – ha osservato l’assessore Baldelli – hanno posto in primissimo piano l’esigenza di garantire sia la sicurezza degli edifici che la continuità dei servizi sanitari in caso di eventi calamitosi. Gli interventi previsti dal ‘Masterplan dell’edilizia ospedaliera’ della Regione Marche tengono conto di questi elementi e riguardano anche il presidio ospedaliero di Fabriano”.

Coerentemente alla destinazione d’uso, dedicata cioè in caso di eventi calamitosi alla continuità dell’attività chirurgica e di terapia intensiva, oltre che alle prestazioni di diagnostica, si realizzerà infatti una struttura sismicamente isolata, capace di mantenere l’intera funzionalità anche in caso di scosse telluriche.

L’intervento di isolamento sismico previsto per la nuova palazzina di Fabriano ha l’obiettivo di disaccoppiare il moto della sovrastruttura da quello del terreno – in caso di terremoto – abbattendo notevolmente le accelerazioni e quindi le forze che agirebbero negativamente sull’edificio.

Di seguito una descrizione sintetica dei tre livelli che andranno a realizzarsi e delle loro relative funzioni.

  1. Il livello seminterrato avrà funzioni prettamente tecniche e logistiche.
  2. Il livello terreno sarà raggiungibile dalle ambulanze direttamente dal fronte sud-ovest dell’edificio, in corrispondenza dello stesso piazzale da cui attualmente si accede alla camera calda del Pronto Soccorso (dedicata in modo esclusivo alla nuova palazzina delle emergenze). Questo livello sarà articolato nelle seguenti aree funzionali:

– Diagnostica di emergenza, costituita da n. 1 locale TAC, n. 1 locale esami radiologici e un locale per esami ecografici;

– Rianimazione, con n. 7 posti letto complessivi di cui n. 1 posto isolato e due ulteriori posti di terapia sub-intensiva;

– Aree di supporto, costituite da spogliatoi per il personale;

– area logistica attrezzate con i depositi di materiale sterile e materiale sporco, con relativi collegamenti verticali (n.2 montacarichi distinti) e completati con un locale lavaggio/disinfezione, confezionamento e sterilizzazione.

  1. Il primo piano sarà dedicato in modo esclusivo al blocco operatorio. Saranno presenti complessivamente n. 4 sale chirurgiche, di cui la sala 1 (superficie in pianta pari a 47 metri quadrati) sarà classificabile in ISO5, completate dai rispettivi locali di preparazione/risveglio/lavaggio chirurghi e dai locali di supporto all’area chirurgica (spogliatoi personale, area logistica dedicata a depositi e locali tecnici); il livello del piano primo sarà collegato al resto del presidio ospedaliero attraverso una passerella interamente coperta, posta a quota 3,90 metri, che consente di accedere direttamente dai reparti dell’ospedale alle nuove sale operatorie e al polo diagnostico.

I prossimi step saranno la presentazione del progetto esecutivo entro febbraio-marzo, la gara entro l’estate e, probabilmente entro l’autunno 2022, l’inizio dei lavori, secondo le previsioni tecniche.

“La palazzina delle emergenze – conclude l’assessore Baldelli – rappresenta uno dei tanti investimenti messi a terra dalla Giunta Acquaroli sul comprensorio di Fabriano, che va ad aggiungersi a quelli relativi all’edilizia scolastica, con gli apparati di ventilazione controllata automatica all’Istituto “Morea Vivarelli”, alla pedemontana destinata ad agganciare la Fano-Grosseto a nord e la Statale 77 a sud, fino alla riattivazione con i primi tre viaggi a fini turistici del tratto della Subappennina Italica. La Regione Marche dimostra la grande attenzione verso un territorio che sta vivendo un periodo molto difficile dal punto di vista economico, con la crisi di distretti che la pandemia ha ulteriormente aggravato”.

mercoledì 12 gennaio 2022  16:42

Regione Marche e Simest (Gruppo Cdp) insieme per sostenere la crescita all’estero delle imprese del territorio. Firmato un accordo di collaborazione per promuovere l’accesso delle aziende marchigiane agli strumenti finanziari per l’internazionalizzazione

Regione Marche e Simest (Gruppo Cdp) insieme per sostenere la crescita all’estero delle imprese del territorio. Firmato un accordo di collaborazione per promuovere l'accesso delle aziende marchigiane agli strumenti finanziari per l’internazionalizzazione

È stato siglato oggi un accordo di collaborazione tra la Regione Marche e Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene finanziariamente l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in particolare delle Pmi. L’intesa, firmata da Mirco Carloni, vice presidente della Regione Marche e assessore alle Attività Produttive, e da Mauro Alfonso, amministratore delegato di Simest, ha l’obiettivo di promuovere l’internazionalizzazione delle imprese marchigiane attraverso gli strumenti finanziari offerti dalla società del Gruppo Cdp.

“L’obiettivo della Regione Marche è quello di far conoscere le opportunità che esistono nel processo di internazionalizzazione delle nostre imprese – ha affermato Carloni – Vantiamo un sistema produttivo molto credibile, spesso a dimensione familiare, ma di eccellenza. Abbiamo, quindi, quei requisiti di imprenditorialità e di qualità ricercati nel mondo attraverso il Made in Italy”. Dopo aver siglato analoghi accordi d’intesa con Ice, Cassa depositi e prestiti e Sace, “concludiamo questo ventaglio di opportunità finanziarie che vanno ad aggiungersi a quanto già può offrire la Regione all’imprenditoria marchigiana, sul fronte dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, attraverso gli strumenti di finanza agevolata previsti dai fondi europei del Por Fesr”, ha evidenziato Carloni.

“L’accordo firmato oggi ci consente di promuovere, su un territorio che contribuisce in misura importante all’export nazionale, la nostra attività a sostegno del Made in Italy nel mondo – ha commentato Alfonso – Il nostro obiettivo è quello di favorire l’aumento di competitività delle imprese marchigiane già presenti internazionalmente, ma anche invogliarne altre ad aprirsi all’estero, sostenendole sin dalle fasi iniziali per tutto il percorso di internazionalizzazione”. Alfonso ha poi ricordato gli interventi sostenuti da Simest a favore delle imprese marchigiane: sul fronte della finanza agevolata, 400 aziende hanno potuto effettuare 700 operazioni per un importo complessivo di 150 milioni di euro. Altre sette imprese hanno beneficiato di investimenti diretti per 200 milioni di euro, mentre ulteriori 270 aziende marchigiane hanno potuto usufruire, attraverso Simest, di 37 milioni di euro del Pnrr.

Gli obiettivi dell’accordo puntano a promuovere i servizi di Simest attraverso iniziative congiunte di informazione e formazione sul territorio finalizzate a facilitare l’accesso, da parte delle aziende marchigiane, agli strumenti di finanza agevolata gestiti in convenzione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; fornire assistenza alle imprese nella definizione della strategia di crescita all’estero e nella strutturazione di progetti imprenditoriali, con l’obiettivo di sostenerle finanziariamente; favorire il sostegno a progetti e iniziative di internazionalizzazione che rientrino nelle tre linee di intervento offerte da Simest: Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, Investimenti in equity, Supporto all’export credit.