Occupazione, i numeri del primo trimestre

Occupazione, i numeri del primo trimestre

LE TENDENZE, DEL 1°TRIMESTRE 2022, SULL’OCCUPAZIONE DEL MINISTERO DEL LAVORO, ISTAT, INPS, INAIL E ANPL. LA SITUAZIONE DELLE MARCHE.
DI GUIDO BIANCHINI PRESIDENTE COMITATO PROVINCIALE INAIL ASCOLI PICENO

Nei giorni scorsi è stata pubblicata una nota congiunta, sulle tendenze, del primo trimestre 2022, dell’occupazione da parte del Ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpl.

Analizzando i dati, nel periodo in esame, emerge la situazione nella nostra Regione.

Gli occupati totali sono 632.656 con un incremento del 4.8% sullo stesso periodo dell’anno precedente; i disoccupati totali sono 46.244 con una riduzione del 10.7%. Il 25% sono uomini.

Risultano in crescita sia i lavoratori dipendenti, sia i cd indipendenti rispettivamente del 5 e 3%.

L’incremento occupazionale ha riguardato prevalentemente il manifatturiero e il terziario con i servizi.

Forte implementazione occupazionale del settore delle costruzioni grazie ai vari bonus (+22%).

L’analisi evidenzia come l’occupazione è aumentata nei contratti a chiamata, somministrazione e a tempo determinato con una durata spesso massima di 30 giorni.

Il maggior tasso di disoccupazione si registra nella fascia di età 15/24 anni con il 26%.

Una situazione certamente positiva ma dobbiamo evidenziare che, sempre nei giorni scorsi, la Banca d’Italia ha presentato la sua relazione economica sui primi mesi del corrente anno.

Il rapporto evidenzia come la coda della pandemia e la guerra, con i suoi effetti diretti ed indiretti su materie prime ed energia e da ultimo la questione idrica, pongono grandi interrogativi sulle prospettive sociali e economiche della nostra regione.

Dopo un anno di forte crescita, con un PIL al 6.4%, in linea con quello nazionale del 6.6%, una crescita di fatturato delle imprese del 5%, ci sono segnali non positivi.

Secondo Bankitalia ci sarà una riduzione di fatturato da parte delle imprese e conseguenti effetti sull’occupazione che era aumentata dello 0.8% sul 2020 ma che aveva registrato un calo del 2.5% nel 2019.

Occorrerà avere nervi saldi anche alla luce della particolare caratteristica del nostro tessuto produttivo marchigiano fatto da tante PMI con forte flessibilità organizzativa.

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