San Benedetto del Tronto, 2022-06-15 – Riceviamo dal Pd Unione Comunale San Benedetto del Tronto e pubblichiamo
<<Il Partito Democratico intende mantenere gli obiettivi annunciati nella conferenza stampa dell’8 giugno ovvero il ricompattamento di tutte le forze del centrosinistra. Ciò premesso, alla luce di recenti e fuorvianti articoli stampa che ci hanno riguardato, abbiamo scelto di uscire con questo comunicato solo ed esclusivamente per rivendicare il nostro diritto dovere di difesa nonché per offrire un punto di chiarezza ai nostri iscritti. Dopodiché ci concentreremo su quel che ci piace fare, sulle azioni di politica attiva, senza più raccogliere eventuali provocazioni. Nel merito…
Qualcuno si è chiesto il perché non abbiamo ascoltato i suggerimenti del Commissario Alberto Losacco
Bene, le proposte del Commissario Regionale sono risultate interessanti ma purtroppo impraticabili per due ragioni: la prima perché tardiva rispetto al percorso da noi iniziato già dal mese di novembre 2021, e la seconda per la necessità di rispettare le disposizioni statutarie ed in particolare l’articolo 5 comma 11, che disciplina il caso delle dimissioni anticipate del Segretario.
Ci hanno contestato la modalità di rinnovo degli organismi ritenuta una sorta di chiusura.
La Modalità: L’assemblea è stata, per autonoma scelta della Segreteria, organizzata on line, onde ricercare la partecipazione di tutti i delegati, tenuto conto che qualcuno aveva denunciato problemi di salute. Intendiamo però precisare rispetto a chi auspicava un assemblea allargata, che l’Unione Comunale è un assemblea elettiva, e in quanto tale vi possono partecipare solo i delegati congressuali. Se poi si volessero organizzare delle assemblee con simpatizzanti, è legittimo farle anzi auspicabili ma non possono definirsi “Unione Comunale” non avendo le prerogative ad essa riservata.
Chiusura: Il contrario… Il tracciato segnato del Segretario Benigni è stato di grande apertura e la nuova segretaria Palestini lo ha ricalcato in toto allargando lo staff dell’Esecutivo anche ad iscritti che in passato sono stati su percorsi diversi.
Ci contestano i voti con delega, non consentiti
Una rappresentazione non corrispondente al vero, e incomprensibile. I voti sono stati tutti palesi, per la maggior parte tramite lo strumento digitale della piattaforma e in pochissimi casi a voce, oltre che con la telecamera accesa. È accaduto esattamente il contrario: zero voti con delega!
Ci contestano il 7% alle Comunali, il crollo del Tesseramento, il ruolo del vicesegretario definendoci un’assemblea Condominiale
7% è crollo del Tesseramento : Anche qui una narrazione lontana dalla realtà dei fatti. Bisognerebbe innanzitutto riconoscere che il Pd a livello regionale nelle amministrative di molti comuni, compreso il capoluogo è ben lontano dal 20%. Bisognerà, con umiltà, ripartire dalla consapevolezza di questo dato e lavorare con la passione e l’impegno di tutti. Nella nostra città inoltre, il Pd ha subito tre scissioni con realtà numericamente importanti (Italia Viva – Articolo Uno e Verdi Rinasci-marche), e questo è accaduto prima della elezione di Benigni, per essere intellettualmente onesti. Considerato quindi che dalle costole del Pd sono sorte 4 diverse formazioni politiche, il risultato dell’8% e non del 7%, era nelle cose anzi insperato, specie se si trovano porte chiuse ad ogni proposta di alleanza. San Benedetto ha però tenuto, visto che conta più tessere di Ascoli che ciò nonostante esprime il Segretario Provinciale ed una Consigliera Regionale.
