Le Marche al Salone del libro di Torino, editori e bibliotecari soddisfatti

Le Marche al Salone del libro di Torino, editori e bibliotecari soddisfatti
domenica 22 maggio 2022  14:01

Garbuglia e Romagnoli: “Vetrina per raccontare la creatività marchigiana”. Lo stand della Regione tra i più belli e fotografati

“Moltissime le persone che affollano il Salone del libro e lo stand della Regione Marche è indubbiamente uno dei migliori. Siamo orgogliosi di essere qui, ospitati dalla Regione”. Parola di Mauro Garbuglia, presidente di EdiMarche (Associazione editori marchigiani). Anche la giornata odierna, al Lingotto di Torino, è contraddistinta da una grande partecipazione di pubblico, con lo spazio Marche tra i più fotografati.

“Per chi ama i libri questa è una bella festa che dovrebbe durare tutto l’anno e non solo una settimana – ha detto Stefania Romagnoli (presidente Associazione italiana biblioteche – sezione Marche) – Siamo ospiti dello stand della Regione Marche per il secondo anno consecutivo per parlare dell’Associazione. È importante per noi avere questa vetrina per raccontare la fantasia e la creatività dei bibliotecari marchigiani che, nonostante tutto (crisi economica, terremoto, pandemia), tutti i giorni aprono i portoni degli istituti culturali per promuovere cultura”.

Quello dell’editoria, conferma Garbuglia, “è un settore che ha subito prima il sisma, poi la pandemia. Siamo in una fase di ricostruzione e di rilancio. Questo Salone rappresenta un punto di ripartenza per sviluppare nuovi progetti di settore e la Regione Marche ci supporta. Siamo piccoli editori ma esportiamo nel modo la cultura marchigiana”.

Le Marche vantano circa 300 biblioteche, capillarmente distribuite su tutto il territorio: “Hanno la capacità e la volontà di catturare l’interesse dell’utente. Non aspettano che le persone entrino, ma organizzano attività per stimolarle a entrare – ha rimarcato Romagnoli – Le biblioteche non sono più soltanto contenitori di libri, ma luoghi per incontrare persone e idee”.

Al Salone del libro l’associazione ha presentato sei progetti “in pillole”, per dimostrare, “la caparbietà dei marchigiani di riuscire a coinvolgere un territorio e rendere sempre più bello e accattivante questa regione plurale nel nome e nelle tante attività che mette in piedi ogni giorno”. Spazio, quindi, alla X edizione di Storie da musei, archivi e biblioteche (concorso itinerante per racconti brevi e fotografie); Patrimonio in scena (diffusione dello spettacolo dal vivo negli istituti culturali); Wiki Loves Monuments Marche (concorso per documentare il patrimonio culturale); Gran tour delle biblioteche marchigiane. Piccoli editori per grandi letture; Nati per leggere; Biblioteca scolastica innovativa.

Nel corso della giornata lo stand marche ha ospitato, tra i tanti eventi in programma, le presentazioni dei lavori di alcuni piccoli editori: “Come una piccola nuvola” (Ephemeria Edizioni) di Pierluigi Giorgio che racconta l’esperienza personale dell’autore vissuta nella tribù Sioux degli indiani d’America. “Un pellegrinaggio in Europa, Giacomo Costantino Beltrami” (Seri Editore) di Tullio Bugari e Silvano Staffolani: Beltrami, uno tra i più importanti marchigiani dell’Ottocento, è lo scopritore delle sorgenti del Mississippi. “Quando il fantasy aiuta i giovani ad avere coraggio” (Edizioni Nisroch) di Giovanni Fusco: libro fantasy molto coinvolgente. “Le Marche nel 1861 e la lotta contro i briganti” (Edizioni Nisroch) di Stelio W.Venceslai: le Marche del sud, terra di confine tra vecchio Regno Borbonico e nuovo Regno Sabaudo, furono una delle roccaforti degli sconfitti, con gesta eroiche da entrambe le parti, attorno alla fortezza di Civitella del Tronto, che fu l’ultima ad arrendersi ai Savoiardi, dopo Gaeta.

 

 

 

domenica 22 maggio 2022  13:52

Al Salone del libro, “Le parole della montagna”: perdersi a Smerillo alla ricerca di se stessi. Paradisi: “La Regione Marche sta rilanciando la cultura nei piccoli borghi”

Al Salone del libro, “Le parole della montagna”: perdersi a Smerillo alla ricerca di se stessi. Paradisi: “La Regione Marche sta rilanciando la cultura nei piccoli borghi”

 

Perdersi in borghi al di sotto di 400 abitanti per ritrovare se stessi. Un’impresa solo apparentemente impossibile, che invece si potrà sperimentare e vivere a Smerillo, Monteleone di Fermo e Montefalcone Appennino, nel mese di luglio, nell’ambito del Festival “Le parole della montagna. I piccoli borghi ripartono dalla cultura”. L’evento ha aperto la giornata della Regione Marche al Salone del libro di Torino, presentato dal sindaco di Smerillo Antonio Vallesi, dalla direttrice artistica Simonetta Paradisi e da Massimo Calvi, autore di “L’uomo che guardava la montagna” (San Paolo Edizioni). Nato dalla volontà di un gruppo di amici, il festival dimostra che, grazie alla cultura, il più piccolo borgo della provincia di Fermo, può trasformare le sue criticità in un punto di forza e diventare il fulcro di un festival culturale in grado di proporre raffinate riflessioni.

“La montagna ha molto da raccontare. Siamo alla 13a edizione che è un record per Smerillo. Non avevamo pensato di arrivare a un traguardo simile – ha detto Paradisi – Oggi abbiamo una Regione forte che ci sostiene. Sta rilanciando la cultura nei piccoli borghi e Smerillo è in prima linea, con questo progetto che ormai ha una storia abbastanza solida e anche un pubblico fedele che ci segue per parlare della spiritualità della montagna”. In tutte le tradizioni e in tutte le religioni la montagna è il luogo di incontra tra il divino e l’umano.

“Per noi – continua il direttore artistico – è diventato l’occasione per dare spunti di riflessione all’uomo in cerca delle vette alte, come tali inesauribili. Per farlo chiamiamo a raccolta i personaggi migliori della cultura nazionale e nono solo, per condividere riflessioni insieme al nostro pubblico”. Ogni anno una parola viene suggerita dalla montagna per animare la manifestazione. La parola di quest’anno è “perdersi”.

È una parola “forte – confida Paradisi – Abbiamo esitato prima di sceglierla, perché avevamo paura che fosse troppo di rottura. Poi abbiamo capito che c’era la possibilità di darle un’altra lettura: perdersi per ritrovarsi e lo faremo con relatori d’eccellenza. Avremo la possibilità di fare un’esperienza, il gioco della deriva: possibilità di smarrirsi nel piccolo porgo che sembrerebbe impossibile, ma per vivere un’esperienza alla ricerca di sé. Supportati anche dalla Regione, avremo due anteprime: una a Monteleone di Fermo il 2 e il 3 luglio, una a Montefalcone Appennino il 9 e 10 luglio. Sono borghi molto simili a Smerillo, dove non c’è assolutamente nulla, tranne l’essenziale per riconnettersi con il proprio centro”.

 

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