Giuliana Poli, “Il Dio Madre”

Giuliana Poli, “Il Dio Madre”
Il Dio Madre in Piero della Francesca.
Dal libro segreto dei Montefeltro la verità sulla Sacra Conversazione o Pala Brera.

 

Piero è audace. Non è manifestamente innovativo, ma risulta più efficace degli altri. Otre le apparenze, la staticità delle sue immagini è voluta. I suoi quadri non sono emozionali, ma sanno fermare il tempo d’azione e privarlo del superfluo, mettono insieme astratto e concreto, fisico e metafisico, razionalità e irrazionalità. In un momento storico drammatico come il suo tempo, Piero comunica quanto accade in maniera sottile e trasmette pace sovrannaturale, volti misteriosi ed angelici, incomprensibili alla moltitudine. La sua prospettiva è personale nel gioco di luci ed ombre, come per esempio nella Flagellazione, il cui punto di fuga centrale, che collega il tutto è il soffitto a cassettoni dell’abside, che dà l’effetto della profondità, dove il cerchio ed il quadrato sono la narrazione dell’intera immagine, la ricerca del dettaglio e la perfezione.? Piero, quindi, ignora l’interno legato alla meccanica sensibile umana, bensì ne esalta l’aspetto geometrico. Il risultato non è realistico ma poetico. La sua bellezza è nella bellezza divina. Egli non ritrae l’uomo ma il Dio e la Dea, i santi e i demoni. Piero descrive il cosmo e la perfezione dei suoi principi. Lo studia, ne conosce i segreti che nasconde dentro i suoi quadri crea figure imperturbabili e misteriose, poiché sono a conoscenza di ciò di cui non si deve parlare e si deve ricevere solo in silenzio. E’ l’inesprimibile del divino che si può contemplare e capire solo attraverso l’intuito e l’assoluto. E’ la scienza sacra che, come ogni scienza, studia i fenomeni, ma si ricollega non all’ordine umano, bensì a quello superiore. Non il mondo sensibile, bensì i principi universali… Leggi tutto su https://www.ilmascalzone.it/…/giuliana-poli-il-dio-madre/

 

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