Assemblea Condominiale: Beh è un esternazione innanzitutto falsa e dal linguaggio censurabile, perché così non si danneggia Benigni ma l’immagine del Partito Democratico. Sull’Assemblea Condominiale, la risposta sta nei numeri molto eloquenti: Unione Comunale partecipatissima con 25 dei 28 delegati, presenti. Il segretario comunale eletto con una maggioranza ampissima di ben 22 voti su 25 pari all’88%. Con percentuali analoghe nella elezione del presidente dell’assemblea Roberto Giobbi e del Tesoriere Manuela Casciotti. Nessuno ha votato contro, nemmeno quelli che avevano legittimamente idee diverse, rinunciando difatti a esprimere la propria scelta. Insomma un Partito quello Sanbenedettese che ancora una volta ha dimostrato grande compattezza salvo pochissime eccezioni.
Vicesegretario : Abbiamo trovato fuori luogo detta contestazione perché la nomina dell’Esecutivo è una prerogativa del segretario. Una scelta che stava nelle cose e per la stima che la Palestini ha sempre avuto di Benigni, e perché diversamente, non essendo un eletto, sarebbe rimasto fuori dell’Unione. Un gesto dunque scontato ed apprezzabile anche per l’ennesima disponibilità manifestata dall’ex segretario Benigni.
Nell’assemblea Provinciale di qualche giorno fa anche il segretario provinciale Francesco Ameli ha puntato il dito contro il partito di San Benedetto del Tronto
Difficile da credere ma tanto è: nel mentre Benigni fa per scelta un passo di lato, pur avendo nel Partito unanime fiducia, al fine di facilitare l’avvio di un percorso di pacificazione e di ricompattamento delle forze interne al Pd e di quelle del centrosinistra in generale; nel mentre ci si attende il rientro preannunciato di centinaia di tesserati, che sono i benvenuti sia ben chiaro, perché l’unico nostro bersaglio è e deve restare la destra. Ecco, nel mentre noi ci apriamo all’unità del centrosinistra, arriva la convocazione dell’assemblea provinciale di Grottammare.
Una partenza in salita perché ci siamo accorti da subito che erano presenti appena 20-25 delegati, e non tutti con diritto di voto. Al di là della facile ironia sulle assemblee condominiali che non ci appartiene, è apparso chiaro a tutti che qualcosa era stato sbagliato perché visti i copiosi temporali ed anche la scossa di terremoto di quella giornata che aveva creato un clima non proprio ottimale, un rinvio sarebbe stata la decisione più saggia. Ad ogni modo Inizia l’Assemblea. Bene. Pensi che ci sarà l’opportunità di approfondire i punti che sono alla base dell’imminente proposta referendaria in quanto molti cittadini non ne sanno nulla e ci chiedono quale sia l’orientamento del partito. NO, nulla. A singola domanda, arriva solo la risposta personale di Ameli, per di più difforme dall’indirizzo nazionale.
Pensi che si potrà parlare del conflitto Russo-Ucraino che tanta apprensione e posizionamenti diversi sta creando anche dentro al Pd? NO, nulla.
Pensi che ci sarà l’occasione di parlare dei riflessi economici di cui i nostri concittadini hanno già avuto un saggio pesante con carburanti, energia elettrica, gas e un aumento generalizzato sui beni di consumo. Una situazione gravissima perché vuoi per la guerra o vuoi per una intollerabile e incontrollata bolla speculativa anche determinata dal superbonus 110%, bloccato dagli istituti finanziari, rischiano di fallire migliaia di imprese con nefaste ripercussioni sulle maestranze e su tanti cittadini privati che fidandosi dello Stato si erano cimentati in dette ristrutturazioni? NO, nulla.
Pensi dopo settimane e settimane che gira sui quotidiani il nome di Luciano Agostini come potenziale Presidente CIIP, che si spieghi il percorso che ha condotto all’individuazione di detto nominativo e delle motivazioni che lo rendono opportuno? NO, nulla.
Niente di niente. L’Assemblea Provinciale però, sotto la direzione di Francesco Ameli, organizza in compenso una sorta di processo in pubblica piazza contro il Pd di San Benedetto. E perché? Perché in buona sostanza avrebbe avuto la temerarietà di sostituire il segretario, seguendo i dettami Statutari. Restiamo sconcertati, ma tanto è.
