Passione e ingegno per le Bicilette dei Mestieri
Bruno Ferrari
San Benedetto del Tronto – ll barbiere nasce in bicicletta e aveva una clientela molto più vasta e poco esigente, anche in campagna, si recava nelle corti e faceva barba e capelli ad un bel numero di uomini per pochi centesimi. Tagli rapidi, pratici, che di certo non seguivano mode, ma ben fatti con le giuste sfumature, la cassetta del barbiere è ricolma di attrezzi antichi ma ancora ben noti a tutti perché riconoscibili negli strumenti utilizzati ancora oggi. Un rasoio e una coramella per addolcire il filo sul cuoio, l’antico strumento spesso immagine del mestiere di un tempo, pennelli, saponi e macchinette taglia capelli manuali. La bicicletta ci accompagna nel passato ed è un mezzo che nel passato ha avuto un ruolo importante, oggi difficile da immaginare, che va aldilà del semplice trasporto di cose e persone, un ruolo sociale e professionale.
La collezione che il Sig. Bruno Ferrari che è stata esposta e organizzata dall’Associazione Kronos Turismo Collettivo ( Maria Ragionieri e Alberto Iachini) al museo del mare di San Benedetto del Tronto dal 1 al 4 Agosto 2024 ci racconta con passione e amore narra di un’Italia che, proprio tramite i mestieri semplici svolti anche su due ruote, è cresciuta e si è rialzata dopo i periodi più difficili della nostra storia. Le biciclette sono frutto di un lavoro di ricerca paziente e certosino e le storie raccontate da questi pezzi unici sono davvero molte, ma sono solo una parte dei lavori in bicicletta ricostruiti dagli storici di tutta Italia, professioni che negli anni prebellici e fino a tutto il dopoguerra italiano hanno percorso senza sosta le strade delle nostre regioni, per incontrare i compaesani in un tessuto sociale e urbano molto diverso da quello a cui siamo abituati. “L’obiettivo di questa mostra è valorizzare gli antichi mestieri e l’artigianato, dimostrando ai più giovani come i nostri nonni attraverso i sacrifici, la costanza e la professionalità hanno portato avanti l’economia del tempo. Riteniamo che oggi, prendendo spunto dal passato, si possa dare il via ad un nuovo modo di fare imprenditorialità .” Tutte le biciclette della collezione sono completamente originali e spesso sono pezzi unici rari. La passione per i mestieri in bicicletta si denota anche dalla cura dei dettagli e degli articoli di rievocazione che in molti casi sono stati aggiunti al mezzo per una ambientazione più completa e realistica della professione. Particolarmente curiosa e affascinante la bicicletta del vigile del fuoco fa letteralmente fare un tuffo nel passato, dunque una mostra “Gli antichi mestieri in bici” che ha esposto pezzi unici e introvabili ma anche e soprattutto ha fatto riemergere i mestieri che ognuna di loro rendeva possibile. “Abbiamo pensato di allestire ogni bicicletta con accurati e originali accessori che rievocano il mestiere di chi le cavalcava” dice Bruno Ferrari “La bicicletta è per tutti ed è facile da capire e da apprezzare” è questa la chiave di lettura di questa curiosa e preziosa collezione. La semplicità di un oggetto ancora quotidiano che affascina bambini e adulti, riesce a comunicare la storia di una nazione, narrando tante piccole storie. Racconti di mestieri un po’ improvvisati, in bilico su due ruote e sullo scorrere del tempo, che li ha fatti scomparire con la trasformazione della società. “A me affascina tutto ciò che mostra l’Italia che risorge dopo la seconda guerra mondiale” afferma Maria Ragionieri e quindi raccontare di Bruno Ferrari e della sua passione per la sua collezione di biciclette dei mestieri.
Dunque, Bruno Ferrari collezionista, ha coltivato un amore particolare per un oggetto molto comune per i tempi a cavallo della seconda guerra mondiale: le biciclette da lavoro. Mentre il mondo si meccanizzava furiosamente, lui osservava le biciclette da lavoro che venivano abbandonate o addirittura gettate e poi vendute nei mercatini ma da artista vero non si è fermato all’oggetto. Collezione che iniziato dopo essersi sposato frequentando i mercatini d’epoca iniziando a collezionare le moto come la Frera che risale agli anni 20 ed era quella che ha motorizzato l’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale. In seguito seguendo la moda ha optato per le vespe e poi le lambrette. Nel tempo libero si dedicava in una piccola officina che aveva casa a realizzare lavori di restauro o di meccanica. Girando questo e quel mercatino ha scoperto il desiderio di acquistare bici come le ha definite Bruno Ferrari “ un po strane” vestite di oggetti particolari ossia degli accessori che facevano parte della bici stessa. Iniziando a collezionarle ha pensato di consultare dei giornali a tema per capire come assemblare, a seconda dei casi, gli articoli di rievocazione per completarle. E’ da considerare che il restauro doveva essere fatto senza saldare ma come era in altri tempi bresato con l’ottone. Il collezionista Ferrari frequentando poco i bar del paese e lavorando come riparatore meccanico ha avuto la fortuna di imparare il mestiere da un vero artigiano. L’oggettistica e le stesse biciclette dei mestieri le ha raccolte in provincia di Mantova dove gli stessi mantovani erano dei conservatori e durante l’arrivo dei tedeschi che requisivano tutto i contadini del posto le nascosero nel solaio ed è cosi’ che il destino ha permesso al Ferrari di poter collezionare delle bici storiche. In seguito ha iniziato a realizzare delle biciclette piccole da circo e ha anche costruito con l’aiuto di cinque amici una biciclone gigante , come diceva il Ferrari “la bicicletta di Polifemo” e in seguito una bici a fisarmonica che si riduce a 8 metri e mezzo. Il collezionista Bruno Ferrari ha aderito all’iniziativa dell’ Associazione kronos Turismo Collettivo per il piacere di stupire il pubblico con il mondo delle biciclette della sua collezione.
La collezione che il Sig. Bruno Ferrari ci racconta con passione e amore narra di un’Italia che, proprio tramite i mestieri semplici svolti anche su due ruote, è cresciuta e si è rialzata dopo i periodi più difficili della nostra storia.
Maria Ragionieri
‘Arti e mestieri in bicicletta e della tradizione del mare’ in mostra al Museo del Mare

