Ora, a prescindere dallo stupore che il Partito di San Benedetto non è gradito dal Segretario Provinciale per quanto sia uno dei pochissimi circoli in tutta la Provincia che ha organizzato in due mesi cinque importanti eventi di politica attiva, quel che ci lascia attoniti è altro. Ci preoccupa il fatto che in un Assemblea Provinciale non ci sia più il confronto e il dibattito sui temi, venendo meno al suo ruolo principe che è quello di fare politica. Pochissimi interventi e ancor meno le elaborazioni o riflessioni politiche a cui eravamo abituati.
In conclusione, ad eccezione del passaggio burocratico dell’approvazione del Bilancio (a proposito di regole ritenute inutili orpelli, una verifica se sia stato raggiunto o meno il quorum deliberativo è consigliabile. Ad occhio i 20/25 presenti rispetto agli 82 delegati aventi diritto di voto in assemblea sembrano davvero esigui. E a maggior ragione visto il maltempo un assemblea online o mista avrebbe di certo garantito la riuscita dell’iniziativa), degli attacchi immotivati al partito sanbenedettese e poi del tesseramento, si è riscontrato sui temi più caldi un silenzio assordante. Si, c’è stato silenzio anche sul tesseramento perché in un momento così cruciale per questo adempimento completamente rinnovato, non si comprende ad esempio la ragione per cui sia stata omesso che il Responsabile Provinciale del Tesseramento Francesco De Vita ha nel frattempo presentato dimissioni irrevocabili. Non rappresentando neppure le ragioni di tale scelta.
Il silenzio o il non rispondere si è poi reiterato quando la segretaria Diana Palestini, ha parlato di dirigenti del nostro partito che avrebbero fatto campagna elettorale per un candidato avverso al Partito Democratico, contribuendo alla sua sconfitta. Anche qui Ameli non ha chiarito, chiedendo invece più volte al partito di San Benedetto di “fare i nomi”.
È davvero surreale quanto è accaduto dopo l’ultima Unione Comunale. Oltre alle note stampa esilaranti di coloro che sostengono i “Verdi” ma che pretendono però di gestire il “Pd” , c’è stato anche un attacco da parte del neo Commissario del Circolo Nord. E siccome Francesco Ameli fin dal giorno del suo insediamento ha sempre auspicato che i dibattiti siano all’interno degli organismi e non sulla stampa, ne deduciamo che prenderà presto provvedimenti riguardo ad Elio Costantini, figura da Lui stesso nominata. A proposito di sostenitori di Canducci … è alquanto singolare che il segretario provinciale PD arrivi a mettere in discussione l’utilizzo della modalità online per le assemblee, dal momento che il nazionale ci ha sempre certificato l’uso del predetto strumento digitale, sia nella fase congressuale che in occasione dell’Agorà col ministro Andrea Orlando. Ed è ancora più bizzarro che Ameli faccia proprio a noi detto rilievo dal momento che a differenza di altri (e qui ci fermiamo) alle nostre riunioni, abbiamo sempre invitato solo ed esclusivamente iscritti o delegati, sempre e comunque del Partito Democratico e mai soggetti che hanno lavorato per far perdere il PD locale. Non invitiamo nessuno a trarre facili conclusioni su chi ha sostenuto chi, anche perché in città tutti sanno oramai come sono andate le cose.
In conclusione… siamo stufi di restare silenti per senso di responsabilità nei confronti di questa grande comunità. Non siamo alla ricerca di rivalse e non vogliamo sia chiaro, bruciare la nostra casa ma la verità deve emergere, questo si. Se qualcuno pensa di imporre altro, non lo permetteremo. Anzi laddove verrà mossa una sola altra mezza falsità contro il partito di San Benedetto, che al contrario ha fatto un percorso di massima trasparenza e lealtà, ci muoveremo di conseguenza, fosse l’ultima cosa che faremo, per cui gli autori o committenti se ne assumeranno tutta la responsabilità del caso. Speriamo ci facciano cambiare idea, per il bene del Pd e dei cittadini, ma oggi questo dovevamo. Disponibili a collaborare con tutti ma nel rispetto reciproco.>>
La Segreteria
Unione Comunale Partito Democratico
San Benedetto del Tronto





































